Questioni di prospettiva

Scritto il 17/09/2026
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La mozione era stata presentata dal Togo e lo scorso 4 settembre l’Onu l’ha approvata a larghissima maggioranza. L’obiettivo è quello di abbandonare progressivamente l’utilizzo del planisfero come finora lo abbiamo conosciuto a favore di una rappresentazione più oggettiva del globo terrestre. Non a caso l’operazione è stata denominata Equal Earth, dove quell’equo in inglese significa “proporzionato”, ma anche “giusto” e “onesto”. Perché si tratta di rendere giustizia alle reali dimensioni dei territori dell’emisfero sud del mondo, per secoli sottodimensionati dalla cartografia ufficiale.

Il planisfero come ognuno di noi l’ha interiorizzato fin dalla scuola elementare è essenzialmente il risultato degli studi di Gerardo Mercatore, matematico e geografo fiammingo vissuto nel XVI secolo. La sua proiezione cartografica della superficie sferica del globo terrestre si impose velocemente come rappresentazione standard del planisfero per la sua affidabilità nel calcolo delle rotte marittime attraverso l’uso della bussola. Cosa di non poco conto in un mondo dove uomini, merci e idee viaggiavano soprattutto per mare. Tuttavia la Nova orbis terrae descriptio ad usum navigantium accomodata di Mercatore (1569) ha un grosso problema: più ci si allontana dall’equatore più la scala aumenta, e quindi le dimensioni dei paesi rispecchiano sempre meno le loro proporzioni reali, crescendo quando si va verso nord e diminuendo andando a sud. Negli attuali planisferi l’Europa e il Nordamerica appaiono così più estesi, mentre America Latina, Africa e Australia risultano più piccole di quanto non siano nella realtà. La cosa è macroscopica se si considera l’estremo nord del mondo, ovvero la Groenlandia. Nelle rappresentazioni abituali appare più grande dell’intero continente africano, quando invece è ben 14 volte più piccola di esso. Ma per fare qualche altro esempio di tali distorsioni, quello che sul planisfero classico ci appare come il “piccolo” Gabon è grande come la Polonia, mentre lo sterminato territorio del Canada “occupa” in realtà meno della metà della superficie dell’America Latina.

Equal Earth non è, a ben guardare, solo un’operazione di carattere scientifico, ma anche di giustizia riparativa (in questo caso intellettuale) dopo secoli di politiche imperialiste e coloniali che ancora oggi purtroppo perdurano a livello economico e culturale e che hanno portato a svalutare il sud del mondo a favore del nord. Rispetto al planisfero dovremmo inoltre interrogarci sulla visione del mondo che esso, anche inconsciamente, veicola. In Europa siamo abituati a vederci come il centro del mondo, quasi perfettamente centrati tra est e ovest e tra nord e sud. Dimenticando che, essendo la terra sferica, non esiste sulla sua superficie un punto centrale in senso assoluto e la stessa scelta di porre il nord in alto sulle mappe è frutto solo di scelte convenzionali. Ogni potenza tende in realtà a collocare sé stessa al centro del mondo. Se i planisferi europei pongono il meridiano zero (Londra) al centro della mappa e in base a quello dividono il globo negli emisferi orientale e occidentale, i planisferi russi, cinesi o americani fanno altrettanto collocando al centro delle carte ciascuno la propria nazione o continente. E non mancano negli ultimi anni in Australia, America Latina e Sud Africa rappresentazioni che ribaltano il nord e il sud, mostrando il mondo al contrario, ovvero dalla loro prospettiva e non dalla nostra. La verità è che nessuno può considerarsi il centro del mondo o che tutti possono ugualmente farlo, ma solo a patto di non assolutizzare questo concetto.

Forse proprio per questo il buon Dio ha creato il mondo come una sfera, perché uguali siano tutti i punti della sua superficie. Ma viste le guerre e le soverchierie che accadono, un dubbio sorge spontaneo: saranno mica “terrapiattisti” tanti potenti del mondo?

Se volete approfondire, consultate il sito: equal-earth.com

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