don Moreno Cattelan, missionario orionino incaricato dell’opera a Kyiv-Novosilky (Foto Cattelan).
Inizio dell’anno scolastico oggi 1 settembre, in Ucraina sotto le bombe. Da Kyiv è don Moreno Cattelan, missionario in Ucraina da oltre 20 anni, religioso della Piccola opera della Divina Provvidenza — la famiglia religiosa fondata da san Luigi Orione — a raccontare al Sir con quale stato d’animo i bambini e genitori si preparano a vivere l’inizio delle scuole. E la situazione in città è purtroppo drammatica. “Da una settimana i bombardamenti sono continui. Cosa significa? Che ogni ora, ogni ora e mezza, e talvolta anche a distanza di pochi minuti, scatta l’allarme e partono i bombardamenti. Questo accade giorno e notte”.
“Si sentono i rumori degli abbattimenti dei droni e delle esplosioni. È una situazione davvero surreale”.
Con gli allarmi la metro si ferma e il traffico in città va in tilt. Difficile in queste condizioni organizzare la giornata. Anche l’elettricità salta. Si contano le vittime, ogni giorno. Vengono colpite abitazioni civili senza distinzione. Venerdì c’è stata un’esplosione in un deposito di armi, ma nelle vicinanze c’era anche una casa di riposo: sono morte 31 persone. “Molti anziani sono rimasti uccisi, alcuni sono morti bruciati, altri erano in carrozzina e non hanno avuto la possibilità di mettersi in salvo. La gente – dice il religioso orionino – vive nella paura e si rifugia nei bunker.
Nonostante la guerra, la vita in Ucraina cerca in tutti modi di andare avanti. Si pensa ai bambini, ai ragazzi, ai giovani perché sono loro il futuro di questo paese. E la prima campanella di ingresso a scuola è risuonata in tutto il Paese. “Ho chiesto ad alcuni genitori se avessero ricevuto comunicazioni particolari dalle scuole”, racconta don Moreno. “Alcuni mi hanno detto che finché la situazione rimarrà questa, i figli seguiranno le lezioni da casa. Altri sono già stati informati che l’anno scolastico inizierà a distanza. Stiamo parlando di Kyiv, dove a ogni istituto è stata lasciata una certa autonomia organizzativa: ogni scuola decide in modo indipendente orari e modalità di frequenza, a seconda che disponga o meno di un rifugio adeguato”.
Ovviamente, la priorità è la sicurezza. Senza, niente può funzionare. È una situazione che va avanti ormai da tre o quattro anni.
“Pensiamo alle bambine e ai bambini che oggi frequentano la quinta elementare: hanno trascorso quasi tutta la scuola primaria tra lezioni online e frequenza alternata, soprattutto nelle zone più vicine al fronte, ma non solo. Un giorno in presenza, uno a distanza, un altro ancora interrotto dagli allarmi”.
L’aggressione russa sulle città ucraine e in particolare su Kyiv è diventata più violenta. Da giugno si susseguono ininterrottamente bombardamenti notturni e di notte non si dorme. Chi non riesce a raggiungere un rifugio, resta disteso nei corridoi o addirittura nei bagni, lontano dalle finestre, dove è più riparato. “I bambini vivono così, in una condizione costante di paura e di terrore. Ma quello che mi colpisce e mi ferisce maggiormente è che insieme a questi sentimenti, purtroppo cresce anche l’odio nei confronti dei russi, percepiti come il nemico”.
L’Opera di don Orione, a Kyiv, gestisce una piccola cappella dove ogni domenica celebrano la Messa in rito greco-cattolico. Accanto c’è un oratorio: uno spazio all’aperto con un grande prato. La prossima settimana arriverà una struttura prefabbricata che permetterà ai religiosi e ai volontari di ampliare le attività. “Il nostro impegno principale è però rivolto agli sfollati”, racconta don Moreno. Ogni settimana distribuiscono circa 400 pasti, in quattro diversi punti della città, oltre a vestiti, medicinali e generi alimentari. Con la guerra, dilaga purtroppo anche la povertà. Oltre agli sfollati, si presentano sempre più spesso persone che abitano nei quartieri vicini: pensionati e famiglie che non riescono più ad arrivare a fine mese.
“E’ un segnale preoccupante: significa che sempre più famiglie non riescono più a sostenersi economicamente”.
Don Orione a Kyiv, distribuzione beni di prima necessità (Foto Cattelan)
Anche i prezzi dei beni di prima necessità sono diventati insostenibili. C’è la guerra dietro a tutto questo. Il religioso racconta che da circa quindici giorni vengono colpite sistematicamente le infrastrutture logistiche legate alla distribuzione alimentare: grandi depositi e centri di smistamento che riforniscono supermercati e magazzini. Da settimane, si fatica a trovare frutta e verdura e molti altri prodotti. “L’obiettivo – dice don Moreno – sembra essere quello di mettere ulteriormente sotto pressione la popolazione e portarla allo stremo. Dopo un’intera estate trascorsa senza riuscire a dormire, la tensione psicologica è enorme”. In queste condizioni, l’inverno mette paura. Senza elettricità e beni di prima necessità, appare praticamente impossibile vivere con temperature che scendono drasticamente sotto lo zero.
The post Ucraina. A scuola sotto le bombe. Moreno Cattelan (don Orione), “a Kyiv bambini nati con la guerra negli occhi” first appeared on AgenSIR.Le autorità cittadine di Kyiv hanno già predisposto un piano di evacuazione per le persone più vulnerabili. “E’ un segno che ci si aspetta un altro inverno molto duro, come quello scorso”.

