Gaza: Caritas Gerusalemme, “bisogni enormi, aiuti insufficienti. Priorità a salute, farmaci e sostegno psicologico”

Scritto il 07/07/2026
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La distribuzione di aiuti umanitari, farmaci e forniture mediche, cibo e acqua, beni e servizi. La cura delle malattie e della salute mentale, compresa quella degli operatori, sfollati e traumatizzati come tutti i gazawi che hanno perso tutto sotto le bombe israeliane. Sono queste le principali sfide che si trova ad affrontare ogni giorno Caritas Gerusalemme a Gaza e in Cisgiordania, secondo quanto riferito da Ramez Razzouk, responsabile del Dipartimento Salute ed Emergenza di Caritas Gerusalemme. “Le persone hanno perso tutto e hanno bisogno di tutto – racconta al Sir, a margine di un convegno di Caritas internationalis a Castelgandolfo -. Molti vivono in sistemazioni di fortuna oppure sono ospitate da altre famiglie. Ciò che le organizzazioni umanitarie riescono a fornire è insufficiente rispetto all’enormità dei bisogni. La carenza di farmaci, forniture mediche, carburante e acqua potabile è gravissima”.

Ramez Razzouk, responsabile del Dipartimento Salute ed Emergenza di Caritas Gerusalemme – (foto: Caiffa/SIR)

Aumentano le malattie. Il tessuto sociale e sanitario di Gaza è completamente distrutto: “Stanno aumentando le malattie a causa delle condizioni igienico-sanitarie e del deterioramento delle infrastrutture, compreso il sistema fognario”, dice Razzouk. È talmente difficile lavorare in quelle condizioni per cui Caritas Gerusalemme ha attivi anche interventi per il benessere psicologico del personale, per sostenere al meglio le comunità che assistono. Quasi nessuno degli operatori Caritas, infatti, ha più una casa. “Lasciano ogni giorno il luogo in cui sono sfollati, vengono al lavoro e prestano assistenza a pazienti che hanno bisogno di cure, mentre loro stessi vivono in condizioni di estrema necessità”, sottolinea.

In ambito sanitario Caritas Gerusalemme assiste circa 20.000 pazienti al mese, attraverso dieci punti medici e un centro sanitario. Fornisce servizi di assistenza primaria, attività clinica e assistenza specialistica, distribuisce farmaci e forniture mediche, offre supporto per la salute mentale e servizi psicosociali. Coordina inoltre la fornitura di protesi e servizi di riabilitazione. Per fare fronte all’emergenza continua la Caritas distribuisce acqua potabile e kit per l’igiene, oltre ad aiutare le persone con piccole cifre di denaro per le necessità di base.

Dal 7 ottobre 73.098 palestinesi uccisi, oltre 1.000 dopo il cessate il fuoco. Intanto, nonostante il cessate il fuoco, gli attacchi israeliani hanno ucciso nei giorni scorsi almeno 5 persone, con 7 feriti. Dagli ultimi dati diffusi dal Ministero della salute di Gaza il bilancio dal 7 ottobre 2023 ad oggi è salito a 73.098 palestinesi uccisi (tra cui 21.500 bambini) e 173.571 feriti. Tra loro almeno 520 neonati, 1700 operatrici e operatori sanitari, 262 giornalisti. Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco nell’ottobre 2025 ci sono stati almeno 1.072 morti e 3.463 feriti. Quasi l’80% dei minori di Gaza non ha casa, 7 mila sono non accompagnati o separati dalle proprie famiglie. Inoltre, secondo le stime, 245 mila minori sono a rischio o colpiti da malnutrizione. Il 6 luglio Hamas ha annunciato le dimissioni del governo di Gaza per consentire al Comitato tecnocratico previsto nel piano del ‘Board of Peace’ di assumere il controllo amministrativo nella Striscia, chiedendo al tempo stesso “l’apertura dei valichi e l’ingresso degli aiuti”. Razzouk spiega che “non tutto entra con facilità, ma la situazione è migliorata rispetto al passato”.

“Ci sono stati momenti di relativa tregua, ma la situazione resta drammatica – spiega Razzouk -.

Le persone hanno perso la casa, gli amici, i familiari e, nonostante tutto, devono trovare la forza di andare avanti”.

Perciò la salute mentale diventa una priorità. “Hanno affrontato sofferenze enormi e vissuto un periodo estremamente duro. E la crisi non è mai davvero finita. Le persone si rivolgono a noi per ricevere cure, farmaci, informazioni e attività di educazione sanitaria e, quando possibile, vengono indirizzate verso altri servizi specialistici”. “Oggi è di nuovo possibile acquistare medicinali e dispositivi medici, ma non sempre in quantità sufficienti – conclude -. Anche i generi alimentari sono tornati disponibili: frutta, verdura e carne si trovano, ma i prezzi sono estremamente alti rispetto a prima della crisi”.

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