Con quale autorità fai queste cose?
M Mons. Vincenzo Paglia
00:00
00:00

Vangelo (Mc 11,27-33) - In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?». Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: «Dal cielo», risponderà: «Perché allora non gli avete creduto? ». Diciamo dunque: «Dagli uomini»?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Il commento al Vangelo a cura di Monsignor Vincenzo Paglia

È la terza volta che Gesù entra a Gerusalemme e passeggia nel tempio, divenuto ormai la sede abituale del suo insegnamento. Gesù non ha ricevuto alcun permesso di insegnare. È un “laico”, nel senso che non appartiene a nessuna stirpe sacerdotale. Gli oppositori sono convinti di fondare la loro autorità sulla dottrina di Mosè. Ma Gesù su chi fonda la sua autorità per cacciare i venditori nel tempio, per predicare, per guarire? In effetti, in questa domanda si cela una questione centrale, già sollevata nella prima predicazione di Gesù nella sinagoga di Nazaret. Sia gli abitanti di Nazaret sia i capi del popolo rifiutano che Gesù abbia autorità sul popolo e tanto meno su di loro. Gesù – seguendo un tipico metodo rabbinico di rispondere a una domanda ponendone un’altra – chiede loro: «Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini?». Quei sacerdoti, scribi e anziani avrebbero potuto rispondere secondo verità. Ma avevano paura della reazione della folla se avessero screditato la predicazione del Battista. La predicazione di Gesù è la continuazione di quella del Battista, e la Parola di Dio non può essere messa a tacere, né dalle catene, né dai pregiudizi. La Parola non parla a chi non si predispone con cuore aperto alla sua accoglienza. Già a Nazaret, di fronte alla totale mancanza anche solo della ricerca della verità, Gesù non poté operare miracoli.