Salute globale: Caritas internationalis riunisce a Castel Gandolfo le organizzazioni cattoliche. Focus su IA, clima e conflitti

Scritto il 25/06/2026
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Dall’uso dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario (con i suoi pro e contro) all’impatto dei cambiamenti climatici e dei conflitti sulla salute. Ma anche la valorizzazione della rete delle organizzazioni cattoliche in collaborazione con Global Fund, Oms, UnAids, Gavi, World Vision e Consiglio ecumenico delle Chiese per affrontare le sfide sanitarie globali, fino a temi più specifici come l’Aids e la tubercolosi, la disabilità, la nutrizione, l’epidemia di Ebola, la salute inclusiva, la sicurezza alimentare e la nutrizione, il debito estero. È uno sguardo a 360° gradi, multisettoriale ed integrato, quello che vede riuniti in questi giorni a Castelgandolfo (Roma), fino al 25 giugno, un centinaio di rappresentanti di organizzazioni Caritas provenienti da oltre 28 Paesi del mondo per la conferenza “Un approccio olistico alla salute nella confederazione Caritas”, promossa da Caritas Internationalis con il patrocinio del Dicastero per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale. Al centro non solo le malattie fisiche, ma anche il benessere mentale, sociale e spirituale. La salute sta diventando infatti una delle questioni più importanti nelle politiche internazionali e il declino allarmante dell’accesso ai servizi sanitari alimenta sofferenza, esclusione e instabilità, ampliando disuguaglianze e povertà. Papa Leone XIV ha inviato oggi un messaggio ai convegnisti, firmato dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, nel quale auspica che “le deliberazioni contribuiscano a un nuovo slancio di cooperazione e solidarietà nei vostri sforzi per migliorare l’assistenza sanitaria ai malati sulla base dei valori evangelici”. Il Papa incoraggia a proseguire il “contributo alla missione della Chiesa, che annuncia il Regno di Dio attraverso la sua presenza tra gli ammalati, dimostrando che la salvezza non è un’idea astratta, ma inizia con l’azione concreta di guarire le ferite di chi soffre (cfr. Dilexi Te, 52)”.

Alistair Dutton, Caritas internationalis (foto: Caiffa/SIR)

“La cura della salute è al centro di tutto ciò che facciamo”, ha ribadito Alistair Dutton, segretario generale di Caritas internationalis, ricordando che in diverse regioni la Chiesa realizza una vasta rete di programmi sanitari innovativi e solidali, che forniscono un ricco patrimonio di conoscenze ed esperienza. Nel mondo la sanità cattolica è “però in difficoltà per il calo della presenza dei missionari e il taglio dei finanziamenti, oltre a pregiudizi e avversioni secolari da parte di alcuni approcci statali”, ha fatto notare Dutton.  Ciò che contraddistingue l’azione delle Caritas e delle organizzazioni ecclesiali è però la presenza continuativa nei territori, a livello parrocchiale, diocesano e nazionale: “Le persone che serviamo non vengono abbandonate quando i finanziamenti subiscono tagli. Si rimane lì a condividere le difficoltà”.  Anche la salute mentale è un tema emerso più volte durante la conferenza. Rappresentanti delle organizzazioni Caritas che operano in zone di conflitto — tra cui Ucraina, Libano, Giordania e Terra Santa — hanno condiviso esperienze di supporto alle comunità colpite da traumi, sfollamenti e violenze.

(foto: Caiffa/SIR)

Intelligenza artificiale e salute. Negli Stati Uniti esiste un servizio di chat gratuito via sms “Sister Hope” che aiuta le persone a gestire lo stress e l’ansia utilizzando la tecnologia chatbot, disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ha raggiunto finora oltre 25.000 persone e supporta le organizzazioni cattoliche caritative nell’ambito della salute mentale. Sempre negli Usa è a disposizione delle realtà cattoliche una guida per l’utilizzo etico dell’Intelligenza artificiale, che mette in guardia dai rischi, soprattutto l’impatto sulla dignità umana, evidenziandone però le opportunità nei diversi campi. Ne hanno parlato Scott Hurd e Ben Wortham, di Catholic Charities Usa. L’Intelligenza artificiale può essere infatti fenomenale quando può aiutare i medici a tracciare, ad esempio, una sorta di “gemello digitale” del paziente per identificare le potenziali criticità cliniche e i rischi di patologie, come raccontato da don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia della Vita. Citando le parole di un bravo medico, don Ciucci ha però ricordato, che “il migliore strumento è ancora la sedia, per sedersi allo stesso livello del paziente, parlare con lui e accompagnarlo nei momenti difficili, perché la medicina non è solo tecnica ma relazione umana”.

Don Andrea Ciucci, cancelliere Pontificia Accademia per la Vita – (foto: Caiffa/SIR)

“La medicina e la ricerca farmaceutica sono tra i settori in cui l’intelligenza artificiale sta producendo risultati sorprendenti – ha precisato al Sir -. Si stanno aprendo possibilità che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. La sfida sarà garantire che questi benefici siano accessibili a tutti e non soltanto a una minoranza privilegiata”. A suo parere “la vera domanda – non è cosa fanno le macchine, ma che cosa vogliamo essere noi. Quale idea di uomo e quale idea di futuro intendiamo costruire attraverso queste tecnologie? Ogni tecnologia porta con sé opportunità e rischi: è sempre stato così. Oggi abbiamo tra le mani strumenti potentissimi e dobbiamo chiederci in quale direzione vogliamo orientarli”.

(foto: Caiffa/SIR)

L’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute è un aspetto poco considerato ma dai risvolti inquietanti. Siccità, inquinamento, ondate di calore (“il killer silenzioso”), alluvioni, provocano patologie e malanni di ogni tipo ma “spesso le comunità non sono consapevoli dei rischi associati al clima”, ha osservato Giulia Amerio, di Caritas Internationalis. In Bangladesh – uno dei Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici perché la metà dei suoi 170 milioni di abitanti vive in zone costiere o fluviali ed è soggetto a cicloni, inondazioni, caldo estremo – la Caritas è molto attiva per contrastarne gli effetti sulla salute e aiutare gli sfollati climatici, che nel 2050 raggiungeranno, nel piccolo Paese asiatico, la cifra di 19 milioni. “Negli ultimi due anni abbiamo raggiunto oltre 600.000 persone tramite una rete di 93 servizi sanitari, inclusi 7 ospedali e 86 dispensari”, ha detto Daud Jibon Das, direttore esecutivo di Caritas Bangladesh. Padre Aris Miranda, del Camillian Disaster Service international ha raccontato invece il lavoro dei Camilliani nel mondo in ambito sanitario, che mette al centro la donna per costruire resilienza nelle comunità, mentre Leonardo Villani, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha lanciato l’allarme: “Non c’è stato un periodo peggiore per la biosfera” e aumentano “le minacce alla salute legate al cambiamento climatico”. “Stiamo andando verso un mondo distopico?”, si è chiesto: “Per evitare questo rischio è importante trasferire conoscenze e consapevolezza nelle comunità e adottare strategie mirate nei vari settori”.

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