Cantico di Ezechia
Cantico di Ezechia
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Is 38,1-6.21-22.7-8 | In quei giorni Ezechia si ammalò mortalmente. Il profeta Isaia, figlio di Amoz, si recò da lui e gli disse: "Così dice il Signore: "Da' disposizioni per la tua casa, perché tu morirai e non vivrai"". Ezechia allora voltò la faccia verso la parete e pregò il Signore dicendo: "Signore, ricòrdati che ho camminato davanti a te con fedeltà e con cuore integro e ho compiuto ciò che è buono ai tuoi occhi". Ed Ezechia fece un gran pianto. Allora la parola del Signore fu rivolta a Isaia dicendo: "Va' e riferisci a Ezechia: "Così dice il Signore, Dio di Davide, tuo padre: Ho udito la tua preghiera e ho visto le tue lacrime; ecco, io aggiungerò ai tuoi giorni quindici anni. Libererò te e questa città dalla mano del re d'Assiria; proteggerò questa città". Da parte del Signore questo ti sia come segno che il Signore manterrà questa promessa che ti ha fatto. Ecco, io faccio tornare indietro di dieci gradi l'ombra sulla meridiana, che è già scesa con il sole sull'orologio di Acaz". E il sole retrocesse di dieci gradi sulla scala che aveva disceso. Isaia disse: "Si vada a prendere un impiastro di fichi e si applichi sulla ferita, così guarirà". Ezechia disse: "Qual è il segno che salirò al tempio del Signore?".


Salmo Responsoriale

R. Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.

Io dicevo: «A metà dei miei giorni me ne vado,
sono trattenuto alle porte degli inferi
per il resto dei miei anni».
R. Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.

Dicevo: «Non vedrò più il Signore
sulla terra dei viventi,
non guarderò più nessuno
fra gli abitanti del mondo.
R. Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.

La mia dimora è stata divelta e gettata lontano da me,
come una tenda di pastori.
Come un tessitore hai arrotolato la mia vita,
mi hai tagliato dalla trama.
R. Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.

Il Signore è su di loro: essi vivranno.
Tutto ciò che è in loro
è vita del suo spirito.
Guariscimi e rendimi la vita».
R. Tu, Signore, hai preservato la mia vita dalla fossa della distruzione.


Vangelo: Mt 12,1-8 | In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: "Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato". Ma egli rispose loro: "Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell'offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell'uomo è signore del sabato". 


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Isaia 38,1-6.21-22.7-8. Cantico di Ezechia

Il racconto della malattia e della guarigione di Ezechia dipinge il ritratto di un re che ripone tutta la sua fiducia in Dio. Il re sente che la sua malattia si è aggravata e sta per morire. Ezechia si rivolge al Signore: gli ricorda la sua lealtà e obbedienza passata. Può chiedergli un segno come accoglienza della promessa divina. In effetti, Ezechia era un grande re per il suo popolo. Aveva lottato perché Israele, abbandonati gli idoli, tornasse al Signore. Ma ora la sua vita sta per avere termine: «A metà dei miei giorni me ne vado – inizia a dire il re – sono trattenuto alle porte degli inferi per il resto dei miei anni». Anche gli uomini saggi e giusti sono toccati dalle difficoltà della vita. Il re rivolge un’accorata preghiera al Signore descrivendogli il suo dolore e invocandone l’aiuto: «Signore, sono oppresso, proteggimi». Il re comprende che la malattia e le difficoltà non sono una punizione di Dio. Le pagine bibliche ci esortano a rivolgerci a Dio sempre. E a invocare ancor più il suo aiuto nei momenti della sofferenza, nelle difficoltà, esponendogli anche i motivi e le angosce che opprimono la nostra vita. Dio – che è un padre buono – ascolta il figlio che si rivolge a lui, non è sordo all’invocazione di aiuto dei poveri e degli oppressi. La supplica del re riceve risposta dal profeta: il Signore ha ascoltato la sua preghiera, la esaudisce e l’allarga anche a Gerusalemme, ed entrambi, il re e la città, saranno amati dal Signore e da lui saranno protetti e salvati.

Preghiera della santa croce