Tracce maturità. Riscoprire vecchie meraviglie

Scritto il 18/06/2026
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Non tra i nomi pronosticati per la maturità di quest’anno, il Pavese di “Passerò per Piazza di Spagna” è quello apparentemente più solare, in cui l’energia della speranza permette di scrivere che “sarai tu – ferma e chiara”. Non è solo Constance Dowling, la donna amata da Pavese, ma anche la tangibile presenza del poeta in una Roma che con la sua quotidiana rivelazione da sola risarcisce il dolore, la pena, il dubbio. Tra le più celebri poesie di Pavese, a patto che i programmi realmente svolti abbiano avuto il tempo di arrivare ad uno dei grandi del nostro Novecento.
L’altra traccia della prima prova riguarda uno scrittore non pronosticato, il Vitaliano Brancati dei “Piaceri”, una raccolta di riflessioni anche autobiografiche in cui lo scrittore contrapponeva alla mitologia ufficiale del fascismo una panoramica di non-eroi, uomini comuni, il che potrebbe far riflettere sulla sua attualità in un tempo in cui, soprattutto in ambito giovanile, l’esibizione della forza e della trasgressione sembra essere diventato il modo di emergere dal silenzio della società e dalla sua mancanza di valori.
Per quello che riguarda il testo argomentativo Piero Bianucci, giornalista e divulgatore scientifico con un brano tratto da “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire”, che invita implicitamente a controllare bene le fonti, prima di divulgare o credere a una qualsiasi notizia, che potrebbe rivelarsi una fake o peggio far male a qualcuno, e pure questo è un argomento di grande attualità, tra i giovani e non.
La riscoperta di valori e il non lasciarsi andare a mode in cui appartenenza, famiglia, moralità vengono viste come costrizioni e non come valori in cui credere e sui quali gettare fondamenta e affetti profondi è proposta a giovani spesso disorientati dalla fine delle certezze in un libro di Frank Furedi, “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere”. Il che non mancherà di alimentare polemiche riguardo una scelta che potrà essere attribuita all’ideologia conservatrice del governo in carica.
Sempre nell’ambito del tema argomentativo, ecco la proposizione agli studenti del discorso di insediamento a presidente dell’Assemblea Costituente di Giuseppe Saragat il 25 giugno 1946, in cui si inviava tutti, e quel “tutti” era importante soprattutto dopo le cruente divisioni del Paese, a rispettare la nuova legalità democratica nata dal sacrificio di quanti si sono immolati per offrire la libertà e la democrazia.
Per quanto riguarda l’attualità, ecco la proposta del libro “Alzarsi all’alba” di Mario Calabresi, giornalista e direttore di importanti testate, che invita a riscoprire la fatica di (ri)cominciare ogni mattina, recuperando il senso della vita nell’immersione del reale: la maturità 2026 come sfida all’ozio, alla scontatezza di una vita dettata dagli algoritmi e dalle comodità. Questa è la prima sensazione di fronte a un libro in cui emerge l’invito ad avviarsi verso il recupero della bellezza di ogni minuto della vita.
Accade anche nella proposta di commentare “Funziona a meraviglia”, articolo di Wenke Husmann, giornalista tedesca, che invita a ritrovare il senso di meraviglia di fronte allo spettacolo della natura, là dove siamo, perché, lo suggeriva anche il nostro Pascoli, è proprio vicino a noi che il creato si manifesta con le sue piccole grandi meraviglie: nel caso di questo scritto, l’aurora boreale, vista con gli occhi di madre, ma anche con quelli di una bambina che può ancora meravigliarsi della bellezza del mondo. Il che di fronte allo spettacolo di ragazzi catturati dall’intelligenza artificiale, dal desiderio inconsapevole di trovare qualcuno o qualcosa che mostri una strada verso il senso della vita, potrebbe essere letto come invito e auspicio di nuove strade, e vecchie meraviglie.

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