Striscia di Gaza: i bambini simbolo di pace. Il 19 settembre riapre la scuola della parrocchia. La speranza sfida la guerra

Scritto il 19/09/2026
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“I bambini di Gaza sono diventati un simbolo”. Per padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia di Gaza, la proposta di assegnare il Premio Nobel per la pace ai bambini della Striscia può essere letta e sostenuta soprattutto nel suo valore simbolico, come richiamo alla sorte di tutti i bambini vittime delle guerre.

“È una buona iniziativa, veramente, proprio come gesto simbolico”,

spiega al Sir richiamando la drammatica realtà della Striscia: “Più di ventimila bambini di Gaza sono stati uccisi. È una cifra enorme che ricorda ogni bambino ucciso in ogni parte del mondo, soprattutto quelli vittime della guerra. E il numero, purtroppo, continua ancora a salire”. Da qui il significato che, secondo padre Romanelli, può assumere la candidatura:

“non una graduatoria del dolore, ma un segno capace di richiamare l’attenzione sulla condizione dell’infanzia tutta nelle guerre”.

Spazi di convivenza. Il sacerdote guarda però anche ai segni concreti di speranza e di ripartenza. In questi giorni, infatti, l’attenzione della comunità cristiana in Terra Santa è rivolta all’avvio del nuovo anno scolastico, mentre gli Ordinari cattolici di Terra Santa, in un messaggio diffuso per l’occasione, firmato dal cardinale Pierbattista Pizzaballa, hanno ricordato che, in molte aree della regione, “il ritorno a scuola non può più essere dato per scontato” a causa della guerra, dello sfollamento e della distruzione che hanno privato migliaia di bambini delle loro aule e della normalità quotidiana. Per questo l’apertura delle scuole viene indicata come un segno di speranza e come la promessa che “la distruzione non avrà l’ultima parola”. Le scuole cristiane, sottolineano gli Ordinari, sono chiamate a essere non solo luoghi di istruzione, ma anche “spazi di convivenza, formazione umana e costruzione del futuro”.

Riapre la scuola. Padre Romanelli tiene infatti a ricordare che il prossimo 19 settembre riaprirà la scuola della parrocchia con circa 1.000 studenti di ogni fascia di età. Il ritorno sui banchi rappresenta oggi una delle sfide più importanti per la comunità cristiana di Gaza e dà concretezza a quell’auspicio di speranza richiamato dagli Ordinari cattolici. “Stiamo lavorando alacremente per terminare i lavori prima di questa data, ci siamo quasi, perché servono dei banchi e altri arredi. Nella zona destinata all’asilo mancano ancora l’elettricità e i banchi più piccoli con le sedioline. L’asilo dovrebbe ospitare 130 bambini. Ma non perdiamo la speranza di avere tutto pronto”. “Riaprire la scuola è un segnale forte per tutti i bambini e ragazzi che potranno respirare un briciolo di normalità in mezzo alla polvere delle macerie e della distruzione”, conclude il parroco.

Resti della scuola delle Suore del Rosario Gaza (Foto N. Saleh)

Scuole distrutte. Le scuole cattoliche attive nella Striscia prima del 7 ottobre 2023 erano tre: Holy Family School (Scuola della Sacra Famiglia), legata alla parrocchia di padre Romanelli, la Latin Patriarchate School nel quartiere di Zeitoun, appartenente al Patriarcato Latino di Gerusalemme e la Rosary Sisters’ School (Scuola delle Suore del Rosario). Complessivamente accoglievano circa 3mila alunni. Dopo il 7 ottobre 2023 gli edifici scolastici sono stati gravemente danneggiati e usati come rifugi per sfollati.

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