Qual è il momento giusto per dare uno smartphone a un ragazzo? Quante volte i genitori che provano a mettere dei limiti si sentono i “più severi della classe”? Educare i ragazzi al digitale non deve essere una battaglia da combattere da soli. Domani, venerdì 9 ottobre, alle ore 20.30, al Teatro Ghione di Roma sarà presentata la rete dei Patti digitali di Roma, con il supporto della Fondazione Oltre. I Patti digitali sono uno strumento concreto che riunisce genitori, scuole e comunità educanti per costruire insieme regole condivise sull’uso dello smartphone e del digitale da parte dei ragazzi. Quando le regole sono condivise, smettono di essere un peso per il singolo e diventano un patto tra adulti che si fidano gli uni degli altri. Sarà anche l’occasione per raccontare le belle esperienze già nate in diversi quartieri di Roma. Interverrà Stefano Vicari, professore di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica del Sacro Cuore e primario di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
(Foto Siciliani-Gennari/SIR)
“Il tema del digitale è importante: dandoci una autoregolamentazione, facciamo un patto insieme, noi genitori ci adeguiamo e facciamo rispettare questo patto, in modo tale che non si possa dire mio figlio ha il telefonino, quell’altro no, facciamo squadra, quindi è una partecipazione molto bella dei genitori. Ci sono già tante esperienze, soprattutto nel Nord Italia”, dice Gigi De Palo, direttore generale della Fondazione Oltre, che fa parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Patti digitali, insieme a Marco Gui (presidente), docente di Sociologia dei media all’Università di Milano-Bicocca, Marco Grollo, presidente dell’Associazione Mec (Media educatori di comunità), Stefania Garassini, giornalista, docente universitaria e presidente di Aiart Milano, Giovanna Iannantuoni, presidente della Fondazione Bicocca. “Con la Fondazione Oltre stiamo cercando di dare un nostro contributo ai Patti, perché siamo convinti che il digitale sia un tema che ha a che fare con i giovani, con gli adolescenti, con i genitori, che è la nostra mission”. Il 9 ottobre è un momento importante di questo cammino: “Alla luce della rete di Adolescence e di tutti gli incontri che abbiamo fatto lo scorso anno, soprattutto nella zona di Roma, l’idea è quella di mettere in contatto la rete dei Patti digitali che già è attiva su Roma o che si sta formando nei vari quartieri e nelle varie scuole con tutti i genitori che hanno partecipato ad Adolescence della Fondazione Oltre. Vogliamo far dialogare questi due mondi: da una parte, i genitori che stanno sottoscrivendo i Patti digitali possono trarre beneficio dalle occasioni formative che offriamo come Fondazione Oltre sul tema degli adolescenti; dall’altra, sarebbe bello che i genitori che abbiamo formato e partecipano ai nostri eventi, se dovessero concretizzare anche il loro servizio e la loro cittadinanza al di là di una formazione, partecipino ai Patti digitali”. Gli appuntamenti di “Adolescence” riprenderanno, invece, nel 2027 a Roma: il primo incontro si terrà il 12 marzo all’Auditorium della Conciliazione.
“Attualmente a Roma sono interessati ai Patti digitali una decina di quartieri, dalla Garbatella a Monteverde e a Torpignattara. Di partenza organizziamo degli incontri di sensibilizzazione dei genitori, solitamente a scuola, presentiamo i Patti, invitiamo uno specialista che spiega che cosa succede ai ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, se non si controlla l’accesso ai social e allo smartphone; poi in ogni quartiere sono state vissute esperienze diverse”, racconta Chiara Cinti, referente dei Patti digitali per Roma. “A Torpignattara – ci dice Cinti – i genitori hanno coinvolto tutto il quartiere, intercettando una platea più ampia di quella ristretta della scuola. Anche il gruppo della Garbatella ‘San Paolo e oltre’ è molto attivo, sono stati raggiunti 280-300 genitori, con numeri in crescita continua, c’è una partecipazione alla vita del quartiere”. L’appuntamento del 9 ottobre servirà a riunire le forze e spiegare i rischi dell’uso precoce di social e smartphone. “Ai genitori che parteciperanno forniremo una sorta di starter kit, con i documenti utili, suggerimenti dei passi da compiere e delle azioni da intraprendere. Roma è una città molto grande e bisogna partire dal basso”, sottolinea Cinti.
Tre incontri con specialisti, come Stefano Vicari e il pediatra Federico Marolla che hanno parlato dei problemi che gli smartphone provocano sulla salute mentale e fisica dei bambini, con una pedagogista e con la Polizia postale sui rischi legati al cyberbullismo, al furto d’identità: sono tra le iniziative promosse dai Patti digitali nel quartiere di Monteverde, come spiega la referente, Anna Dalton. “Non basta, ovviamente, organizzare incontri e siglare il patto, bisogna continuare a impegnarsi – aggiunge Dalton –, così ad esempio abbiamo pensato di intervenire su un’abitudine pericolosa: regalare lo smartphone per la Prima Comunione, quindi a bambini di 8 anni. Abbiamo scritto una lettera ai parroci del quartiere pregandoli di sensibilizzare durante il catechismo, gli incontri e nelle omelie che è sbagliato dare a bambini così piccoli lo smartphone, come spiegano i pediatri e le società scientifiche”. Dalton evidenzia: “Vogliamo far capire ai genitori che sino alla fine delle medie non è assolutamente necessario che i bambini e i ragazzi abbiano lo smartphone, ci sono molti altri mezzi per comunicare. Nel quartiere di Monteverde molti genitori hanno rimesso il telefono fisso a casa in modo che i bambini che hanno voglia di sentirsi possono chiamarsi al telefono fisso, senza la necessità di avere lo smartphone e il wi-fi”.
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