A Roma metà delle assunzioni dura ventiquattro ore. Nasce la rete Caritas-sindacati

Scritto il 24/09/2026
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Dal divario di quasi 57mila euro tra il reddito medio dei residenti nel quartiere Parioli e quello degli abitanti di Tor Bella Monaca e Torre Angela, alle assunzioni che nel 50% dei casi durano appena ventiquattro ore. È la fotografia di una Roma sempre più spaccata e segnata dalle disuguaglianze quella scattata dall’economista Salvatore Monni, docente all’Università Roma Tre, attraverso lo studio dei dati dei recenti report sindacali e pastorali. L’analisi è stata presentata durante il seminario “Incontro sulla città. Ascolto, lavoro, diritti, comunità”, promosso da Caritas diocesana di Roma, Cgil Roma e Lazio e Cisl Roma Capitale e Rieti, svoltosi questa mattina, giovedì 24 settembre, nella Sala del Carroccio in Campidoglio. Dai dati emerge una città sempre più in affanno, con un tasso di occupazione fermo al 65,8%, appena il 15% dei nuovi contratti a tempo indeterminato e 114mila famiglie vulnerabili e in emergenza abitativa.

Il minuto di silenzio per Andrea Moretti
La mattinata si è aperta con un minuto di silenzio per Andrea Moretti, l’operaio specializzato nei lavori in quota morto a soli 22 anni mentre lavorava al Colosseo, nella notte tra il 22 e il 23 settembre. “È assurdo oggi morire mentre si è al lavoro”, ha detto la presidente dell’assemblea capitolina Svetlana Celli aprendo i lavori. Concetto ripreso da Natale Di Cola, segretario della Cgil Roma e Lazio, che ha chiosato: “La dignità delle persone deve venire prima del profitto e il valore del lavoro deve tornare al centro”. L’appuntamento odierno ha avuto lo scopo di avviare una rete permanente tra le realtà del territorio che conoscono in profondità ogni criticità. Una sinergia accolta positivamente dalle istituzioni: Celli ha infatti evidenziato come la rete “serva anche alle istituzioni per capire in che direzione operare, per analizzare e soprattutto realizzare quelle che sono le misure necessarie, sempre più indispensabili”.

“Non può esserci carità senza giustizia”
Tre i macrofenomeni in forte crescita a Roma individuati da Giustino Trincia, direttore della Caritas della diocesi di Roma: le solitudini, le dipendenze e la condizione giovanile. “La nostra credibilità passa dalla concretezza”, ha detto, sottolineando l’importanza del lavorare insieme. Per Trincia è importante “andare oltre la generica solidarietà, rilanciando un impegno diffuso per promuovere la giustizia sociale”. Un tema che deve essere affrontato anche nelle parrocchie, dove bisogna “far comprendere che non può esserci carità senza giustizia”, e la strada maestra è quella della pratica della “carità politica”. Tra le proposte formulate dal direttore dell’organismo pastorale diocesano c’è la casa. Ritiene “necessario agire in modo forte sulla leva fiscale per rimettere sul mercato decine di migliaia di abitazioni vuote e rafforzare le garanzie per i piccoli proprietari”. Ha inoltre suggerito di “unificare la gestione del patrimonio edilizio pubblico e ridurre gli enormi spazi oggi disponibili per lo sfruttamento degli affitti brevi”. A tal proposito, nella sua relazione, Monni ha evidenziato che “a Roma si contano circa 35mila annunci Airbnb, oltre 40mila considerando anche altre piattaforme”.

“Questa città merita subito risposte”
Per costruire interventi efficaci, Di Cola ha lanciato la proposta di integrare nuove forze al tavolo. “Una pista di lavoro comune”, ha osservato, “potrebbe essere quella di definire insieme indici e indicatori che permettano di raccontare e comprendere a fondo la realtà, fornendo indicazioni concrete ai decisori politici per orientare le loro scelte”. Il lavoro per ricucire gli strappi deve iniziare quanto prima, perché “questa città merita subito risposte”, ha dichiarato Rosita Pelecca, segretaria della Cisl Roma Capitale e Rieti. “Come organizzazione sindacale vogliamo costruire un patto”. Riflettendo sulla crescita della povertà e delle disuguaglianze, mons. Francesco Pesce, direttore dell’Ufficio della diocesi di Roma per la pastorale sociale, del lavoro e della cura del creato, ha definito l’impoverimento della popolazione una “spada che penetra nella coscienza civile e cristiana”, lanciando un duro monito contro lo “scandalo perenne di una società moderna che ha costruito le sue città, poi le ha cinte di mura invalicabili e si è lasciata alle spalle un mucchio di pietre scartate”. Citando don Primo Mazzolari, ha ricordato che “i poveri si abbracciano, non si contano”.

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