Paolo ringrazia per la vicinanza affettuosa
Paolo ringrazia per la vicinanza affettuosa
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Fil 4,10-19 | Ho provato grande gioia nel Signore perché finalmente avete fatto rifiorire la vostra premura nei miei riguardi: l'avevate anche prima, ma non ne avete avuto l'occasione. Non dico questo per bisogno, perché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione. So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippesi, che all'inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario. Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. 


Salmo Responsoriale

R. Beato l'uomo che teme il Signore.

Beato l'uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.
R. Beato l'uomo che teme il Signore.

Felice l'uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato.
R. Beato l'uomo che teme il Signore.

Sicuro è il suo cuore, non teme;
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s'innalza nella gloria.
R. Beato l'uomo che teme il Signore.


Vangelo: Lc 16,9-15 | Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza". I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: "Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole.  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Filippesi 4,10-19. Paolo ringrazia per la vicinanza affettuosa

Siamo all'epilogo della lettera di Paolo ai filippesi e l'apostolo si rivolge loro con parole piene di affetto. Scrive che prova una grande gioia nel Signore, perché essi hanno fatto rifiorire i sentimenti nei suoi riguardi. La vita comune e l'amicizia tra i fratelli va tenuta sempre viva. Se resta tiepida, inesorabilmente si smorza. Paolo qui sottolinea l'importanza dei sentimenti nella vita della comunità, potremmo dire della fraternità come sua sostanza. La fraternità cristiana è un dono di Dio che va accolto e vissuto quotidianamente. Ed è fatto di relazione, di rispetto reciproco, di preghiera reciproca, di attese comuni. Così edifica la comunità come luogo dell'amore. L'apostolo ha bisogno della fraternità dei filippesi. Non per motivi esteriori o di semplice utilità. Da tempo l'apostolo ha imparato a bastare a se stesso in ogni occasione. E spiega: "So vivere nella povertà come so vivere nell'abbondanza". La sua fiducia e la sua forza è tutta riposta in Dio: "Tutto posso in colui che mi dà la forza". I filippesi però hanno fatto molto bene ad aiutarlo nel passato e anche ora. La fraternità è la declinazione dell'amore degli uni verso gli altri. Ed è una dimensione profondamente spirituale. L'apostolo vuole strappare i cristiani di Filippi dalla tentazione di non prendersi cura gli uni degli altri, di restare spettatori, distanti tra loro. La fraternità non si gioca né sul piano della psicologia né su quello degli aiuti materiali. La fraternità ci permette un rapporto profondo di comunione e di destino e, quindi, di poter "prendere parte alle tribolazioni" degli altri, di condividere le difficoltà e di non fare mancare il sostegno. È facile che l'apostolo si riferisca ai momenti della sua prigionia. Ed è proprio la comunione fraterna il dono che il Signore fa a coloro che generosamente si aiutano gli uni gli altri.

Preghiera della vigilia