Verso il Giubileo 2029 dei 1.500 anni di Montecassino, un sito per camminare con san Benedetto

Scritto il 11/07/2026
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Prende forma il cammino verso il Giubileo benedettino del 2029, che celebrerà i 1500 anni dalla fondazione dell’abbazia di Montecassino ad opera di san Benedetto nel 529. Un evento di portata mondiale che coinvolgerà l’intera famiglia benedettina e che si presenta come un percorso spirituale e culturale articolato in più tappe, con l’obiettivo di riscoprire e attualizzare il carisma benedettino.

Il sito ufficiale. Un passaggio significativo è stato l’annuncio del nuovo sito ufficiale del Giubileo, dato il 20 marzo dall’abate primate della Confederazione benedettina, dom Jeremias Schröder, e lanciato ufficialmente il 9 giugno scorso. La piattaforma digitale, in più lingue, (www.jubilee.osb.org), si propone come punto di riferimento per pellegrini, visitatori e quanti sono alla ricerca di spiritualità, offrendo informazioni sui monasteri, sugli eventi e sulle iniziative legate al Giubileo. Il sito web permette ai visitatori di scoprire anche la ricchezza della vita benedettina oggi: dalle sue origini in Europa, il monachesimo benedettino ha messo radici in tutto il mondo. Nel XIX e XX secolo, i benedettini missionari hanno fondato nuove comunità nelle Americhe, in Africa e nella regione Asia-Pacifico, e il carisma benedettino, sintetizzato in ‘Ora et labora’, continua ad alimentare l’interesse per lo stile di vita monastico. Nel messaggio di presentazione, l’abate primate sottolinea il valore storico e spirituale dell’iniziativa: “Questo giubileo segna i 1500 anni dalla fondazione di Montecassino da parte di San Benedetto nel 529, un evento che ha plasmato non solo la nostra tradizione monastica, ma anche la storia spirituale e culturale dell’Europa e ben oltre”. E aggiunge: “Non si tratterà di un evento centralizzato, bensì di una realtà viva e in continua evoluzione”, invitando comunità, oblati e fedeli a partecipare con iniziative locali e creative.

Partenza da Norcia. Il percorso giubilare ha preso ufficialmente avvio il 25 aprile a Norcia, città natale di san Benedetto e santa Scolastica, con una celebrazione che ha riunito monaci e monache provenienti da oltre venti Paesi. Norcia rappresenta la prima tappa di un itinerario scandito da quattro parole chiave, collegate a luoghi simbolo di san Benedetto: “Risveglio” nel 2026 (Norcia), “Ascoltare” nel 2027 (Roma), “Crescere” nel 2028 (Subiaco) e “Fiorire” nel 2029 (Montecassino). Nel corso dell’incontro, l’abate di Norcia, dom Benedetto Nivakoff, ha richiamato il tema della rinascita, anche alla luce del terremoto del 2016: “In Cristo, ogni giorno può essere una rinascita. Dieci anni fa, dopo il terremoto, pensavamo che il nostro futuro fosse giunto al termine”, evidenziando come proprio nelle prove possa emergere una rinnovata fiducia e apertura all’azione di Dio. Analogamente, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha sottolineato il ruolo della tradizione benedettina nella vita ecclesiale: “Mi sento spinto ad affidare a voi, alla vostra preghiera e alla vostra dedizione, il cammino quotidiano della nostra Chiesa”, invitando a custodire e reinterpretare l’eredità di san Benedetto per offrire orientamento all’uomo contemporaneo.

(Foto Jubilee.osb.org)

Il tema: “Luoghi di speranza dal 529”. Il Giubileo, si legge nel sito, si configura così come un’esperienza diffusa e partecipata, che non si limiterà ai grandi eventi del 2029 ma coinvolgerà le comunità monastiche di tutto il mondo in un processo di memoria, rinnovamento e speranza. Il tema scelto, “Luoghi di speranza dal 529”, richiama infatti il ruolo dei monasteri come spazi di preghiera, accoglienza e fraternità. Il percorso si inserisce idealmente nella preparazione alla festa di san Benedetto, patrono d’Europa, che si celebra l’11 luglio, offrendo un’occasione per riflettere sulla sua attualità in un tempo segnato da incertezze e cambiamenti. A Montecassino, cuore simbolico del Giubileo, le celebrazioni acquisteranno un significato ancora più intenso anche grazie ad eventi collaterali, tra cui, ieri, il conferimento del premio internazionale “Pacis Nuntius” al card. Pierbattista Pizzaballa per il suo impegno a favore della pace. “Invitiamo tutti coloro che cercano stabilità e senso in un mondo frammentato a venire a visitare i nostri monasteri, luoghi di speranza”, ha affermato ancora l’abate primate Schröder. Un invito che racchiude lo spirito del Giubileo: riscoprire, attraverso la semplicità della vita monastica, una via di umanità, equilibrio e apertura a Dio.

(Foto: SIR)

Da dove cominciare. Il sito offre le prime indicazioni per il pellegrinaggio giubilare. “Non è necessario organizzare una grande spedizione. Può essere un semplice pomeriggio in un monastero vicino casa, oppure un viaggio oltre confine che dura settimane”. Prime indicazioni: “Cercare nel sito, l’elenco mondiale delle comunità benedettine. Filtrare per regione, paese o congregazione e trovare un ‘luogo di speranza’ vicino ‘ o lontano. Chiedere un Passaporto del Pellegrino prima di partire per raccogliere un timbro unico in ogni monastero che si visita. Verificare gli orari di visita, la disponibilità delle sistemazioni e gli eventuali eventi in programma. Alcune comunità richiedono di contattarle in anticipo. Si può andare da soli o in gruppo. A piedi, in auto o in treno: non esiste un modo sbagliato di compiere un pellegrinaggio. L’unica cosa che conta è partire”.

Scheda. La Confederazione Benedettina conta circa 6.500 monaci distribuiti in 400 monasteri, appartenenti a 19 diverse congregazioni, caratterizzate da differenze regionali, missioni particolari e tradizioni spirituali specifiche. All’ordine appartengono anche circa 12.000 monache e suore. I benedettini lavorano a stretto contatto con i cistercensi e i trappisti, ordini che seguono anch’essi la Regola di San Benedetto. Questa regola si è rivelata una guida per innumerevoli anime nel corso di quindici secoli.

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