Il trionfo della fede
Il trionfo della fede
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Giobbe 19,21-27b | Pietà di me, pietà di me, o voi, miei amici, perché la mano di Dio mi ha colpito! Perché mi perseguitate come Dio e non vi saziate delle mie carni? Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero incise con stilo di ferro e con piombo, per sempre si scavassero nella roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà distrutta, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, e i miei occhi lo contempleranno e non un altro.


Salmo Responsoriale

R. Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
R. Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».
R. Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.
R. Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
R. Mi si attacchi la lingua al palato se lascio cadere il tuo ricordo.


Vangelo: Lc 9,57-62 | Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: "Ti seguirò dovunque tu vada". E Gesù gli rispose: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo non ha dove posare il capo". A un altro disse: "Seguimi". E costui rispose: "Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre". Gli replicò: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va' e annuncia il regno di Dio". Un altro disse: "Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia". Ma Gesù gli rispose: "Nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio". 


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Ricordo di santa Teresa di Lisieux (†1897), monaca carmelitana animata da un profondo senso della missione della Chiesa.

Giobbe 19,21-27b. Il trionfo della fede

Giobbe, a differenza dei suoi amici che non riescono a entrare nel suo cuore, comprende invece molto bene il senso delle loro parole nei suoi confronti: «Davvero voi pensate di prevalere su di me, rinfacciandomi la mia vergogna?». Essi non sanno o forse non vogliono entrare davvero nella situazione del loro amico per comprenderne le ragioni profonde e farsene quindi responsabilmente carico. Restano all’esterno per fare unicamente i ripetitori di una dottrina. Giobbe non sopporta questa continua lezione degli amici. Non è interessato ai loro discorsi. L’unico con cui vorrebbe discutere è il Signore, che continua senza sosta a chiamare in causa, ma da cui però non riceve ancora nessuna risposta. Giobbe giunge sino a descrivere il Signore come un avversario, come colui che non ascolta il grido dell’oppresso, che gli sbarra persino la strada, che lo spoglia della sua reputazione, che gli toglie la speranza, che accende contro di lui l’ira, che gli toglie l’amicizia. Ma c’è anche di più nella vita di Giobbe. Persino i fratelli, gli amici, i conoscenti si sono allontanati da lui, sono scomparsi, inorriditi dalla sua situazione. Il grido disperato che sale dalla bocca di Giobbe ci aiuta a comprendere la situazione dei tanti poveri, abbandonati da tutti, disprezzati, minacciati, inesistenti per la maggioranza. Giobbe comunque non cessa di supplicare il Signore: «Pietà, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha percosso». Tuttavia Giobbe è convinto che Dio lo ha abbandonato del tutto. Egli infatti non è come gli uomini. Per questo sale dalle sue labbra una preghiera piena di dolore e di fede: «Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! (...) Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro».

Preghiera per la Chiesa