Storia n° 2
Storia n° 2
M Mons. Vincenzo Paglia
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Quanto costa far vestire bene una anziana? Storie di abusi ordinari.

Adalgisa dall’età di 20 anni aveva lavorato nei cabaret. Le piaceva cantare, ballare e si vantava con tutti di aver conosciuto anche attori poi diventati famosi. Tutti le facevano i complimenti perché aveva una bella voce e un fisico, che come diceva lei stessa: “non per niente ma facevo girare la testa a tutti”. Nell’abbigliamento era molto ricercata e raccontava sempre che, finita la guerra, aveva potuto finalmente iniziare a comprarsi vestiti nuovi e seguire la moda del tempo.

Raccontava sempre queste stesse scene mentre sedeva, arrotolata nelle lenzuola, nel letto ortopedico della stanza a 4 letti della RSA dove era stata ricoverata da due anni perché “non poteva più stare sola”. “Ma che non puoi camminare? Perché non ti alzi?” Adalgisa fa il gesto di abbassare la voce e chiede al suo interlocutore di avvicinarsi un po’. “Parliamo piano qui anche i muri hanno le orecchie. Vede io mi sono sempre vestita in un certo modo, non si immagini chissà che, ma mai un capello fuori posto, una macchia sul vestito… qui mi fanno vestire con la tuta da ginnastica perché dicono che è più comoda. Ma per chi è più comoda? Per loro. Io la tuta, e mi sa che questa che ho indosso non è neanche la mia, dicevo io la tuta non l’ho mai usata in vita mia, non mi è mai piaciuta e neanche ho mai fatto ginnastica, già ballando mi muovevo abbastanza.

Qui invece tutti con la tuta, uomini e donne, certe volte ti tagliano i capelli così corti che fai pure fatica a riconoscere il genere di una persona. Con la tuta siamo tutti uguali, io ovviamente non ho fatto il militare, ma qui è peggio di una caserma. Io non ricevo mai visite ma è meglio così perché mi vergognerei a farmi vedere in queste condizioni. Mi piacerebbe tanto avere un vestito elegante e uscire a spasso in città”. Quanto costa allo Stato, alla società, far vestire bene un’anziana?