Dio si rivela ai semplici
M Mons. Vincenzo Paglia
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Vangelo (Mt 11,25-27) - In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Il commento al Vangelo a cura di Monsignor Vincenzo Paglia

Gesù benedice e ringrazia il Padre perché ha fatto conoscere il Vangelo del regno ai «piccoli». «Piccolo» è chi riconosce il proprio limite e la propria fragilità, chi sente il bisogno di Dio, chi lo cerca e affida a lui la sua intera esistenza. Il discepolo sa che tutto gli viene da Dio e da Gesù che ce lo ha rivelato. Difficilmente ci sentiamo noi i sapienti e gli intelligenti di cui parla Gesù. Lo siamo in maniera pratica, sapienti delle nostre abitudini, dei giudizi che non ci fanno stupire più di nulla; intelligenti tanto da non ascoltare più nessuno e da credere di potere fare a meno degli altri. La fede è anzitutto l’abbandonarsi dei piccoli, che non hanno compreso tutto, ma si sentono forti perché amati e obbediscono alla Parola di Gesù. I piccoli non sono affatto coloro che non comprendono o che “credono a tutto”. Infatti, solo la fiducia permette di vedere quello che altrimenti resta invisibile. I sapienti e gli intelligenti hanno occhi e non vedono, orecchi e non sentono. Le parole finali del brano evangelico aprono l’orizzonte sui credenti di tutti i tempi, tra i quali anche noi. Tutti possiamo essere piccoli: è la via dell’umiltà, quella che in realtà ci rende davvero grandi. Il Signore ci ha scelti perché, nonostante la nostra povertà, potessimo partecipare al grande sogno di Dio sul mondo, quello di radunare tutti i popoli attorno a lui perché vivano nella lode al Signore e nella pace tra loro.