Cursillos di cristianità, ripartire dai giovani. De Benedetti: “Con loro, non solo per loro”

Scritto il 03/07/2026
da

Il Movimento dei Cursillos di cristianità, nato in Spagna negli anni Quaranta e oggi presente in numerosi Paesi del mondo, continua a proporre un itinerario di primo annuncio fondato sull’incontro personale con Cristo, sulla vita comunitaria e sulla testimonianza negli ambienti di vita quotidiana. In Italia il movimento è radicato in circa 70 diocesi e vive una stagione di rinnovamento, chiamato ad affrontare, come molte realtà ecclesiali, la sfida del ricambio generazionale senza perdere il proprio carisma evangelizzatore. Negli ultimi mesi il cammino nazionale è stato segnato da due appuntamenti significativi.

(Foto Cursillos di cristianità Italia)

Il 9 aprile una delegazione del movimento, guidata dal coordinatore nazionale Carlo De Benedetti, è stata ricevuta in udienza privata da Papa Leone XIV. Dal 18 al 20 giugno, invece, si è svolta l’Assemblea nazionale ordinaria ed elettiva, che ha visto la partecipazione di 53 diocesi sulle 70 presenti in Italia e ha confermato De Benedetti nel servizio di coordinatore nazionale, insieme a

(Foto Cursillos di cristianità Italia)

padre Luigi Arena come animatore spirituale. “È stato un momento discretamente positivo per il movimento”, racconta De Benedetti al Sir. “La partecipazione così numerosa ci ha dato molto conforto”. L’assemblea ha rinnovato per metà il Consiglio nazionale, chiamato ora a programmare il lavoro del prossimo triennio. La priorità è chiara: i giovani. “Come tutta la Chiesa – osserva – viviamo il problema del ricambio generazionale. Il nostro primo impegno sarà dedicarci ai giovani perché possano sentirsi a loro agio nel movimento, diventarne protagonisti e portarlo nel futuro”. Un obiettivo che richiede anche un cambio di prospettiva. “Troppo spesso si parla dei giovani o si parla ai giovani per fare loro qualche ramanzina. Noi vogliamo lavorare con loro, imparare i loro linguaggi e il loro modo di stare insieme”.

Il cuore del carisma dei Cursillos rimane quello di “fermentare di Vangelo gli ambienti attraverso l’amicizia”, raggiungendo soprattutto chi è lontano dalla fede o è alla ricerca di risposte alle grandi domande dell’esistenza. Dopo l’esperienza dei tre giorni del Cursillo, il cammino prosegue nei piccoli gruppi e nelle Ultreya, momenti di fraternità, condivisione e crescita spirituale. In una società segnata dall’individualismo, costruire relazioni autentiche rappresenta una delle sfide principali.

“I social e il web rischiano di rinchiudere ciascuno nella propria nicchia”, osserva De Benedetti. “Per noi, invece, la dimensione comunitaria è essenziale”.Anche per questo, durante l’assemblea nazionale, accanto agli adempimenti elettivi, ampio spazio è stato dedicato alla formazione, con riflessioni sul servizio ecclesiale e sul mondo giovanile. Nei prossimi mesi il movimento avvierà il nuovo percorso con un ritiro spirituale previsto a metà ottobre a Foligno, dedicato al “triplice incontro”: con se stessi, con Cristo e con i fratelli. Seguiranno gli appuntamenti di formazione rivolti ai responsabili delle diocesi, per approfondire il metodo e il carisma dei Cursillos. Tra i momenti che hanno maggiormente segnato questo anno, De Benedetti indica l’incontro con Papa Leone XIV. “Abbiamo potuto manifestargli la nostra devozione filiale e il sostegno al suo impegno per la pace”. Nell’udienza si è parlato anche dell’importanza di favorire gli incontri in presenza, soprattutto con i giovani, senza affidarsi esclusivamente agli strumenti virtuali. Del Pontefice, il coordinatore nazionale sottolinea soprattutto la capacità di trasmettere vicinanza.“In lui si respira la dolcezza di Cristo. Credo che tutta la Chiesa sia chiamata a seguire con attenzione il suo magistero e ad accompagnarlo con la preghiera”.

La pace, aggiunge, non riguarda soltanto gli scenari internazionali ma anche le relazioni quotidiane.“Disarmare le parole significa imparare a costruire rapporti autentici nelle famiglie, nelle parrocchie, nei movimenti. Oggi siamo abituati ad alzare la voce per avere ragione; invece abbiamo bisogno di una parola mite, capace di costruire e non di dividere”.

Lo sguardo finale resta affidato alle nuove generazioni.“La mia speranza – conclude De Benedetti – è che i giovani trovino sempre più spazio nel movimento e che noi, con l’esperienza maturata in questi anni, sappiamo accompagnarli senza trattenerli, perché il futuro dell’evangelizzazione passa anche attraverso il loro entusiasmo e la loro capacità di parlare ai propri coetanei”.

(Foto Cursillos di cristianità Italia)

The post Cursillos di cristianità, ripartire dai giovani. De Benedetti: “Con loro, non solo per loro” first appeared on AgenSIR.