“L’unità attrae, la divisione disperde”. Lo ha detto Leone XIV, nel discorso pronunciato durante il suo primo Concistoro straordinario, che è cominciato questo pomeriggio alle 15.30 nell’Aula nuova del Sinodo per terminare poco prima delle 19, alla presenza di 170 cardinali, ha riferito il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, nel briefing di questa sera. “Per essere Chiesa veramente missionaria, cioè capace di testimoniare la forza attrattiva della carità di Cristo, dobbiamo anzitutto mettere in pratica il suo comandamento, l’unico che Egli ci ha dato, dopo aver lavato i piedi dei discepoli: ‘Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri’”, ha proseguito il Papa:
“Vorrei partire da qui, da questa parola del Signore, per il nostro primo Concistoro e, soprattutto, per il cammino collegiale che, con la grazia di Dio, siamo chiamati a compiere”,
ha annunciato: “Siamo un gruppo molto variegato, arricchito da molteplici provenienze, culture, tradizioni ecclesiali e sociali, percorsi formativi e accademici, esperienze pastorali e, naturalmente, caratteri e tratti personali. Siamo chiamati prima di tutto a conoscerci e a dialogare per poter lavorare insieme al servizio della Chiesa. Spero che potremo crescere nella comunione per offrire un modello di collegialità”.
“Oggi, in un certo senso, continuiamo il memorabile incontro che insieme a molti di voi ho potuto avere subito dopo il Conclave”,
ha osservato il Pontefice: “In questi giorni avremo modo di sperimentare già una riflessione comunitaria su quattro temi: Evangelii gaudium, cioè la missione della Chiesa nel mondo di oggi; Praedicate Evangelium, vale a dire il servizio della Santa Sede, specialmente alle Chiese particolari; Sinodo e sinodalità, strumento e stile di collaborazione; Liturgia, fonte e culmine di vita cristiana”.
“Sono qui per ascoltare”,
ha assicurato il Papa: “Come abbiamo imparato durante le due Assemblee del Sinodo dei Vescovi del 2023 e del 2024, la dinamica sinodale implica per eccellenza l’ascolto. Ogni momento di questo tipo è un’opportunità per approfondire il nostro apprezzamento condiviso per la sinodalità. Questa nostra giornata e mezza insieme sarà una prefigurazione del nostro cammino futuro. Non dobbiamo arrivare a un testo, ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa tutta. Domani tratteremo i due argomenti scelti, con la seguente domanda-guida: Guardando al cammino dei prossimi uno o due anni, quali attenzioni e priorità potrebbero orientare l’azione del Santo Padre e della Curia sulla questione? Ascoltare la mente, il cuore e lo spirito di ciascuno; ascoltarsi l’un l’altro; esprimere solo il punto principale e in modo molto breve, così che tutti possano parlare: questo sarà il nostro modo di procedere.
I saggi antichi romani dicevano: Non multa sed multum! E in futuro, questo stile di ascolto reciproco, cercando la guida dello Spirito Santo e camminando insieme, continuerà ad essere di grande aiuto per il ministero petrino che mi è stato affidato. Anche dal modo con cui impariamo a lavorare insieme, con fraternità e sincera amicizia, può iniziare qualcosa di nuovo, che mette in gioco presente e futuro”.
Dopo la meditazione del cardinale Radcliffe, un breve saluto del cardinale Re e l’intervento del Papa, i 170 cardinali presenti, radunati in 20 gruppi e divisi in due blocchi, hanno scelto “a larga maggioranza” – ha riferito il portavoce vaticano – due tra i temi indicati dallo stesso Pontefice: la snodabilità e la missionarietà, nella prospettiva dell’Evangelii gaudium. Tre i moderatori della “due giorni” in cui si articolerà il Concistoro: questo pomeriggio il moderatore è stato il cardinale Artime, mentre domani mattina toccherà al cardinale Tolentino e domani pomeriggio al cardinale Tagle. Il Papa, arrivato intorno alle 18, non era presente ai lavori di gruppo, che si sono svolti in Aula Paolo VI, divisi per tavoli. Sinodalità e missionarietà saranno dunque i temi su cui i cardinali lavoreranno domani, in una giornata che comincerà alle 7.30 con la messa presieduta da Leone XIV. Dopo il discorso iniziale, il Papa ha ripreso la parola per un saluto e una riflessione finale: riprendendo una frase pronunciata dai due segretari, ha sottolineato come “il cammino è importante quanto la sua conclusione” e si è soffermato sul tema della collegialità nella Chiesa:
“Sento la necessità di contare su di voi che mi avete chiamato a questa missione. Per me è importante che camminiamo insieme”.
Poi Leone ha ripreso una domanda contenuta nell’omelia della mesa dell’Epifania: “C’è vita nella Chiesa?”. “Io sono convinto di sì”, la risposta, all’interno del quadro di “una Chiesa missionaria che guarda più in là di sé se stessa, e la cui ragione d’essere è annunciare il Vangelo”. “Viviamo in tempi di tempeste terribili, segnati da una violenza crescente, dal crimine armato fino alla guerra”, ha detto il card. Timothy Radcliffe nella meditazione iniziale: “Il divario tra ricchi e poveri si amplia sempre di più. L’ordine globale nato dopo l’ultima guerra mondiale si sta sgretolando. Non sappiamo ancora quali esiti produrrà l’Intelligenza Artificiale. Se non siamo già inquieti, dovremmo esserlo”.
“La Chiesa stessa è scossa dalle proprie tempeste: abusi sessuali e divisioni ideologiche”,
ha proseguito il porporato: “Il Signore ci chiama a navigare in queste tempeste e ad affrontarle con verità e coraggio, senza restare timidamente ad attendere sulla riva. Se lo faremo in questo Concistoro, lo vedremo venire incontro a noi. Se invece rimarremo nascosti sulla riva, non lo incontreremo”.
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