(da Pavia) “Siamo tanto lieti che abbia deciso una sosta cabriniana nel pellegrinaggio sulle orme di Sant’Agostino a Pavia”. Mons. Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, alla vigilia dell’arrivo del Papa a Sant’Angelo Lodigiano, spiega al Sir il significato della tappa di Leone XIV nella patria di Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti.
Una visita breve, ma intensa, quella del Santo Padre a Sant’Angelo Lodigiano. Che significato ha per la diocesi, e come vi siete preparati a viverla?
Aspettiamo il Papa con immensa gioia. Nella brevità della visita non mancherà certamente l’intensità della accoglienza da parte di tutte le componenti della diocesi e della società lodigiana. La città di Sant’Angelo in primis si sta preparando dal giorno dell’annuncio, il 23 aprile scorso. È stato breve, infatti, anche il tempo di preparazione ma non ha impedito significativi momenti di preghiera per il Successore di Pietro a Lodi città, in occasione della Giornata Mondiale delle Vocazioni, come nella Veglia di Pentecoste animata dalle aggregazioni laicali e nella solennità del Corpus Domini. Altre due adorazioni aperte a tutti hanno avuto luogo a Sant’Angelo, patria di Santa Francesca Cabrini, nella basilica parrocchiale, e a Codogno, nella chiesa del Tabor, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, come la famiglia missionaria cabriniana, fondata nella stessa città. Ora, l’attesa va compiendosi. Sono molte le richieste di partecipazione e sarà possibile seguire per tutti attraverso i social l’evento tanto desiderato. “Il Cittadino” di Lodi, uno dei tre quotidiani cattolici nazionali, ha accompagnato l’intero percorso di preparazione e si accinge a seguire l’evento con due edizioni speciali, integrate con numerosi contributi dell’edizione on line.
Fu Leone XIII, il Papa a cui Leone XIV si è ispirato, a chiedere a Francesca Cabrini di recarsi in America, e non in Cina come avrebbe desiderato, ad assistere migliaia di immigrati italiani. E nella città dove è morta – Chicago – è nato l’attuale Pontefice…
È questo il motivo della visita. Il Papa, in realtà, è stato invitato da Santa Francesca Saverio Cabrini, nata al cielo (come si usa dire per i santi) nella stessa città in cui è nato in terra. Nel pellegrinaggio giubilare diocesano del 6 settembre 2025, abbiamo in presenza reiterato l’invito al Papa e lo abbiamo veduto benevolmente impensierito.
Siamo, perciò, tanto lieti che abbia deciso una sosta cabriniana nel pellegrinaggio sulle orme di Sant’Agostino a Pavia.
Fu effettivamente papa Leone XIIIad inviare Madre Cabrini con le sue Missionarie nelle Americhe. Egli fece di questa religiosa una eco del suo pensiero sociale. Per Francesca Cabrini risulta evidente la radicazione nella fede cristiana e nella carità, che le consentirono di essere un inequivocabile segno di speranza nelle estreme povertà dei migranti.
L’atto di venerazione al cuore di Santa Francesca Cabrini sarà il momento culminante della visita del Santo Padre. Come è vissuta la devozione alla santa, nella vostra diocesi?
Il momento culminante sarà l’adorazione del Santissimo Sacramento. Ma proprio in questo atto, che precederà la venerazione del cuore della Santa, il Papa sottolineerà il senso della vicenda cabriniana:
una giovane donna catturata dal Cuore trafitto di Cristo ha speso la vita nel dire il suo amore ai migranti.
La devozione in diocesi è molto viva. A Sant’Angelo, sua patria, è visitabile la casa natale con alcune sue memorie e il suo nome è stato aggiunto al patrono antico Sant’Antonio Abate nella dedicazione della attuale Basilica Parrocchiale avviata dopo la sua beatificazione. Parimenti a Codogno, dove un museo raccoglie testimonianze singolari degli inizi della fondazione e dell’intero itinerario compiuto dalla Santa.
Nella Chiesa del Tabor è custodito il cuore di Madre Cabrini, che sarà recato a Sant’Angelo con gesto del tutto straordinario.
In diocesi le sono dedicate una parrocchia molto vivace a Lodi città in un’area di nuovi quartieri e una a Codogno.
Santa Francesca Cabrini è stata dichiarata da Pio XII patrona dei migranti. Il tema delle migrazioni è molto presente nel magistero di Papa Leone, come dimostra anche la sua prima enciclica. Quale lezione si può trarre dalla santa, per la cita concreta delle nostre comunità?
Siamo tutti ammirati per il Magistero che papa Leone riserva a questo tema. Ma in Spagna, ha veramente sorpreso il mondo per la fermezza e la chiarezza delle parole e dei gesti. Non dimenticheremo la riflessione di Tenerife, quando affermò che: “la dignità umana non ha confini”.
In diocesi sono numerosi gli stranieri che ambiscono di diventare concittadini. A Sant’Angelo forse si raggiunge la più alta percentuale. Madre Cabrini non ci consente di lasciare ai margini nessuno, col suo esempio e la suapreghiera.
La promozione umana era per lei il modo migliore per riparare le offese al Cuore di Gesù. La dichiarazione avvincente che dà il titolo alla prima enciclica del Papa è in linea col pensiero cabriniano. La Santa apprezzava uomini e donne indistintamente per la loro umanità, che voleva recuperare da ogni miseria grazie al Vangelo.
Cosa si augura dalla visita del Papa? C’è qualcosa in particolare che vorrebbe dirgli?
Che risvegli la responsabilità della testimonianza al Vangelo, come abbiamo sottolineato nel recente Sinodo diocesano dal titolo “Terra, Persone, Cose: il Vangelo per tutti”. Stiamo assimilando quell’evento nel confronto ma prima ancora nella preghiera. Proprio quest’anno abbiamo sottolineato la Carità, che è peculiare nella spiritualità e nell’azione missionaria di Madre Cabrini.
Gli dirò che sono impressionato dalla libertà interiore e dal coraggio che sostengono il Servizio Petrino a conforto dei pastori, dei fedeli e dei poveri, ma anche della giustizia e della pace.
Oltre alla gratitudine ed alla richiesta della Benedizione Apostolica, gli chiederò di ripetere ai sacerdoti, ai catechisti e agli educatori, un suo invito: quello di non temere di fare ai ragazzi e ai giovani la proposta di diventare sacerdoti. L’Eucarestia che solo vescovi e presbiteri celebrano, fa fiorire l’unità e la pace affinché la Chiesa sia sacramento di salvezza universale, come vuole il Signore.
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