“Il Papa ha lasciato una grande gioia e un rinnovato senso di fiducia. I giovani si sentono rivitalizzati e, negli ultimi due giorni, abbiamo ricevuto moltissimi messaggi di sostegno. Questa visita lascerà il segno”. E’ Faustine Fayette, delegata dall’arcivescovo di Parigi per la pastorale dei giovani adulti (18-35 anni), a parlare al Sir del viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Francia che si è svolto dal 25 al 28 settembre a Parigi, Lourdes e Metz. “Sapevamo – aggiunge – che sarebbe stata una visita storica e si sta dimostrando tale. È davvero una visita destinata a lasciare un segno a lungo termine, soprattutto su questa generazione di giovani”.
In Italia e non solo, siamo rimasti davvero molto sorpresi dalla grande affluenza di gente ai diversi eventi. Perché così tante persone hanno accettato l’invito di incontrare Papa Leone?
Credo ci fosse un’aspettativa molto forte. Evidentemente c’era un desiderio profondo. Era il momento giusto perché il Papa venisse per portare unità e diffondere il Vangelo, come ha detto. La Francia sta attraversando un periodo difficile, sia dal punto di vista economico sia da quello sociale.
Ci sono molte crisi in diversi ambiti. E i giovani hanno sete di un messaggio di speranza.
Quindi, il fatto che lo stadio si sia riempito in appena 30 minuti ha sorpreso molti. Ma noi che lavoriamo con i giovani sapevamo che sarebbe successo, perché sappiamo quanto abbiano bisogno di questo messaggio.
Veillée de prière avec les jeune : Spectacle. © Jean-Baptiste Delerue / Diocèse de Paris.
Allo Stade France avete proposto ai giovani la storia dei santi e trasmesso messaggi molto alti. Non avevate paura di intimorirli?
No. Anzi, abbiamo pensato che avere l’opportunità di organizzare una veglia allo Stade de France richiedesse un certo livello di impegno. Non poteva essere una semplice veglia. Dovevamo fare qualcosa di grandioso. L’idea era di dire ai giovani: noi crediamo in voi e abbiamo per voi grandi ambizioni. Sappiamo che i giovani di Francia possono fare grandi cose. E i santi hanno cambiato la storia perché erano disposti a cambiare il proprio cuore. E penso che questo sia proprio il messaggio che volevamo trasmettere ai giovani:
se volete cambiare il mondo, dovete prima cambiare il vostro cuore. Dovete essere disposti a seguire Cristo e a camminare sulle orme dei santi.
Veillée de prière avec les jeunes: Spectacle. © Marvin Prevost / Diocèse de Paris.
Cosa “piace” di questo Papa?
Ha una grande forza, certamente un grande carisma, e la capacità di parlare ai giovani. Unisce una grande mitezza a una grande fermezza. Quando parla, ciò che dice è molto chiaro e lo dice con un’autorità che non si impone e non spaventa; è un’autorità che attrae. Papa Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco, ognuno con la propria personalità e il proprio carisma. Hanno toccato, ciascuno a modo suo, sensibilità diverse all’interno della Chiesa. Papa Leone XIV riesce a toccare il cuore di tutti.
E’ un Papa della riconciliazione.
Cosa succederà ora? Avete una grande responsabilità.
Sì e non resteremo con le mani in mano. Per quanto riguarda i giovani, ci sono diverse frasi molto efficaci che hanno avuto una forte risonanza. A partire dall’appello, “Voi siete i santi di Francia”. Come aiutare i giovani a confrontarsi con il mondo di oggi e come aiutarli a sviluppare un atteggiamento di fede che si rifletta in ogni ambito della loro vita? Stamattina, abbiamo avuto un incontro con i responsabili della pastorale giovanile e studentesca proprio per rileggere il viaggio del Papa. I giovani chiedono di assumersi delle responsabilità. Noi dobbiamo avere fiducia in loro.
Papa Leone ai vescovi di Francia ha chiesto coraggio, audacia e creatività missionaria. Facciamo nostre queste tre parole.
La Chiesa di Francia in questi giorni ha dimostrato che, nonostante tutte le difficoltà che ha attraversato, non è morta. Anzi, è viva e vibrante. Dal tuo punto di vista, qual è il segreto?
La perseveranza, la decisione di lavorare insieme e di tornare continuamente al Vangelo. Ciò che ci permette di rimanere uniti e di contrastare tutto ciò che potrebbe dividerci è proprio il ritorno al Vangelo e, insieme, il ritorno all’umanità, soprattutto laddove è più fragile e vulnerabile. Su questo siamo tutti d’accordo.
Veillée de prière avec les jeunes et le pape Léon XIV : Spectacle. © Marvin Prevost / Diocèse de Paris.
Ve l’aspettavate tutta questa folla di persone attorno a Papa Leone?
Penso che sia arrivato al momento giusto. In realtà, è sempre un buon momento per parlare d’amore. Vi racconto, a questo proposito, quanto è successo ad un giovane prete dopo la veglia allo Stade de France. Mentre stava tornando alla sua parrocchia, a Bondy, una cittadina della periferia parigina, incontra un gruppo di giovani spacciatori. Uno di loro si fa avanti, grida al sacerdote e gli dice, testualmente: “Padre, uomo di Dio, prega per i figli perduti”. E il sacerdote gli risponde: “Chi sono i figli perduti?”. Il giovane risponde: “Io, per esempio”.
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