Libri: don Lorizio in “La Bibbia e il giornale”. Un invito a rallentare per ritrovare la memoria del presente

Scritto il 23/02/2026
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In un tempo in cui la cronaca corre veloce don Giuseppe Lorizio arriva in libreria con un libro che invita a rallentare, a fermarsi, a riflettere perché senza memoria il presente diventa un labirinto senza uscita. È in questo scenario che si colloca la scelta di raccogliere e rielaborare una serie di articoli e contributi del teologo pubblicati negli ultimi anni, trasformandoli in un’opera organica capace di restituire profondità agli eventi che hanno segnato il periodo 2019 2025. Articoli pubblicati sulle pagine del quotidiano “Avvenire” e su “SettimanaNews” e oggi raccolti nel volume “La Bibbia e il giornale. Riflessioni teologiche nel tempo lento e veloce, curato da Marco Staffolani per le edizioni Marcianum Press. Un tempo “presente” e insieme lento e veloce, che rappresenta una sfida quotidiana e sul quale don Lorizio, già docente di storia della filosofia e metodologia teologica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, invita a riflettere.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Il curatore, nella prefazione, descrive la nostra epoca come segnata da un’informazione “frammentata” in cui vige “l’istantaneità di un presente senza memoria (ma anche senza futuro), in cui il ‘giornale’ tende ad essere consumato più che compreso”. In questo contesto, la rilettura dei contributi assume un significato particolare. L’invito del docente è chiaro: fermarsi e rileggere il presente senza smarrire la profondità del passato. Il volume diventa così un richiamo a tornare a leggere – e soprattutto a rileggere – ciò che accade.
Nel libro troviamo articoli che riguardano la Chiesa, la società, l’impegno civile, la cultura, la filosofia e figure di grande rilievo come Benedetto XVI, di cui Lorizio traccia un profilo teologico a partire dal gesto inedito con cui scelse di rinunciare al pontificato. Ma non mancano temi come il grande convegno sui mali di Roma, ricordato a cinquant’anni da quell’evento, la guerra in Ucraina, le questioni legate alla pace, i sessant’anni dal Concilio Vaticano II e molto altro.
Gli articoli hanno la capacità di trasformare gli eventi in un laboratorio teologico, offrendo uno sguardo nuovo su come abitare il tempo. Bibbia e attualità vengono messi a confronto per mostrare che il libro più antico, la Bibbia, non è un reperto del passato: attraverso di esso è possibile trovare una chiave interpretativa capace di illuminare le domande dell’oggi, con l’invito a pensare senza slogan.
Il volume — 327 pagine — si chiude con due appendici: la prima riflette sul ruolo dell’istruzione e dell’università, sottolineando la necessità di custodire la relazione tra maestro ed erede in un’epoca che sembra privilegiare solo l’immediatezza. La seconda affronta il tema del rapporto tra teologia e scienza, un dialogo che Lorizio considera imprescindibile: l’uomo contemporaneo vive immerso nei risultati della ricerca scientifica, e proprio per questo il confronto tra saperi non può essere eluso.
“La Bibbia e il giornale” è un volume che chiede una riflessione attenta, per recuperare ciò che la velocità del quotidiano disperde. La fede non si vive fuori dalla storia, ma dentro di essa, con una mano sulla Parola e l’altra sulle pagine del mondo. Come scrive nell’introduzione Sergio Gaburro della Pontificia Università Lateranense – dove Lorizio ha lavorato per molti anni – la Bibbia suggerisce una “postura che non prevede rimozioni e pregiudizi, ma domanda di abitare il mondo senza talvolta capirlo e senza banalizzarlo”. Don Lorizio, “con la sua metafisica, fa esplodere il paesaggio conducendo il lettore a spasso in un quadro dei fatti del giorno dentro cui si perde l’orientamento, perché in realtà non ci si trova più nel quadro semplicemente storico ma al di là del quadro”. Un volume, quindi, che merita  attenzione perchè prova a restituire dignità al pensare con l’invito a ricomporre ciò che la velocità del presente disperde.

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