Oratori e associazioni, al via le attività estive nel segno del divertimento, dell’inclusione e della spiritualità

Scritto il 26/06/2026
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Con la conclusione della scuola, ad eccezione di chi è impegnato negli esami, hanno preso il via in tutta Italia le iniziative estive promosse da parrocchie, oratori e associazioni ecclesiali dedicate a bambini e adolescenti. Tra Estate ragazzi, Grest, campi scuola e settimane di formazione sono decine di migliaia i minori che – accolti e seguiti da educatori e animatori, sacerdoti e suore, seminaristi e volontari – vivranno momenti segnati da gioco e socialità, preghiera e riflessione.

Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, dal Trentino-Alto Adige alla Sardegna,

gli oratori si confermano uno dei principali presìdi educativi del territorio nazionale, soprattutto nelle periferie urbane e nei piccoli centri, offrendo spazi sicuri e occasioni di crescita.

E fornendo un fondamentale supporto alle famiglie, alle prese con la non sempre agevole gestione dei propri figli nei mesi estivi. Diverse realtà hanno confermato anche per il 2026 le agevolazioni per consentire anche ai minori di nuclei familiari più fragili e bisognosi di partecipare alle proprie attività. In alcuni casi è previsto un sostegno di Comuni, Enti locali e Terzo settore per favorire anche l’inclusione di bambini con disabilità e di minori provenienti da contesti di vulnerabilità sociale. Non manca, come ormai da anni succede, una nutrita presenza di bambini e ragazzi di origine straniera, alcuni anche di religione musulmana.

Insieme, è più bello. Cortili e sale, oggi tranquilli, si sono trasformati in queste settimane in un mix di voci, colori, età. Al centro delle proposte vi sono laboratori creativi, attività ludico-sportive, musica, teatro oltre a momenti di preghiera e raccoglimento. Il tutto per aiutare ogni singolo partecipante a

crescere nella conoscenza di se stessi e degli altri attraverso l’amicizia, l’educazione alla pace, alla solidarietà e alla custodia del Creato, temi sempre più presenti nei percorsi rivolti alle nuove generazioni.

Modelli da seguire. Basta scorrere un po’ di titoli delle iniziative proposte per capire che non sono semplici momenti di aggregazione e divertimento. Sono diverse quelle che, in occasione dell’VIII centenario della morte di san Francesco d’Assisi, dedicheranno le proprie attività a conoscere e approfondire la figura del Poverello. Altre si fanno guidare dall’esempio di san Carlo Acutis, canonizzato nel settembre scorso, o da icone e personaggi biblici, come la Samaritana. In alcuni casi a far da filo conduttore sono le storie raccontate in libri, serie tv o film per bambini. O, ancora, la ricerca di un tesoro, l’individuazione dei propri sogni, la costruzione del proprio futuro… Che si tratti di pochi giorni o di più settimane,

ogni esperienza è orientata a far maturare nei partecipanti, fin dai più piccoli, la voglia di mettersi in gioco e la responsabilità, l’accoglienza e la fraternità.

Sentirsi Chiesa. Un forte incoraggiamento e sostegno a chi è coinvolto nelle diverse iniziative è arrivato nelle settimane scorse dai vescovi. Qualcuno ha voluto incontrare educatori e animatori per conferire loro il mandato; altri hanno scritto una lettera o un messaggio augurando che tutti i partecipanti possano vivere “un tempo di grazia, di senso e di scoperta”. Altri presuli in queste settimane fanno personalmente visita a bambini e ragazzi negli oratori o nelle case in cui trascorreranno i campi scuola. Previste poi, in diverse diocesi, occasioni di festa nelle quali dai vari centri si converge per condividere giochi e musica concludendo con un momento di spiritualità con il vescovo.

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