Il lamento di Dio
Il lamento di Dio
M Mons. Vincenzo Paglia
00:00
03:34

Lettura: Mi 6,1-4.6-8 | Ascoltate dunque ciò che dice il Signore: "Su, illustra la tua causa ai monti e i colli ascoltino la tua voce!". Ascoltate, o monti, il processo del Signore, o perenni fondamenta della terra, perché il Signore è in causa con il suo popolo, accusa Israele. "Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Rispondimi. Forse perché ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, ti ho riscattato dalla condizione servile e ho mandato davanti a te Mosè, Aronne e Maria? "Con che cosa mi presenterò al Signore, mi prostrerò al Dio altissimo? Mi presenterò a lui con olocausti, con vitelli di un anno? Gradirà il Signore migliaia di montoni e torrenti di olio a miriadi? Gli offrirò forse il mio primogenito per la mia colpa, il frutto delle mie viscere per il mio peccato?". Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio.


Salmo Responsoriale

R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.

«Davanti a me riunite i miei fedeli,
che hanno stabilito con me l’alleanza
offrendo un sacrificio».
I cieli annunciano la sua giustizia:
è Dio che giudica.
R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.

«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili».
R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.

«Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?
R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora».
R. A chi cammina per la retta via, mostrerò la salvezza di Dio.


Vangelo: Mt 12,38-42 | Allora alcuni scribi e farisei gli dissero: "Maestro, da te vogliamo vedere un segno". Ed egli rispose loro: "Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell'uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Ninive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone! 


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Memoria del profeta Elia che fu rapito in cielo e lasciò a Eliseo il suo mantello. Nella basilica di Santa Maria in Trastevere si prega per la pace.

Michea 6,1-4.6-8. Il lamento di Dio

«Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho stancato? Rispondimi». Più che un’accusa è il lamento di Dio che non si dà pace per il tradimento del suo popolo. Ha fatto tutto per liberarlo dalla schiavitù dell’Egitto. Lo ha poi accompagnato durante il cammino nel deserto sino a condurlo alla terra promessa. Eppure Israele, dimenticando questa fedeltà misericordiosa di Dio, ha preferito allontanarsi e percorrere testardamente le sue vie, che erano altre da quelle del Signore. L’orgoglio dell’affermazione di sé rende ciechi e stolti. La liturgia della Chiesa ha compreso la profondità dell’amarezza di questo lamento d’amore di Dio e lo ripropone nella celebrazione del Venerdì Santo di fronte alla morte del Figlio: «Popolo mio, che cosa ti ho fatto?». È dalla croce che il Signore Gesù, con questo ritornello, interroga ciascuno di noi sulla propria lontananza. Mentre la sua storia con noi è una vicinanza di amore senza limiti, la nostra storia con lui è una storia fredda, distaccata e a volte anche crudele. In questo lamento di Gesù, tuttavia, non c’è il tono della condanna, c’è solo un amore che non si dà pace per la nostra distanza e la nostra freddezza. Ascoltiamo queste parole con attenzione e lasciamoci toccare il cuore e risponderemo – anche nel mezzo del processo che si sta celebrando – come il profeta suggerisce: «Con che cosa mi presenterò al Signore, mi prostrerò al Dio altissimo?». Davanti alla voce del Signore che ci ricorda la sua fedeltà e il suo amore, ogni credente deve sentire innanzitutto il proprio peccato e la propria inadeguatezza. Come ricambiare l’amore del Signore? Le parole del profeta illuminano i nostri passi: «Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio». Per vivere tutto questo siamo chiamati ad apprendere «ciò che è buono».

Preghiera per la pace