(Strasburgo) “La velocità del cambiamento è incredibile. Le sfide sono eccezionali. Se guardo all’Europa di oggi, la mia conclusione è questa: lo stato della nostra Unione è più solido che mai. Eppure, lo stato della nostra Unione può anche apparire più precario che mai”. L’Europa comunitaria c’è, progetta, agisce, nella narrazione di Ursula von der Leyen. Ma lei stessa ne lascia intravvedere la “precarietà”, la fatica di procedere verso una maggiore integrazione economica e politica in un continente attraversato da forti tendenze nazionaliste. La presidente della Commissione europea lo ha potuto constatare ancora una volta a Strasburgo, dove il 16 settembre ha pronunciato il tradizionale Discorso sullo stato dell’Unione nell’emiciclo del Parlamento europeo, raccogliendo poi dai gruppi politici molte, moltissime critiche, e non solo dall’estrema destra anti-Ue. Tanto da domandarsi se la cosiddetta “maggioranza Ursula”, favorevole all’Unione (popolari, socialdemocratici, liberali con l’aggiunta dei verdi) esista ancora.
Tracciare la propria strada. Il discorso della von der Leyen è durato un’ora e un quarto, segnato da diversi applausi ma anche dai malumori della destra. “Quest’epoca è complessa, fatta di grandi possibilità e grandi pericoli che tutti i Paesi cercano di attraversare. In questo mondo – ha affermato von der Leyen davanti agli eurodeputati – l’Europa ha scelto di tracciare la propria strada. Il lavoro svolto negli ultimi anni sta dando i suoi frutti: sta emergendo un’Europa più forte e indipendente. È un’Europa che sta garantendo la propria prosperità. Un’Europa che si sta affrancando dalla nostra dipendenza tossica dai combustibili fossili russi. Che è diventata la maggiore potenza commerciale del pianeta. Che sta trasformando la propria politica industriale pur preservando il nostro modello sociale unico”.
“È un’Europa più capace che mai di difendersi. Che ha aumentato la spesa per la difesa di quasi l’80% solo negli ultimi cinque anni. È un’Europa che si dimostra solidale”, ha dichiarato von der Leyen con un eccesso di ottimismo. “Come facciamo sostenendo l’Ucraina mentre lotta per il suo futuro e per la nostra libertà. O come quando abbiamo difeso la Groenlandia di fronte alle minacce. O quando droni, attacchi ibridi o disinformazione prendono di mira le nostre democrazie. Tutto ciò dimostra una cosa: che l’Europa è al fianco dei cittadini europei. E che solo l’Europa può offrire ai cittadini una vera sovranità”.
Un mondo ostile. “Possiamo essere orgogliosi di questa Europa. Allo stesso tempo, siamo tutti consapevoli delle minacce che dobbiamo affrontare. Mentre le vecchie certezze e le relazioni consolidate si sgretolano, ci troviamo a confrontarci con un mondo apertamente ostile”. Ursula von der Leyen nel suo intervento in aula ha fatto il punto sulla situazione dell’Ue per poi immergersi in una serie di specifiche tematiche: conflitti e sicurezza, bilancio comune, economia, competitività, energia, intelligenza artificiale, urgenze sociali, salute, casa. “Una guerra di aggressione territoriale infuria nel nostro continente, mentre altri conflitti sono scoppiati nelle vicinanze. La competizione globale è plasmata dalla lotta per la capacità industriale. E una battaglia di narrazioni mira a indebolire la fiducia nell’Europa e a paralizzare le nostre democrazie”. Tuttavia, le preoccupazioni dei cittadini “non sono legate soltanto a queste grandi minacce globali. L’impatto delle numerose crisi si fa sentire nella vita di molte famiglie europee, in particolare per quanto riguarda il costo della vita o l’accesso all’abitazione”.
“Lottiamo insieme”. Von der Leyen si sofferma “sugli estremismi e la perdita di sfumature, che si riflettono persino nelle relazioni tra le persone. Queste preoccupazioni reali vengono strumentalizzate per creare una frattura tra di noi. A volte dall’esterno e troppo spesso dall’interno. Ma la nostra strada è chiara: costruire un’Europa indipendente e capace di agire”.
La presidente si è chiesta: “Vogliamo un’Europa forte e indipendente, capace di difendere i propri valori nel mondo?”.
“Vogliamo unirci attorno all’idea europea secondo cui possiamo decidere insieme il nostro destino? O permetteremo che le nostre democrazie vengano minate da intermediari e marionette di regimi autoritari?”. “Che si tratti di ultranazionalisti o di antieuropeisti, di interferenze russe o di disinformazione, i nomi possono cambiare, ma l’obiettivo resta lo stesso: disprezzano i nostri valori e vogliono infrangere la nostra unità europea. Non limitiamoci quindi a reagire: lottiamo insieme per la nostra idea di Europa”.
Economia, competitività, ambiente. Sono dunque numerosi i capitoli del Discorso sullo stato dell’Unione proposto da Ursula von der Leyen. “Quando ci siamo insediati, abbiamo avviato un piano ambizioso”, ha affermato nella parte dedicata a economia e competitività. “Per costruire un’economia in cui innovazione ed energia circolino oltre i confini. Dove le imprese competano e crescano in tutta Europa e il risparmio finanzi il nostro futuro. Questa è la logica alla base dei rapporti Draghi e Letta. E insieme stiamo passando all’azione”. Fra gli impegni assunti figurano: completare la riforma del Mercato unico entro il prossimo anno, sulla base della tabella di marcia “One Europe One Market”; realizzare un patto contro l’eccesso di regolamentazione; istituire una Società europea per le materie prime critiche. Su cambiamenti climatici, ambiente e sicurezza alimentare ha sottolineato: “Questi sono stati i mesi estivi più caldi di sempre, ma probabilmente saranno i più freschi degli anni a venire. La scienza è chiara: l’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale. Certo, la transizione è complessa e dovremo adattarci e imparare strada facendo. Ma non c’è dubbio: l’Europa può, deve e manterrà la rotta verso i propri obiettivi climatici”. Qui la presidente ha parlato di un quadro per la resilienza climatica da presentare a ottobre; un piano europeo contro le ondate di calore; un’iniziativa europea per l’acqua.
Scenari globali, sicurezza. A proposito dell’Europa nel mondo von der Leyen ha puntualizzato: “Per alcuni, la risposta è agire da soli. Ma per noi non è un’opzione. L’Europa sarà sempre in prima linea nella difesa del sistema basato su regole. Tuttavia, non possiamo più contare solo su di esso per tutelare i nostri interessi, né presumere che le sue norme ci proteggano dalle complesse minacce che dobbiamo affrontare. In questo nuovo mondo, dobbiamo ripensare con urgenza i nostri partenariati e costruire coalizioni globali”. Il riferimento va, in particolare, agli Usa e all’affievolirsi della cooperazione con Washington.
A questo punto la presidente ha parlato del Canada, “primo membro associato” dell’Ue, per “costruire insieme un’Alleanza per il futuro”,
con un plateale abbraccio al premier canadese Mark Carney (foto sotto), applauditissimo ospite d’onore in emiciclo. Una parte del discorso è tornata a concentrarsi sulla sicurezza dell’Europa: “La fiducia dell’Europa nella cooperazione è sempre stata guidata dalla pace. È la nostra ragion d’essere. Oggi, quella pace è minacciata. Non dobbiamo farci illusioni su ciò che sta accadendo: le minacce ibride che l’Europa deve affrontare sono sempre meno ibride e sempre meno semplici minacce”. Ecco quindi “una nuova Strategia europea per la sicurezza”, un Protocollo di sicurezza d’emergenza, una sorta di “articolo 4 della Nato” europeo (se attivato da uno Stato membro, tutti gli Stati membri si riunirebbero per definire una risposta europea coordinata). Ancora: un Consiglio europeo per la sicurezza, “che operi in stretta collaborazione con partner quali Canada, Norvegia, Regno Unito e Ucraina”.
Ucraina, migrazioni: nulla di nuovo. Non poteva mancare la parte dedicata all’Ucraina. “Il popolo ucraino combatte per una causa. Combatte per la sopravvivenza del proprio Paese, per la propria identità e per la propria libertà. E combatte anche per la nostra libertà e per la nostra autodeterminazione. Il nostro compito resta quello di sostenere l’Ucraina nel miglior modo possibile”. Von der Leyen ribadisce che l’Ue vuole continuare a “sostenere l’Ucraina durante l’inverno con ogni mezzo, in particolare attraverso aiuti umanitari e sostegno al settore energetico”; sviluppare insieme all’Ucraina un meccanismo di difesa missilistica; progetti comuni con aziende ucraine, da finanziare con le risorse residue del fondo Safe; aumentare la pressione sulla Russia attraverso sanzioni e contrastando l’elusione delle stesse. Sulle migrazioni le solite posizioni sulla “protezione dei nostri confini”: nulla di nuovo, nonostante Ceuta, Schengen sospeso e la necessità, per un’Europa invecchiata (culle vuote), di giovani, famiglie e lavoratori provenienti da altre regioni del mondo.
Intelligenza artificiale, digitale, social. Valorizzare l’intelligenza artificiale costituisce un ulteriore capitolo del Discorso sullo stato dell’Unione: “Sono ottimista sul fatto che l’Ia abbia il potenziale di portare benefici all’umanità, a patto di gestirla nel modo giusto. Tuttavia, come ogni nuova tecnologia potente, l’Ia comporta un equilibrio tra opportunità e rischi. Senza affrontare questi rischi, non riusciremo mai a sfruttare appieno le potenzialità dell’Ia”. Sui social media ha segnalato:
“Assistiamo a una sorta di cattura dei nostri figli. Una cattura della loro attenzione, della loro concentrazione, delle loro menti”.
Ecco in proposito l’“Eu Kids Act”, proposta legislativa con un approccio che vorrebbe tener conto delle esigenze di ogni età: ma soprattutto niente social media sotto i 13 anni; niente account personali sotto i 15 anni. In arrivo anche il “Digital Fairness Act” (legge sull’equità digitale) da proporre questo autunno.
Temi sociali. “Restare nella propria regione non è un privilegio. L’assistenza non è un privilegio. Avere una casa non è un privilegio. Sono diritti”, ha fra l’altro affermato la presidente della Commissione. La quale ha citato il “Quality Jobs Act”, legge per posti di lavoro di qualità entro la fine dell’anno. Ha parlato di un “European Care Deal”, Patto europeo per l’assistenza, “per affrontare le sfide legate ai cambiamenti demografici”. Ha promesso un vertice, organizzato congiuntamente al presidente del Consiglio europeo, “per sostenere i principi del Pilastro europeo dei diritti sociali”. “Abbiamo appena proposto il primo Housing Act (Atto sull’edilizia abitativa) per contrastare gli affitti a breve termine e la speculazione immobiliare”.
A 70 anni dal Trattato di Roma. Figura poi, nel discorso, un cenno alla storia dell’integrazione Ue: “L’Europa rimarrà sempre fedele ai propri valori. La nostra Unione è nata come progetto di pace. A distanza di decenni, milioni di persone vedono ancora l’Europa come una terra di grandi promesse”. Von der Leyen annuncia un “Congresso sull’Europa” da tenersi l’anno prossimo, a 70 anni dai Trattati di Roma, “per elaborare una visione capace di ispirare la nuova generazione di europei”.
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