L’albero della vita
L’albero della vita
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Ap 22,1-7 | Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. In mezzo alla piazza della città, e da una parte e dall'altra del fiume, si trova un albero di vita che dà frutti dodici volte all'anno, portando frutto ogni mese; le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni. E non vi sarà più maledizione. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello: i suoi servi lo adoreranno; vedranno il suo volto e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte, e non avranno più bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà. E regneranno nei secoli dei secoli. E mi disse: "Queste parole sono certe e vere. Il Signore, il Dio che ispira i profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere tra breve. Ecco, io vengo presto. Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro".


Salmo Responsoriale

R. Marána tha! Vieni, Signore. Gesù!

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.
R. Marána tha! Vieni, Signore. Gesù!

Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti.
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
R. Marána tha! Vieni, Signore. Gesù!

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
R. Marána tha! Vieni, Signore. Gesù!


Vangelo: Lc 21,34-36 | State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all'improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell'uomo". 


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Giovanni vede poi "un fiume d’acqua viva": è il fiume che si trovava nell’Eden (Gn 2,19), quello che Ezechiele aveva visto uscire dal tempio (41,7) e che Zaccaria aveva annunciato (14,8). Quel fiume l’aveva preannunciato anche Gesù quando aveva detto alla samaritana: "Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4,14). Giovanni, che certo ricorda queste parole di Gesù, vede ora con i suoi occhi quella sorgente che sgorga zampillante per l’eternità. Infatti, quel fiume di acqua viva scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. Tutt’attorno si radunano i salvati per celebrare la perfetta liturgia di adorazione. Si realizza finalmente la beatitudine di Gesù: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt 5,8). Era la grande speranza proclamata sia da Paolo che dallo stesso Giovanni: "Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia... Noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è" (1 Cor 13,12; 1 Gv 3,2). Consacrati a lui per sempre ("il suo nome sarà sulle loro fronti"), i giusti sono davanti a Dio nella gioia di un dialogo che nulla potrà più spezzare. Nel mezzo della città Giovanni scorge poi "un albero di vita". È l’albero che fu occasione di peccato per i progenitori, ma ora è fonte di vita per gli eletti di Dio. È l’albero di Cristo, la sua croce, che non è più segno di morte ma di vita. Da questo albero rinasce la vita: Maria e Giovanni, sotto la croce, si accolsero l’un l’altro. E l’apostolo lo ricorda bene. Nella nuova Gerusalemme non ci sono più interdetti, non ci sono più separazioni, non ci sono muri che dividono e barriere che impediscono l’accesso. Dio accoglie tutti perché è il Padre di tutti e non fa preferenze di persone (Rm 2,11). L’Apocalisse aiuta a guardare la storia dei nostri giorni a partire dalla sua conclusione, dalla accoglienza universale della celeste Gerusalemme. È il sogno che Dio chiede di realizzare agli uomini di buona volontà.

Preghiera della vigilia