Oleshky, arrivati in Ucraina le persone evacuate. Le Chiese, “un’operazione umanitaria che dà speranza”

Scritto il 31/10/2026
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Le persone evacuate dalla città di Oleshky, occupata dai russi, hanno raggiunto oggi il territorio ucraino dopo un complicato viaggio di 19 ore. I residenti della città, intrappolati da mesi in una crisi umanitaria sempre più grave, sono arrivati al valico di frontiera con la Bielorussia e ad accoglierli c’erano parenti, operatori sanitari con ambulanze, organizzazioni umanitarie, polizia e media. Scesi dai pullman, molti sono scoppiati in lacrime.

La missione non era affatto semplice. Per consentirla, è stato stabilito un delicatissimo cessate il fuoco, durante il quale le strade verso Oleshky sono state sminate e sono stati consegnati aiuti umanitari. “Ci auguriamo che l’accesso umanitario a Oleshky rimanga aperto”, ha scritto il presidente Zelensky. Al momento, i cittadini ucraini provenienti da Oleshky hanno attraversato il confine ucraino nella regione di Chernihiv. Stanno ricevendo tutta l’assistenza di cui hanno bisogno. Zelensky ringrazia tutte le parti coinvolte nell’operazione, in particolare gli Stati Uniti, la first lady Melania Trump, le Forze di Difesa ucraine, il Commissario per i diritti umani dell’Ucraina, Dmytro Lubinets, e il suo team. “E ringrazio – ha aggiunto – tutti coloro che, in ogni parte del mondo – giornalisti, leader politici e civili, e ogni singola persona che ha mostrato sensibilità – hanno contribuito a richiamare l’attenzione globale sulla situazione a Oleshky e sulla vera catastrofe umanitaria in corso nel territorio ucraino temporaneamente occupato dalla Russia.

“Quando il mondo presta attenzione, le persone vengono salvate. Sono necessari ulteriori passi verso la de-escalation e progressi concreti verso la pace”.

Il Consiglio Pan-Ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni Religiose (UCCRO) che per primo aveva lanciato una campagna di sensibilizzazione sulla drammatica situazione umanitaria di Oleshky ed aveva chiesto aiuto su più fronti per salvare la popolazione, accoglie oggi “con favore” il successo della missione umanitaria a Oleshky. Anche le Chiese esprimono gratitudine al Commissario per i Diritti Umani della Verkhovna Rada dell’Ucraina, Dmytro Lubinets, al suo team e a tutti coloro che sono stati coinvolti dalla parte ucraina nella missione umanitaria a Oleshky. E rivolge un particolare ringraziamento a “Papa Leone XIV, tutti i partner dell’Ucraina e le persone di buona volontà per i loro sforzi, voci e preghiere per salvare i residenti di Oleshky”. Le Chiese accolgono con favore anche la notizia della fornitura di aiuti umanitari ai residenti di Oleshky che sono rimasti in città. La Dichiarazione si conclude con un auspicio:

“la speranza che l’esperienza della missione umanitaria a Oleshky possa essere estesa ad altri insediamenti, i cui residenti hanno anch’essi un bisogno urgente di aiuto”.

Le Chiese ucraine e le organizzazioni religiose continuano a pregare “per la fine della guerra e l’instaurazione di una pace giusta sulla terra ucraina”.

Sulla catastrofe umanitaria in atto a Oleshky era intervenuto personalmente il Papa, accogliendo l’appello a salvare la città lanciato dal Consiglio pan-ucraino delle Chiese. Venerdì 16 ottobre ha parlato per telefono con il presidente russo Vladimir Putin; lunedì 19 ottobre ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Almeno 2.000 persone, tra cui una cinquantina di bambini, sono rimaste a Oleshky, senza cibo né possibilità di fuga.

Interpellato dal Sir sull’operazione umanitaria in corso, il nunzio apostolico di Kyiv l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas aveva detto: “da molte parti dell’Ucraina giungono ringraziamenti per Papa Leone XIV, per essersi interessato anch’egli personalmente del salvataggio della popolazione di Oleshky. L’opera umanitaria che è in atto in questi giorni, portata avanti in coordinamento dagli ombudsman dell’Ucraina e della Federazione Russa, non è direttamente connessa con l’interessamento del Santo Padre, e tuttavia sia quell’interessamento del Papa, sia la preghiera sua e di tutta la Chiesa, hanno contribuito dal punto di vista spirituale e morale alla mobilitazione dell’attenzione della comunità internazionale al dramma di Oleshky.

“Quando ci si agisce tutti insieme, le possibilità di riuscita aumentano”.

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