Le Beatitudini
M Mons. Vincenzo Paglia
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Vangelo (Mt 5,1-12) - In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi».

Il commento al Vangelo a cura di Monsignor Vincenzo Paglia

La liturgia della Chiesa da oggi ci introduce nella lettura continuata del Vangelo di Matteo. E inizia con le “beatitudini” che aprono il noto discorso della montagna. Gesù vuole indicare a quelle folle la via della beatitudine, della felicità. Già i salmi avevano abituato i credenti di Israele al vero senso della beatitudine: «Beato l’uomo che ha posto la sua fiducia nel Signore», «beato l’uomo che ha cura del debole», «beato l’uomo che in te confida». Gesù afferma che sono beati gli uomini e le donne poveri di spirito, cioè gli umili (coloro che confidavano in Dio e non nelle ricchezze). E beati sono anche i misericordiosi, gli afflitti, i miti, gli affamati di giustizia, i puri di cuore, i perseguitati a causa della giustizia e anche coloro che sono insultati e perseguitati a causa del suo nome. Anche a noi oggi possono apparire lontane. Gesù vuole per noi una felicità vera, piena, duratura. A noi normalmente sta a cuore di vivere un po’ meglio, di stare solo un po’ più tranquilli. Alcuni parlano di un mondo dalle “passioni tristi”. Proprio questa estraneità alla cultura della maggioranza rende la pagina delle Beatitudini un vero Vangelo, una vera “buona notizia”. Esse ci strappano da una vita sempre più banale e ci spingono verso una esistenza piena di senso, una gioia profonda molto di più di quel che possiamo immaginare. Non sono troppo alte per noi, come non lo erano per quella folla che le ascoltò per prima. Le Beatitudini hanno un volto umano: il volto di Gesù. Lui è l’uomo povero, l’uomo mansueto e affamato di giustizia, l’uomo appassionato e misericordioso, l’uomo perseguitato e messo a morte. Guardiamolo e seguiamolo; saremo beati anche noi.