Film in streaming ad agosto: cinque uscite del 2026 tra lutto, riscatto, fantascienza, famiglia e giornalismo digitale

Scritto il 01/08/2026
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Mare, montagna o città. Per chi è a un passo dalle ferie, per coloro che le hanno già consumate o per chi è chiamato a rimanere sul posto di lavoro, agosto è comunque un mese che offre maggiore tempo a disposizione. E per difendersi dalla calura pressante, un buon film è di certo un valido rimedio. Ecco una selezione di titoli usciti in sala nel 2026 e ora in piattaforma.

(Foto Agata Grzybowska)

“Hamnet. Nel nome del figlio” (Prime Video)

Prendendo le mosse dal romanzo di Maggie O’Farrell, dalla vita di William Shakespeare e di sua moglie, “Hamnet” della regista Premio Oscar Chloé Zhao è un’opera che indaga le fratture dell’anima davanti alla perdita di un figlio. Uno sguardo nella vertigine del dolore più fosco e inaccettabile, capace di suggerire però anche un sentiero di risalita, di faticosa rinascita. Affiancata a livello produttivo da Steven Spielberg e Sam Mandes, la Zhao ha costruito un racconto lungo le assi della vita del drammaturgo inglese più amato, una storia come un’istantanea di vita familiare universale, senza tempo. La vicenda di una coppia lacerata e divelta dalla perdita di un figlio; un trauma incomprensibile e inaccettabile. Un viaggio dalla caduta nella disperazione al suo attraversamento, in una faticosa risalita; un percorso catartico grazie anche al teatro. E proprio la lunga sequenza finale nel Globe Theatre costituisce il punto più alto a livello stilistico-narrativo dell’opera. Una regia magnifica, acuta e misurata, capace di gestire materia emozionale incandescente, grazie anche a due interpreti di raffinata bravura, Jessie Buckley e Paul Mescal. Consigliabile, poetico, per dibattiti.

(Foto Ufficio stampa)

“Il bene comune” (Netflix)

Un’opera dal passo musicale debitrice dell’approccio al teatro-canzone. È “Il Bene Comune”, la quinta regia di Rocco Papaleo, che torna dietro la macchina da presa con una storia che fa base sempre nella sua amata Basilicata, il racconto di un’umanità in affanno accesa dal sorriso, dal desiderio di rimettersi in partita con la vita. Il film mette a tema il viaggio, non solo fisico-esplorativo nella natura, tra le bellezze del Pollino, ma anche dell’anima; l’opera infatti affronta il percorso di riscatto di un gruppo di detenute e delle loro guide, dalla teatrante “spiantata” Raffaella all’integerrimo Biagio, emblema tutti di un’umanità ferita in cerca di nuove possibilità. Papaleo compone un affresco umano gentile e delicato, che corre agile su note ironiche e brillanti, sfiorando però temi e storie marcate da densità. Con Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo e Vanessa Scalera. Consigliabile, problematico-poetico, per dibattiti.

(Foto Jonathan Olley)

“L’ultima missione. Project Hail Mary” (Prime Video)

Un film avventuroso dal respiro fantascientifico. Un viaggio nello Spazio sino ai confini meno noti per il bene della comunità umana. È “L’ultima missione: Project Hail Mary” diretto da Phil Lord e Christopher Miller, dal romanzo di Andy Weir, con Ryan Gosling e Sandra Hüller. È la storia di Ryland, insegnante di scienze che si trova da solo a bordo di una navicella spaziale che fa rotta verso l’ignoto. In questa cornice claustrofobica il film vira verso un racconto che si gioca sui valori dell’amicizia e solidarietà sul tracciato di “E.T. L’extra-terrestre” (1982). Ryland, nel suo “cammino della speranza”, si misura con la presenza di una creatura aliena, con cui deve avviare una forma di comunicazione; superati timore e sospetti inziali, tra i due si attiva una dinamica di cameratismo e solidarietà. Qua e là rimandi a “2001: Odissea nello spazio” (1968), “Gravity” (2013) e soprattutto “Ad Astra” (2019). Un’opera imponente e suggestiva dal punto di vista visivo, un racconto metaforico giocato su valori e temi ancorati alla realtà, che può unire adulti e preadolescenti. Consigliabile, semplice, per dibattiti.

(Foto Ufficio stampa)

“Sentimental Value” (Sky e Now)

Un film che colpisce per la sua sfaccettatura e stratificazione. “Sentimental Value” è firmato dal norvegese Joachim Trier, con Renate Reinsve e Stellan Skarsgård. Un film bellissimo, profondo e sorprendente, che mette a tema il rapporto padre-figlie come una pièce a metà tra teatro e set cinematografico. Trier compone un’opera intima di raffinata eleganza e bellezza, ci racconta gli irrisolti di un anziano regista, che rilegge il suo passato e i traumi di infanzia, che hanno popolato la vecchia casa di famiglia a Oslo; un uomo che si sente quasi alla fine del suo percorso artistico ed esistenziale, ma a cui manca ancora un film, forse la sua opera migliore. Scrive un copione pensato per ritrovare le figlie, scivolate via dalla sua vita per troppa distrazione o egoismo. “Sentimental Value” apparentemente parla di morte, ma in verità si rivela un coinvolgente inno alla vita. Una raffinata e acuta poesia sulla famiglia, resiliente oltre le cadute e gli affanni, che sa ascoltarsi e perdonarsi. Consigliabile, problematico, per dibattiti.

(Foto Macall Polay)

“Il diavolo veste Prada 2” (Disney+)

A vent’anni esatti dal primo film, nel 2026 è uscito “Il diavolo veste Prada 2”, diretto ancora una volta da David Frankel, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Un sequel ben ponderato, tra regia e scrittura, che si muove nel binario della commedia brillante, ma con carattere, mettendo a tema il mondo del giornalismo oggi. Al di là del gradevole vortice di moda, costumi stravaganti, musiche pop e location di grande fascino – una lunga sequenza a Milano –, “Il diavolo veste Prada 2” sorprende proprio per la riflessione sul giornalismo. Le protagoniste, un tempo allieva e (cattiva?) maestra, ora si trovano alleate: il comune obiettivo è salvare la rivista per cui lavorano, ma soprattutto custodire la professione giornalistica dall’annacquamento da Like, TikTok e dalle sirene dell’IA. Un sequel riuscito, ben scritto, diretto e interpretato. Consigliabile, brillante, per dibattiti.

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