Assisi si prepara a vivere uno dei momenti più intensi dell’anno francescano. Tra le celebrazioni del Perdono di Assisi, l’ottavo centenario del transito di san Francesco e l’arrivo di migliaia di giovani da tutta Europa per il GO! Franciscan Youth Meeting, la Porziuncola torna a essere il cuore pulsante di un messaggio che attraversa i secoli: Dio non si stanca mai di perdonare. È proprio nella piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli, tanto amata dal Poverello, che nasce una delle pagine più significative della spiritualità francescana.
Secondo le Fonti Francescane, nella notte tra il 1216 e il 1217 san Francesco, raccolto in preghiera alla Porziuncola, ebbe una visione di Cristo e della Vergine Maria circondati dagli angeli. Alla richiesta del Signore di esprimere un desiderio, Francesco non chiese privilegi per sé, ma una grazia per tutti: che chiunque, pentito e riconciliato con Dio, avesse visitato quella chiesetta potesse ricevere il perdono completo dei peccati. Un’audacia spirituale che trovò accoglienza nel cuore di Cristo e, successivamente, il necessario riconoscimento ecclesiale da parte di Papa Onorio III, che autorizzò quella straordinaria indulgenza destinata, nel tempo, a essere estesa a tutte le chiese parrocchiali e francescane.
Così la Porziuncola torna ad essere il cuore della misericordia: tra il 1° e il 2 agosto la Chiesa celebra il Perdono di Assisi, l’indulgenza legata a quella piccola chiesa di Santa Maria degli Angeli che san Francesco definiva “la porzione prediletta” affidatagli dalla Vergine Maria.
L’origine del Perdono della Porziuncola è narrata dalle Fonti Francescane, in particolare dal Libellus de Indulgentia Sanctae Mariae de Portiuncula e dalla tradizione francescana. Ancora oggi l’’indulgenza plenaria può essere ottenuta, dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto, adempiendo le condizioni stabilite dalla Chiesa: confessione sacramentale, partecipazione all’Eucaristia con la Comunione, visita a una chiesa parrocchiale o francescana con la recita del Padre nostro e del Credo, preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre e autentico distacco da ogni peccato, anche veniale. L’indulgenza può essere applicata anche in suffragio dei fedeli defunti.
Per la famiglia francescana il Perdono della Porziuncola rappresenta uno dei lasciti più significativi del Santo di Assisi. Francesco comprese che il cuore del Vangelo è l’annuncio della misericordia e volle che nessuno fosse privato della possibilità di sperimentare la riconciliazione con Dio. La piccola Porziuncola, restaurata dallo stesso Francesco e da lui scelta come luogo del suo Transito, continua così ad essere il simbolo di una Chiesa che accoglie, perdona e rimette ogni persona in cammino.
Il significato di questo dono “dall’alto” acquista particolare rilievo nel contesto dell’VIII centenario del Transito del Poverello. Le celebrazioni infatti non intendono soltanto ricordare un evento storico, ma riproporre l’attualità del messaggio francescano in un tempo segnato da guerre, divisioni e smarrimento spirituale. Il Perdono di Assisi richiama oggi più che mai la centralità della riconciliazione, della pace e della fraternità, temi che attraversano l’intera esperienza di san Francesco.
In questo orizzonte si inserisce anche il GO! Franciscan Youth Meeting, promosso dalla famiglia francescana, che radunerà ad Assisi migliaia di giovani tra i 18 e i 33 anni provenienti da numerosi Paesi europei. Il momento culminante sarà il 6 agosto, quando Papa Leone XIV raggiungerà il Santuario della Porziuncola per incontrare i partecipanti. La presenza del Pontefice, nel luogo in cui nacque il Perdono di Assisi, offrirà ai giovani un forte richiamo alla misericordia come via privilegiata per costruire il futuro e testimoniare il Vangelo nel mondo contemporaneo.
A ottocento anni dal Transito di san Francesco, la Porziuncola continua così ad essere non solo memoria delle origini francescane, ma segno vivo di una Chiesa che annuncia, con la semplicità del Vangelo, che il perdono di Dio è sempre possibile per chi apre il cuore alla sua grazia.

