XXII del tempo ordinario
XXII del tempo ordinario
M Mons. Vincenzo Paglia
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Prima Lettura: Ger 20,7-9 | Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso. Sono diventato oggetto di derisione ogni giorno; ognuno si beffa di me. Quando parlo, devo gridare, devo urlare: "Violenza! Oppressione!". Così la parola del Signore è diventata per me causa di vergogna e di scherno tutto il giorno. Mi dicevo: "Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!". Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo.


Salmo Responsoriale

R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.

Quando penso a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene.
R. Ha sete di te, Signore, l'anima mia.


Seconda Lettura: Rm 12,1-2 | Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto.


Vangelo: Mt 16,21-27 | 

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: "Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai". Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: "Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell'uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni."


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Ger 20,7-9; Sal 63(62); Rm 12,1-2; Mt 16,21-27

“Da allora – nota l’evangelista come se iniziasse una nuova fase del cammino di Gesù –cominciò a spiegare ai discepoli quel che gli sarebbe accaduto a Gerusalemme: “soffrire molto, essere messo a morte ma risuscitare il terzo giorno”. Non poteva tenerlo nascosto agli amici. L’evangelista fa supporre che Gesù stava appunto spiegando il senso della sua Passione, Morte e Risurrezione. E’ il cuore del Vangelo e della stessa fede cristiana. Ma Pietro, di fonte a questo annuncio, non comprende. Aveva forse un’altra idea sul Messia, solo trionfante. E davanti alla inevitabilità della sofferenza e della morte – che sono parte della testimonianza cristiana, pensiamo solo ai martiri anche di questo tempo -, Pietro prende da parte Gesù e lo redarguisce: “Dio non voglia, questo non ti accadrà mai”. E’ una risposta sincera, ma la sincerità non basta. Quel che conta è comprendere l’amore che Gesù vive e che lo porta sino a dare la sua vita per i propri amici. E’ il senso non solo della salita a Gerusalemme, ma della sua missione: compiere la volontà del Padre: non perdere nessuno di quelli che gli ha affidato. Ma Pietro – seguendo i suoi pensieri – non accetta le parole di Gesù. Ed ecco la risposta di Gesù che appare violentissima, quasi sconcertante. Sembra che Gesù neppure si fermi a guardarlo negli occhi, gli volta subito le spalle, dopo avergli detto: “Va' dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini”. Il termine “scandalon” indica pietra di inciampo. E’ quel che fu Satana – appunto pietra di inciampo – per Gesù nel deserto, all’inizio della predicazione. Ora è Pietro la pietra d’inciampo, lui che poco prima era stato chiamato da Gesù “pietra” sulla quale avrebbe edificato la sua Chiesa. L’obbedienza alla volontà del Padre era la ragione della vita stessa di Gesù e doveva essere anche quella dei discepoli di ieri e di sempre. Ce lo fa ripetere ogni volta nella preghiera del Padre nostro che ci ha lasciato: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra”: che tutti si salvino!

Ma Gesù non lo abbandona Pietro. E lo esorta a riprendere ad ascoltare e a seguire. Ciò che salva, infatti – anche dopo le parole sbagliate come quelle di Pietro e di cui tutti abbiamo esperienza - e riprendere a seguire il Signore. E pone due condizione: “rinnegare se stessi”, ossia non essere i padroni della propria vita; e “prendere la propria croce”, ossia testimoniare il Vangelo dando la propria vita per gli altri. E’ il senso di una vita martiriale, come amava dire mons. Romero: il Signore chiede a tutti i cristiani di dare la propria vita, a volte anche sino al sangue. E Gesù continua dicendo che “chi vuole salvare la propria vita – chi vuole trattenerla per sé – la perderà”. E’ l’esperienza triste di chi si fa schiavo di se stesso, di chi si concentra su di sé, di chi non alza gli occhi verso il Signore e la messe abbondante che chiede aiuto e salvezza. Le parole che il Signore ci rivolge e quelle che continuerà a rivolgerci ogni sera nella preghiera comune e nella Santa Liturgia della domenica, ci aiutano a comprendere il Vangelo e a seguirlo. Certo sono parole esigenti. Ma anzitutto per lui stesso che è venuto in mezzo a noi per compiere non la sua ma la volontà del Padre che lo ha mandato! Nelle sue parole - che ci vengono donate senza sosta e con sapienza -, c’è la forza per liberarci dall’amore per noi stessi e renderci operai perché il suo regno di amore e di pace possa crescere anche in questo tempo. Care sorelle e cari fratelli, rimettiamoci, come Pietro, ad ascoltare il Signore e seguirlo. E ogni sera ritrovandoci qui - potremmo immaginare così l’ultima frase – Gesù stesso torna in mezzo a noi con i suoi angeli, i fratelli e le sorelle, perché possiamo ricevere la paga della sua amicizia che mai verrà meno e che porterà frutti buoni per il mondo.

Preghiera nel giorno del Signore