Doveri dei diversi stati
Doveri dei diversi stati
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Tt 2,1-8.11-14 | Tu però insegna quello che è conforme alla sana dottrina. Gli uomini anziani siano sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e nella pazienza. Anche le donne anziane abbiano un comportamento santo: non siano maldicenti né schiave del vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all'amore del marito e dei figli, a essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non venga screditata. Esorta ancora i più giovani a essere prudenti, offrendo te stesso come esempio di opere buone: integrità nella dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti svergognato, non avendo nulla di male da dire contro di noi. È apparsa infatti la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone.


Salmo Responsoriale

R. La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.
R. La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Il Signore conosce i giorni degli uomini integri:
la loro eredità durerà per sempre.
Il Signore rende sicuri i passi dell’uomo
e si compiace della sua via.
R. La salvezza dei giusti viene dal Signore.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
I giusti avranno in eredità la terra
and vi abiteranno per sempre.
R. La salvezza dei giusti viene dal Signore.


Vangelo: Lc 17,7-10 | Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: "Vieni subito e mettiti a tavola"? Non gli dirà piuttosto: "Prepara da mangiare, stringiti le vesti ai fianchi e servimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu"? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"".  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Ricordo di san Leone Magno (†461), papa, che guidò la Chiesa in tempi difficili.

Tito 2,1-8.11-14. Doveri dei diversi stati

L’apostolo esorta Tito a predicare attingendo alla «sana dottrina» e a trasmetterla integralmente senza né togliere né aggiungere nulla. La «sana dottrina» di cui parla l’apostolo non è una teoria astratta, ma una fonte viva che cambia il cuore di chi l’accoglie e la sua stessa vita. Il Vangelo da trasmettere non è un compendio di verità, è trasmettere una esperienza di nuova vita comunitaria ispirata (e cambiata, quindi) dal Vangelo. Insomma, il Vangelo che si deve predicare è quello praticato alla lettera. Ossia la vita nuova, il mondo nuovo, che sgorga dalla predicazione del Vangelo. Tutti gli ascoltatori sono chiamati a “convertirsi”, ossia a cambiare la vita, a renderla conforme al Vangelo. Ogni età, ogni generazione, ha bisogno di confrontarsi con il Vangelo e accogliere la sua ispirazione di cambiamento. La prima generazione a essere chiamata in causa è quella degli anziani: in loro deve risplendere la fede, l’amore e la pazienza. L’esortazione ai giovani è breve: da essi Paolo esige saggezza e autodisciplina. In verità, ogni membro della comunità deve agire esemplarmente perché risplenda in lui il Vangelo. Per questo l’apostolo si rivolge direttamente a Tito ricordandogli che il suo esempio è più efficace di ogni parola: la vita e la predicazione devono essere così luminose, che tutti i nemici – sia all’interno della comunità che all’esterno –, debbono ammutolire per la correttezza e l’attrattività. Non basta solo l’osservanza, c’è bisogno di una eccedenza d’amore, di passione per il Vangelo e per i poveri. Paolo chiarisce che ciò che rende i cristiani esemplari e attrattivi è la misericordia di Dio che si è manifestata in Gesù Cristo: un amore grande per tutti, gratuito, generoso, pieno di zelo, per la salvezza di tutti. È questo il Vangelo, ossia la buona notizia, che Tito deve mostrare a tutti con la parola e con l’esempio.

Preghiera con Maria, madre del Signore