Patroni di Roma: San Paolo, origini, conversione e devozione dell’Apostolo delle Genti

Scritto il 29/06/2026
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Oggi, come ogni anno, Roma celebra San Pietro e Paolo, i suoi patroni. E lo fa con una festa che intreccia liturgia, tradizione e identità cittadina. Pietro e Paolo, secondo la tradizione, subirono il martirio nello stesso giorno dell’anno 67 proprio nella Città Eterna, culla del Cristianesimo. Qui arrivarono da percorsi differenti. Per Paolo, l’uomo venuto da Tarso, Roma fu il punto d’arrivo di una vita segnata da viaggi, scontri, conversioni improvvise e una missione che avrebbe cambiato la storia del cristianesimo.
Nato a Tarso, nell’attuale Turchia, in una famiglia ebrea della diaspora Saulo è cittadino romano, parla greco e latino, conosce la Legge grazie alla formazione ricevuta a Gerusalemme presso Gamaliele. Figlio di un tessitore di tende, impara un mestiere che non abbandonerà mai: anche durante i suoi viaggi missionari continuerà a lavorare, per non gravare economicamente sulle comunità che visitava. Una scelta che oggi definiremmo “pastorale”, ma che all’epoca rappresentava un gesto di credibilità.
La svolta nella vita la ebbe a Damasco ma prima fu un oppositore dei primi cristiani. L’uomo che assistette alla lapidazione del primo martire Stefano. Gli Atti degli Apostoli raccontano che entrava nelle case, arrestava uomini e donne convinto di difendere la purezza della fede dei padri. La sua determinazione, unita a un carattere forte e diretto, lo rendeva una figura temuta: non a caso i discepoli, nei primi anni, faticarono molto a fidarsi di lui.
A Damasco il “cambio” di vita mentre conduceva una missione contro i cristiani. Una luce lo “butta” a terra mentre sente una voce che lo chiama per nome. Saulo perde la vista, viene condotto in città, e un cristiano di nome Anania – avvisato in una visione ma molto titubante – gli restituisce la vista. È l’inizio di una nuova vita: Saulo diventa Paolo. Un nome che non nasce da un rito o da un simbolo, ma da una semplice assonanza con “Saulo”, come era consuetudine tra gli ebrei della diaspora che portavano un secondo nome greco latino.
A Gerusalemme incontra Pietro e gli altri apostoli. Dopo un’iniziale diffidenza, viene accolto dal gruppo. Da Antiochia parte per tre grandi viaggi missionari che lo porteranno in Asia Minore, Macedonia e Grecia. Fonda comunità, scrive lettere, affronta tensioni interne e opposizioni esterne.
Le sue lettere – sette delle quali unanimemente riconosciute autentiche – sono la prima riflessione organica sulla fede cristiana. Non sono trattati teologici, ma testi occasionali, scritti per rispondere a problemi concreti delle varie comunità. È anche grazie a questo stile diretto che Paolo diventa il personaggio più conosciuto della prima generazione cristiana.
Un altro aspetto poco noto riguarda il suo rapporto con le donne: Paolo collaborò con molte figure femminili, come Lidia, Priscilla, Febe e Giunia, che definisce “collaboratrici” e persino “apostole”. Un dato che contraddice l’immagine stereotipata di un Paolo rigido e distante dal mondo femminile.
Il ritorno a Gerusalemme segna l’inizio delle difficoltà. Paolo viene accusato di aver tradito la Legge e di aver introdotto un pagano nel tempio. Arrestato, si appella al suo diritto di cittadino romano e chiede di essere giudicato dall’imperatore. Inizia così il viaggio verso Roma, segnato da naufragi e soste forzate.
Proprio durante il naufragio a Malta nasce una delle devozioni popolari più curiose: secondo gli Atti degli Apostoli, un serpente lo morse senza che egli riportasse danni. Da qui, in molte regioni mediterranee, Paolo è invocato come protettore contro i morsi di serpente e i pericoli della natura.

(Foto Calvarese/SIR)

A Roma l’ultima tappa della sua vita. Paolo entra in contatto con la comunità cristiana locale, predica, incontra persone e continua a scrivere. Prosciolto una prima volta, viene arrestato nuovamente sotto Nerone. Condannato a morte, viene decapitato sulla via Ostiense. Pietro, nello stesso periodo, viene crocifisso sul colle Vaticano.
Sulle loro tombe sorgeranno la Basilica di San Paolo fuori le Mura e la Basilica di San Pietro. La festa del 29 giugno, già attestata nel IV secolo, prevedeva due processioni: una verso San Pietro, l’altra verso San Paolo. Un modo per ricordare che la Chiesa di Roma si fonda su due testimoni…

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