XIV del tempo ordinario
XIV del tempo ordinario
M Mons. Vincenzo Paglia
00:00
05:32

Prima Lettura: Zc 9,9-10 | Esulta grandemente, figlia di Sion, giubila, figlia di Gerusalemme! Ecco, a te viene il tuo re. Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina. Farà sparire il carro da guerra da Èfraim e il cavallo da Gerusalemme, l'arco di guerra sarà spezzato, annuncerà la pace alle nazioni, il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra.


Salmo Responsoriale

R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre.
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.


Seconda Lettura: Rm 8,9.11-13 | Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi. Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.


Vangelo: Mt 11,25-30 | In quel tempo Gesù disse: "Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero".


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Zc 9,9-10; Sal 145(144); Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30

Il Vangelo che abbiamo ascoltato riporta una delle poche preghiere di Gesù. Matteo la colloca al termine del lungo discorso missionario rivolto ai Dodici, gente semplice, di basso livello. Così li aveva scelti. E forse, appositamente, visto che Gesù inizia con un ringraziando: “ti rendo lode, o Padre, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli”. Non che il Padre abbia ripiegato sui piccoli perché ha fallito con i dotti. E’ una scelta chiara di Dio, analoga alla scelta dei poveri. In antico era inteso come un privilegio, il “privilegium pauperum”, il privilegio dei piccoli. Sì, Dio sceglie, si fa prossimo ai piccoli (népioi), ai bambini, non solo per l’età, bensì perché abbandonati, scartati. E sono proprio costoro a riconoscere Gesù, a lasciarsi attrarre da lui e a seguirlo. E’ il mistero nel quale anche noi siamo accolti: l’amore di Dio ci ha resi figli di questa famiglia e ci ha affidato il Vangelo del Regno per viverlo e per comunicarlo a tutti. Gesù ringrazia il Padre, anche per noi.

Certo, se ci chiama “piccoli” è perché lo siamo davvero. Peraltro, nel Vangelo leggiamo che se qualche personaggio di rilievo si è avvicinato a Gesù (pensiamo al saggio Nicodemo), si è sentito dire che doveva “rinascere di nuovo”, tornare ad essere “piccolo”. E la motivazione è netta: ai “piccoli” appartiene il Regno, mostrando così una consonanza, una connaturalità, tra i “piccoli” e il Regno che è sì “il più piccolo tra tutti i semi”, ma diviene un albero grande che ospita gli uccelli del cielo. Care sorelle e cari fratelli, Gesù non attutisce affatto la grandezza dell’opera che ci affida. Già il Siracide affermava: “Poiché grande è la misericordia di Dio: agli umili svela i suoi segreti”(Sir 3,20). Qui però non si intende quell’umilismo che giustifica atteggiamenti pigri e rassegnati. Gesù, ai discepoli, chiede audacia, chiede di diventare un albero grande. Potremmo dire: i discepoli – come quel piccolo seme -, debbono scendere dentro la storia, toccare le sue piaghe, e divenire luogo di rifugio, di conforto, di sostegno.

E Gesù per primo ne dà l’esempio, Lui, il primogenito, che ama come ama il Padre. E può dire perciò a tutti: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. E’ lui l’albero grande che sa accogliere gli uccelli del cielo che si riposano sui suoi rami. E’ lui che si fa prossimo alle folle stanche e sfinite, di ieri e di oggi. Quante sono ancora oggi oppresse dalla violenza, dalle guerre, dalla fame, dall’ingiustizia, dai blocchi che respingono, dall’indifferenza che abbandona! Noi davvero piccoli di fronte a tanto male, consapevoli della forza di Dio, siamo chiamati a ripetere a voce alta a queste folle: “Venite e troverete ristoro”. E’ Gesù che le ristora. Certo, attraverso di noi, suoi piccoli.

Ma questo non è senza impegno e fatica. E’ il “giogo” di cui parla Gesù. E’ un “giogo” ma è soave. E’ un “carico” ma è leggero. Ben diverso dal giogo dell’abbandono e della solitudine che gravano sulle spalle dei poveri, degli anziani, dei migranti, dei carcerati, dei giovani. Il giogo del Vangelo è quello dell’amore. “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”, ci ripete il Signore. Continuiamo a seguirlo, ad ascoltare la sua parola, a seguire i suoi passi, e – come ha annunciato il profeta Zaccaria: “gli archi delle guerre saranno spezzati, sarà annunciata la pace alle nazioni, e il suo dominio sarà da mare a mare e dal Fiume fino ai confini della terra”. Amen.

Preghiera nel giorno del Signore