“Qualsiasi atto di violenza contro chiunque è inaccettabile e non deve essere tollerato. Episodi del genere devono essere affrontati e perseguiti secondo la legge”. Lo ha detto l’ambasciatore di Israele presso la Terra Santa, Yaron Sideman, oggi al Meeting di Rimini per seguire l’incontro “Amare la Terra Santa” che ha visto gli interventi del Custode […]
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(Foto Sir)
Lo ha detto l’ambasciatore di Israele presso la Terra Santa, Yaron Sideman, oggi al Meeting di Rimini per seguire l’incontro “Amare la Terra Santa” che ha visto gli interventi del Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, e in collegamento da Gaza, del parroco latino della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli, moderati dalla giornalista Alessandra Buzzetti. Il riferimento dell’ambasciatore era diretto al villaggio di Taybeh, l’unico interamente cristiano rimasto in Cisgiordania, da tempo al centro di violenze, aggressioni e intimidazioni da parte di coloni ebrei.
“Israele – ha ribadito il diplomatico – è uno Stato di diritto e le questioni di questo tipo vengono trattate sulla base dei principi giuridici vigenti. Ogni aggressione è inaccettabile”.
Allo stesso tempo, ha precisato, “ritengo che la situazione sia stata descritta in termini molto più gravi di quanto non sia nella realtà. E questo vale anche per il caso di Taybeh. Naturalmente, ha rimarcato, “non intendo giustificare alcun atto di violenza, in nessun luogo e contro nessuno”.
Tornare in Terra Santa. Non è mancato un riferimento ai pellegrinaggi e alla sicurezza dei pellegrini che intendono arrivare in Israele. Per Sideman, “visitare i luoghi santi è assolutamente sicuro. Infatti, continuano ad arrivare pellegrinaggi e missioni religiose. Recentemente, per quanto mi risulta, è giunta in Israele anche una delegazione della Cei che ha potuto constatare che è sicuro e possibile recarsi in visita. Anche il patriarca di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, così come la Custodia di Terra Santa, incoraggiano costantemente i pellegrini a visitare il Paese. Vivono sul posto e conoscono bene la situazione. Possiamo quindi affidarci al loro invito a venire, sia per ripercorrere i luoghi della vita di Gesù, sia per conoscere da vicino quella che considero l’unica realtà del Medio Oriente in cui il cristianesimo cresce, prospera e si sviluppa. Vederlo con i propri occhi è davvero qualcosa di bello”.
Libertà religiosa. A questo riguardo, Sideman ha voluto ribadire un concetto più volte espresso in passato: “La libertà religiosa e la libertà di culto sono principi fondamentali sanciti dalla Dichiarazione d’Indipendenza di Israele. Sono valori radicati anche nella tradizione dei profeti che condividiamo”.
“Tutti i governi israeliani, indipendentemente dal loro orientamento politico, considerano una priorità garantire questi diritti”,
ha ricordato il diplomatico per il quale “lo Stato sostiene e aiuta economicamente i luoghi di culto e le autorità religiose, affinché vi siano accessibilità, spazi adeguati e condizioni di sicurezza che consentano ai fedeli di praticare liberamente la propria religione”. E questo, ha precisato Sideman, “vale non solo per i cristiani, ma anche per i musulmani e per tutti coloro che desiderano professare la propria fede nella Terra d’Israele. Ne sono molto orgoglioso: non è un principio legato a un singolo governo, ma un principio fondamentale dello Stato e della tradizione ebraica”.
Dialogo interreligioso. Sideman ha poi espresso tutta la sua soddisfazione per essere al Meeting di Rimini che, ha sottolineato, “rappresenta tutto ciò in cui noi, come cristiani cattolici ed ebrei, crediamo fermamente. Il Meeting mette in luce ciò che è più significativo della nostra comune eredità giudeo-cristiana: il dialogo interreligioso, l’incontro reciproco, la comprensione dell’altro, la capacità di accoglierlo e il confronto aperto. Credo che anche questo incontro di oggi vada nella stessa direzione e rappresenti per me un’occasione per invitare tutti a visitare la Terra Santa, il luogo dove Gesù è nato, è cresciuto, è stato battezzato, ha predicato e dove il cristianesimo ha avuto origine. È un invito a camminare sulle sue orme. Vi incoraggio tutti a venire in visita: sarete i benvenuti nella vostra casa”.
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