Dove i fiumi sono strade che attraversano la foresta, il Vangelo sull’acqua arriva fino alle comunità più remote dell’Amazzonia boliviana. Accade nel vicariato apostolico di Pando, come racconta il vescovo, monsignor Eugenio Coter a cui da quattro anni è stata affidata la responsabilità anche del vicino vicariato di Reyes. Nell’insieme un territorio enorme di 200mila chilometri quadrati in cui sono sparse circa 400 comunità, espressione di una decina di etnie locali. “Sono in viaggio continuamente da una parte all’altra dei due vicariati, per terra e con i battelli – dice dalla Bolivia don Coter –. Ci sono oltre 9.000 persone che vivono in regioni remote, divise in comunità, alcune più grandi composte da una cinquantina di famiglie, mentre per la maggioranza si tratta di gruppi in cui sono raggruppate cinque o sei famiglie”.
Comunità indigene isolate. Monsignor Coter, fidei donum bergamasco classe 1957, è in Bolivia da 35 anni, da 14 a Pando, e dal 2000 è delegato episcopale per la Pastorale sociale-Caritas di Cochabamba. Parlando della sua missione, spiega l’importanza degli aiuti delle Pontificie opere missionarie (Pom) che permettono spostamenti su distanze così grandi, contribuendo economicamente a fornire mezzi e carburante che una diocesi come quella di Pando non potrebbe permettersi. “Nelle comunità indigene più isolate riusciamo ad andare solo due volte l’anno, in altre zone dove c’è una concentrazione più alta si riesce ad essere più presenti, almeno un paio di volte al mese per celebrare la messa anche grazie all’animazione dei catechisti. Le Pom ci aiutano per i corsi di formazione e per il trasporto dalla sede del vicariato in Ribera Alta alle comunità in foresta, perché i costi dei carburanti, soprattutto nell’ultimo anno, sono diventati impossibili. Qui circola poco denaro perché vige il baratto, lo scambio di prodotti agricoli. I catechisti non hanno da pagarsi il viaggio per venire in città a formarsi e poi continuare l’animazione nelle comunità”.
Centinaia di chilometri… Se mancasse questo sostegno, conclude il vescovo, “ci ritroveremmo in una situazione di impossibilità a seguire un territorio così vasto. Il viaggio per raggiungere una comunità è di 200 chilometri circa, e costa 30 euro di gasolio all’andata e 30 al ritorno. Ma ce ne sono alcune sul fiume Madidi che sono lontane 900 chilometri: per capire le difficoltà dei missionari basta pensare che in Bolivia uno stipendio medio è di circa 300 euro al mese. Possiamo capire quanta fatica si fa a tenere in movimento il battello sul fiume Mamore che funziona anche come polo di assistenza sanitaria per la gente dei villaggi”.
*Redazione Popoli e Missione
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