“Affidiamo al Cuore Immacolato di Maria il grido di pace e di concordia che sale da ogni parte del mondo, specialmente dai popoli afflitti dalla guerra”. E’ l’appello di Leone XIV, durante l’udienza generale in piazza San Pietro. “Oggi, festa liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima, volgiamo lo sguardo al Santuario, dove la Madonna ha consegnato ai tre pastorelli un messaggio di pace”, il saluto ai fedeli di lingua portoghese. “In quel luogo, così caro alla cristianità, si ritrovano oggi, provenienti dai cinque continenti, numerosi pellegrini”, ha proseguito il Papa: “la loro presenza è segno del bisogno di consolazione, di unità e di speranza degli uomini del nostro tempo”. Il tradizionale appuntamento con i fedeli in piazza San Pietro è cominciato con un fuori programma. Poco dopo l’ingresso in papamobile per il consueto giro della piazza, Leone XIV è infatti sceso dalla vettura per compiere un breve tragitto a piedi e sostare davanti alla targa di marmo che, sul selciato, ricorda l’attentato a Giovanni Paolo II, avvenuto esattamente 45 anni fa, il 13 maggio 1981, nel giorno della Madonna di Fatima. E proprio la figura di Maria, così come viene descritta dall’ultimo capitolo della Lumen Gentium, è stata al centro della catechesi.
La madre di Gesù è “sia il modello, che il membro eccellente e la madre dell’intera comunità ecclesiale”,
ha spiegato il Papa: “Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere, creatura della Parola del Signore e madre dei figli di Dio generati nella docilità all’azione dello Spirito Santo. In quanto, poi, è la credente per antonomasia, in cui ci è offerta la forma perfetta dell’incondizionata apertura al mistero divino nella comunione del popolo santo di Dio, Maria è membro eccellente della comunità ecclesiale. In quanto, infine, genera figli nel Figlio, amati nell’eterno Amato venuto fra noi, Maria è madre della Chiesa tutta, che a Lei può rivolgersi con confidenza filiale, nella certezza di essere ascoltata, custodita e amata. Si potrebbe esprimere l’insieme di queste caratteristiche della Vergine Maria parlando di lei come della donna icona del Mistero”.
“Con il termine donna si evidenzia la concretezza storica di questa giovane figlia d’Israele, cui è stato dato di vivere la straordinaria esperienza di diventare la madre del Messia”,
ha sottolineato il Pontefice: “Maria è la donna icona del Mistero, cioè del disegno divino di salvezza, celato un tempo e rivelato in pienezza in Gesù Cristo”. Il Concilio “ci ha lasciato un chiaro insegnamento sul posto singolare riservato alla Vergine Maria nell’opera della Redenzione”: ha affermato il Papa: “Ha ricordato che unico mediatore di salvezza è Gesù Cristo e che la sua Madre Santissima ‘in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia’”. Al tempo stesso Maria, “predestinata fino dall’eternità, all’interno del disegno d’incarnazione del Verbo, per essere la madre di Dio, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo ella è diventata per noi madre nell’ordine della grazia”.
Nella figura di Maria, inoltre, “viene a specchiarsi anche il mistero della Chiesa: in lei il popolo di Dio trova rappresentati la sua origine, il suo modello e la sua patria”.
“Nella Madre del Signore – ha proseguito Leone XIV – la Chiesa contempla il proprio mistero, non solo perché vi ritrova il modello della fede verginale, della carità materna e dell’alleanza sponsale, cui è chiamata, ma anche e soprattutto perché riconosce in lei il proprio archetipo, la figura ideale di ciò che è chiamata ad essere”. In sintesi, le riflessioni sulla Vergine Madre raccolte nella Lumen gentium “ci insegnano ad amare la Chiesa e a servire in essa il compimento del Regno di Dio che viene e che pienamente si realizzerà nella gloria”. “Lasciamoci interpellare da tale sublime modello che è Maria, Vergine e Madre – l’invito del Pontefice – e chiediamo a lei di aiutarci con la sua intercessione a rispondere a quanto ci viene domandato attraverso il suo esempio: vivo con fede umile e attiva la mia appartenenza alla Chiesa? Vi riconosco la comunità dell’alleanza che Dio mi ha donato per corrispondere al suo amore infinito? Mi sento parte viva della Chiesa, in obbedienza ai pastori dati da Dio? Guardo a Maria come modello, membro eccellente e madre della Chiesa, e chiedo a Lei di aiutarmi a essere discepolo fedele del suo Figlio?”. “Che cresca in tutti noi l’amore per la Santa Madre Chiesa”, l’auspicio finale.
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