La storia del santuario di Monte Berico inizia il 7 marzo 1426, giorno in cui alla popolana Vincenza Pasini appare per la prima volta la Vergine sul Monte Berico, una modesta altura che domina Vicenza.
La Madonna appare all’anziana Vincenza una seconda volta il primo agosto 1428, chiedendole di farsi intermediaria presso i vicentini per innalzare una chiesa, sul luogo dell’apparizione, a Lei dedicata. In cambio, la Vergine promette protezione per la città e la cessazione della peste che affliggeva in quegli anni la cittadinanza.
Il 25 agosto 1428 i documenti riportano la posa della prima pietra del santuario, che viene eretto in soli tre mesi, esattamente sul luogo indicato da Vincenza. La piccola chiesa tardogotica delle origini, guidata dal 1435 dai Servi di Maria, nel corso del tempo è stata ammodernata, riadattata e ampliata per fare spazio ai tanti pellegrini che, sin da subito, sono accorsi in questo luogo di preghiera e spiritualità.
Molti i lavori che hanno interessato il santuario a partire dalla fine del XV secolo. I più importanti sono senz’altro il rinnovamento del 1578 progettato da Andrea Palladio e la ricostruzione del 1688 in stile barocco, immagine attuale della chiesa che, nell’idea, ricalca l’impianto palladiano sviluppato su scala maggiore.
Da non dimenticare la costruzione, tra il 1746 e il 1780, dei portici che conducono al santuario, progettati dall’architetto Francesco Muttoni. Si tratta di ben 150 arcate, intervallate ogni 10 da più ampie cappelle, in una perfetta simbologia devozionale che lega la distribuzione degli elementi architettonici ai 15 misteri del Rosario. Percorrendo questa via coperta ci si rende conto di come le ritmate e calcolate cadenze prospettiche si fondano con il paesaggio morbido e solenne del Monte Berico, in un’apertura di respiro scenografica.
Non solo luogo di preghiera, il santuario di Monte Berico è uno scrigno d’arte che conserva tra le più importanti opere realizzate per le chiese di Vicenza. Nell’antico refettorio si può ammirare il capolavoro di Paolo Veronese “Convito di san Gregorio Magno”; in chiesa sono esposti alla devozione dipinti come “La Pietà” di Bartolomeo Montagna e “L’Incoronazione della Vergine” di Palma il Giovane.
Il Museo di arte sacra, ivi allestito, documenta l’affezione, la cura e lo zelo dei vicentini e dei pellegrini di ogni tempo che qui hanno lasciato il loro passaggio attraverso la donazione di piccoli dipinti, sculture, ex voto e documenti. Un’arte che è testimonianza e memoria del popolo di Dio.
(*) Museo diocesano Vicenza
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