È “Per sempre sì” a vincere (secondo pronostico) l’edizione numero 76 del Festival. Il brano, scritto da Da Vinci e dal figlio Francesco (tra i vari autori), è un inno all’amore eterno e universale: “Saremo io e te per sempre legati per la vita, che senza te non vale niente. Con la mano sul petto io te lo prometto davanti a Dio”. Il testo è autobiografico, si riferisce al suo matrimonio che dura da 34 anni, ma non solo: “Parlo dell’amore in generale. E, quando parlo di famiglia, non intendo esclusivamente quella tradizionale e sempre con i figli, parlo di due persone insieme che fanno un viaggio: per me questo è già famiglia” ha dichiarato l’artista cinquantaseienne dalla lunga gavetta tra teatro, cinema e musica. Ritmo pop nella classica tradizione partenopea, con un tocco funk a sorpresa e una breve coreografia che è già diventata virale, l’interprete (e coautore) dell’ultimo vero grande successo italiano, “Rossetto e caffè”, ha conquistato il leone d’oro rampante davanti a Sayf (“Tu mi piaci tanto”) e Ditonellapiaga (“Che fastidio!”).
Vince l’amore. La maggior parte dei brani proposti nella città dei fiori ha come tema l’amore, nelle sue infinite declinazioni: passiamo in rassegna le più originali. Tommaso Paradiso dedica “I romantici” alla sua famiglia: “A mia moglie e mia figlia, così come a tutte le persone che mi stanno intorno” spiega. “Ora e sempre” di Raf (insieme a lui, tra gli autori, anche il figlio Samuele, mentre sul palco nella serata delle cover ballava per papà la primogenita Bianca) si rivolge in particolare alla moglie. Proprio quest’anno la coppia festeggia le nozze di perla (30 anni di matrimonio):
“In un mondo così difficile, il matrimonio è un rifugio di cui abbiamo bisogno. È la canzone più autobiografica che abbia mai composto”.
Molto intenso “Qui con me”, in cui Serena Brancale si rivolge alla madre, scomparsa improvvisamente nel 2020; nell’ultima serata, la musicista pugliese, come sempre diretta dalla sorella Nicole, sceglie di indossare un abito della mamma. “Quella complicità che da bambina cercavo nei tuoi occhi e che per sempre mi accompagnerà. E se ti portassi via da quelle stelle per cancellare il tuo addio dalla mia pelle”. Il pezzo si aggiudica il Premio della sala stampa “Lucio Dalla” (radio, tv e web) e il Premio Lunezia per il valore emozionale e musicale-letterario. Fedez e Marco Masini ottengono il premio “Sergio Bardotti” per il miglior testo con la canzone “Il male necessario”, imperniata sul rapporto tra padre e figlio: “Ogni padre inizia come fosse un Dio, ma poi finisce che diventa un alibi. […] Quando crescerai e non mi chiederai nemmeno più il permesso, si impara, vedrai, che i mostri non stanno soltanto sotto al letto”. Ermal Meta propone “Stella stellina”. Apparente ninna nanna nella melodia, contiene tutto il dolore verso i bambini che muoiono a Gaza.
“Racconto l’impotenza di fronte a una vita giovane che viene stroncata per la brutalità dell’essere umano”.
Il nome “Amal”, la bambina scomparsa sotto la guerra cui è dedicato il brano (premio People & Planet Lab – Canzone sostenibile, interno al progetto sulla diffusione dell’Agenda 2030), è ricamato sul bavero della camicia del cantautore albanese”.
Appelli di pace. Anche nella serata finale non manca lo spazio di servizio pubblico. Prima di dare inizio alla gara, Carlo Conti e le co-conduttrici Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti (volto del Tg1) si uniscono in una riflessione sull’attualità:
“Da una parte, vorremmo che il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze; dall’altra, si sta aprendo un conflitto di cui non conosciamo l’esito. Con forza facciamo un appello, diffuso da Unicef perché le guerre colpiscono soprattutto i piccoli: 500 milioni coinvolti in 56 zone di conflitto in tutto il mondo”.
“Vorremmo che da Sanremo partisse l’impegno globale per proteggere i bambini: hanno diritto di vivere in pace, di dormire per sognare e non sognare di dormire perché svegliati dalle bombe e costretti a fuggire. Basta odio”. Attuale è anche sempre il femminicidio: l’intervento di Gino Cecchettin, papà di Giulia, uccisa dall’ex fidanzato nel 2023, inizia mentre sullo sfondo appaiono i nomi delle 301 donne vittime degli ultimi 3 anni. “Non focalizziamoci sull’ultimo atto, perché perdiamo tutto quello che viene prima. Prima c’è una cultura che per tanto tempo ha giustificato e ha ignorato questo problema. Noi dobbiamo cambiare quella cultura, altrimenti cambieremo solo i nomi delle vittime. La libertà delle donne non è negoziabile. Non facciamo la guerra agli uomini, ma al maschilismo tossico. L’amore non urla, non ferisce, lascia libera la vita”.
The post Sanremo 2026: trionfa Sal Da Vinci. L’amore vince tra appelli di pace e parole contro il femminicidio first appeared on AgenSIR.
