Giovani con background migratorio: avanza la secolarizzazione tra le “seconde generazioni”

Scritto il 24/07/2026
da

I dati parlano chiaro: quasi una persona su quattro di seconda generazione con background migratorio, pari al 23,7%, dichiara di non riconoscersi in alcuna religione. È questo che emerge da una ricerca della Fondazione Ismu, secondo cui in Lombardia la quota è doppia rispetto all’11,3% rilevato tra le prime generazioni. L’indagine, che ha coinvolto anche l’Università degli Studi di Milano e l’Università di Bologna ed è stata finanziata da Fondazione Cariplo, ha intercettato, infatti, un campione di 2.800 persone residenti nella Regione Lombardia, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. La tendenza al calo della religiosità giovanile è generalizzata, con una sola eccezione: quella di chi si dichiara cattolico, con una quota in lieve crescita tra prime e seconde generazioni, dal 23,6 al 24%.

Termini da chiarire. Ma come leggere queste cifre? “Anzitutto occorre fare una premessa”, osserva don Alberto Vitali, responsabile del servizio per la Pastorale dei migranti della diocesi di Milano e parroco della basilica di Santo Stefano Maggiore, nelle immediate vicinanze del duomo, punto di riferimento di moltissimi fedeli cattolici di diverse etnie.

“La premessa è che bisogna capire cosa significhi la definizione ‘seconde generazioni’ e di chi parliamo”.

“Troppo spesso essa viene usata come sinonimo di giovani migranti, ma non è detto che sia sempre così. Ad esempio, gli adolescenti appena arrivati in Italia – e ve ne sono tanti – come li consideriamo? Seconda generazione perché sono giovani, o prima generazione in quanto appena giunti? Anche perché – continua il sacerdote – se consideriamo coloro che sono da poco tra noi, non credo che il dato corrisponda alla realtà, perché queste persone cercano, comunque, un aggancio con le loro comunità: lo dico per la mia esperienza. Se pensiamo ad adolescenti che vivono da tempo in Italia, invece, mi pare che la cifra dica di un’omogeneità con i loro coetanei di qualsiasi origine siano. I ragazzi sono, in generale, meno religiosi e questo è un fatto”, spiega ancora Vitali che non si stupisce per quanto riguarda il mondo ortodosso (l’indagine dice che i cristiani ortodossi, passano dal 13,4% tra le prime generazioni al 6,1% tra le seconde).

Ortodossi e musulmani. “I giovani ortodossi spesso non conoscono più la lingua madre in cui vengono celebrati i riti, come il greco antico o il tigrino. Non è così per i ragazzi cattolici, in gran parte sudamericani. Ciò potrebbe spiegare anche il lieve incremento registrato in ambito giovanile cattolico. E non sorprende nemmeno che i musulmani registrino un significativo calo dal 41% delle prime generazioni al 36,2% delle seconde riguardo al rapporto con la propria fede”. “Anche in questo caso – conclude don Vitali – è chiaro che, essendo magari cresciuti in un ambienti rigidi, quando arrivano all’adolescenza questi ragazzi si liberino, anche in maniera più evidente rispetto ai loro coetanei».

Cambiamenti in atto. “I giovani stranieri mostrano le stesse le stesse tendenze dei giovani con un background italiano e questo si può anche interpretare come un aspetto dell’integrazione”, concorda Livia Ortenzi, docente associata di Demografia presso il dipartimento di Scienze statistiche dell’Università di Bologna e membro del Comitato scientifico della Fondazione Ismu. “Dobbiamo – aggiunge – considerare che se parliamo di generazioni, in questa ricerca non vi è una corrispondenza precisa a livello genitoriale e, quindi, non possiamo isolare la trasmissione della fede nel nucleo familiare”. Aggiunge:

“Diciamo che il trend di fondo è per tutti lo stesso, una progressiva secolarizzazione delle seconde generazioni”.

“E questo lo vediamo anche in altri contesti, come ad esempio, nella diminuzione della fecondità”. Ma tale secolarizzazione, può essere un fattore di maggiore integrazione a livello sociale tra i più giovani? “Penso di sì, soprattutto se parliamo di certe rigidità nel professare la propria fede”, conferma Ortenzi, “nel senso che gli estremismi degli aspetti religiosi sono complicati da gestire. La convergenza verso una laicizzazione, in una società che diventa sempre più composita, potrebbe semplificare alcuni aspetti della vita quotidiana”.

The post Giovani con background migratorio: avanza la secolarizzazione tra le “seconde generazioni” first appeared on AgenSIR.