L’obolo della vedova
M Mons. Vincenzo Paglia
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Vangelo (Lc 2,41-51) - I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Il commento al Vangelo a cura di Monsignor Vincenzo Paglia

Circondato dai suoi discepoli, Gesù sta ancora nel tempio. Qui osserva quanto accadeva davanti alla stanza del tesoro che aveva nelle pareti esterne delle fessure nelle quali i pellegrini potevano versare le loro offerte, parte delle quali servivano anche per aiutare i poveri. Tanti ricchi ne gettavano in abbondanza. Ma ecco avvicinarsi alla parete delle offerte una povera vedova. Nessuno vi fa caso, così come ancora oggi tanti abbandonano le anziane e gli anziani senza scrupolo alcuno. Gesù invece la guarda con attenzione. E vede che getta nella fessura delle elemosine due piccole monete, la metà di un “soldo”. Gesù resta colpito dal gesto di quella vedova. E già qui emerge la grandezza d’animo dello sguardo di Gesù. Ben diverso, pensando al nostro mondo in cui il mercato sembra dettare legge, dal comune sentire della gente di oggi che valuta il bene in base al possesso. La stessa cosa si potrebbe dire per le elemosine. Molti non la considerano perché non risolve nulla. Anzi, non sono pochi coloro che pensano sia addirittura nociva. Quanto siamo lontani dal Vangelo! Gesù, che scruta i pensieri e i sentimenti dei cuori, vedendo quella povera vedova gettare nel tesoro del tempio quei due spiccioli, la propone come esempio per tutti, esaltando la sua grandezza di cuore e la sua generosità: «Ha gettato tutto quello che aveva», non ha trattenuto nulla per sé. Per Gesù, quella povera vedova, indifesa di fronte alla durezza della società, è un modello di vita per i discepoli di ogni tempo. Ancora oggi insegna che nessuno è tanto povero da non poter aiutare altri più poveri di lui.