Il servizio all’uomo non è un’aggiunta opzionale alla vita nello Spirito

Scritto il 02/02/2026
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Quando la vita nello Spirito incontra le ferite dell’uomo, nasce una Chiesa che serve. È con questa consapevolezza che si è conclusa la Conferenza Generale delle Comunità Carismatiche di Alleanza in Italia, rivelandosi fin da subito come un tempo intenso di grazia, discernimento e responsabilità ecclesiale. Giorni vissuti nella preghiera e nel confronto, segnati dal desiderio di rileggere il cammino del Rinnovamento Carismatico alla luce delle sfide del presente.

Nel clima di ascolto e di comunione che ha accompagnato l’intero svolgimento dei lavori, il Forum delle Comunità Carismatiche di Alleanza in Italia ha espresso un sincero e profondo ringraziamento ai moderatori e ai presidenti delle Comunità. Il loro servizio, vissuto con generosità, competenza e autentico senso ecclesiale, ha permesso che la Conferenza non fosse solo un momento organizzativo, ma una vera esperienza di Chiesa in cammino. La cura nella preparazione, l’attenzione nel discernimento e la disponibilità all’ascolto hanno favorito un contesto in cui lo Spirito Santo ha potuto parlare con libertà, orientando i cuori e le scelte a beneficio delle Comunità e dell’intero Rinnovamento Carismatico nel nostro Paese.

Un ringraziamento altrettanto sentito è stato rivolto a tutti i partecipanti – Vescovi, sacerdoti, laici e membri delle Comunità – che con una presenza attenta, partecipe e responsabile hanno contribuito a fare di questi giorni un autentico kairos ecclesiale. La varietà delle vocazioni e delle esperienze, vissuta nella fraternità e nella preghiera comune, ha reso possibile un confronto sincero sulle urgenze del tempo presente, nella consapevolezza che solo insieme, come corpo, si può rispondere alle attese dell’uomo di oggi.

I lavori sono stati ulteriormente arricchiti dagli interventi degli Oratori, che hanno offerto chiavi di lettura profonde e stimolanti. Mons. Giovanni D’Ercole ha proposto una riflessione autorevole sull’Esortazione Apostolica Dilexi te, mettendo in luce come il servizio all’uomo non sia un aspetto secondario della vita cristiana, ma una dimensione costitutiva della sequela di Cristo e un criterio essenziale per ogni autentico discernimento pastorale. Sr. Myriam Osée de Jésus ha offerto una parola profetica sulla spogliazione evangelica, ispirata alla testimonianza di San Francesco, indicandola come via di libertà interiore, di conversione e di guarigione integrale per l’uomo contemporaneo, spesso prigioniero di false sicurezze e di logiche mondane.

Particolarmente significativa è stata la tavola rotonda, che ha dato voce a esperienze concrete di servizio incarnato. Le testimonianze hanno restituito un’immagine viva e credibile di una Chiesa che si fa prossima nelle situazioni di fragilità, mostrando come la vita carismatica possa tradursi in gesti concreti di accompagnamento, di cura e di speranza. L’impegno nella carità verso l’uomo, l’attenzione alle relazioni familiari e la presenza nel mondo carcerario hanno rivelato una fede capace di abitare le ferite della storia, trasformandole in luoghi di incontro e di salvezza.

In questo orizzonte si è inserito anche il contributo di Gloria Mari, che ha richiamato con forza il legame profondo tra il grido dei poveri e il grido della terra, evidenziando l’unità inscindibile tra spiritualità cristiana, giustizia sociale e custodia del creato. Una prospettiva che interpella le Comunità a vivere una conversione integrale, capace di tenere insieme contemplazione e responsabilità storica.

La relazione conclusiva di Carmine Arice ha offerto una sintesi spirituale e pastorale di ampio respiro, raccogliendo i fili emersi nei diversi momenti della Conferenza e orientando il mandato finale. Al centro, il richiamo allo Spirito Santo come sorgente viva di ogni autentico servizio all’uomo e come principio di unità, rinnovamento e missione. La Celebrazione Eucaristica conclusiva, presieduta da S.E. Mons. Giuseppe Mani, ha suggellato i lavori, richiamando la centralità dell’Eucaristia come fonte e compimento della vita nello Spirito e del servizio fraterno, e affidando le Comunità a un rinnovato cammino di fedeltà evangelica e di piena comunione ecclesiale.

Dalla Conferenza è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: il servizio all’uomo non è un’aggiunta opzionale alla vita nello Spirito, ma un autentico luogo di rivelazione e di incontro con Cristo. La vita carismatica è chiamata a incarnarsi nella storia, nelle ferite dell’umanità e nelle periferie esistenziali, superando ogni separazione tra spiritualità e responsabilità sociale. Con il mandato finale, la Conferenza ha affidato a ciascuna Comunità e a ogni partecipante la responsabilità di proseguire questo cammino, nella fedeltà allo Spirito Santo e nella piena comunione con la Chiesa, affinché quanto vissuto e discernito possa tradursi in scelte concrete di vita, di missione e di servizio all’uomo.

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