Zemio. Repubblica Centrafricana. Qui, in uno dei paesi più poveri della Terra, da un anno gli scontri tra un gruppo di ribelli, l’esercito governativo e i russi si sono intensificati. E farne le spese la sera del 29 giugno è stato padre Abbey Crépin, parroco di Zemio. “Padre Crépin era un giovane sacerdote ordinato appena cinque anni fa ed era a Zemio da due anni. Lì oltre al servizio come parroco era molto impegnato nel dialogo e nella ricerca della pace”, racconta mons. Aurelio Gazzera, vescovo di Bangassou di cui la parrocchia di Zemio fa parte.
“Un sacerdote giovane, semplice. Si era impegnato molto per la pace sapendo i rischi che correva. Non abbiamo tutti i dettagli, ma da quello che sappiamo finora è che non è stato uno sbaglio. Sembra fosse stato preso di mira, probabilmente per fermare tutti i tentativi di dialogo e di liberazione di alcuni ostaggi che da dicembre sono nelle mani dei ribelli”, continua mons. Gazzera.
Dalle prime ricostruzioni uomini armati hanno raggiunto il complesso della chiesa e hanno aperto il fuoco colpendo a morte padre Crépin. Anche una donna è stata ferita, ma non in modo grave. Quattro giorni prima nel quartiere musulmano di Zemio c’era stato uno scontro a fuoco tra i russi e le Forze armate centrafricane (Faca). In quell’occasione a rimanere uccisa era stata una donna, mentre un soldato delle Faca era rimasto ferito.
“La situazione nella Repubblica Centroafricana continua a essere tesa – spiega il vescovo di Bangassou -. Ci sono state le elezioni a dicembre e il Presidente ha vinto per l’ennesima volta, modificando la Costituzione, ma la situazione resta molto critica, soprattutto in zone come questa, in tutto l’est della Centrafrica al confine tra Congo e Sud Sudan”.
I funerali di padre Crépin si terranno oggi a Bangassou. Intanto la notizia dell’uccisione del giovane parroco ha sconvolto tutta la comunità. “È un momento molto doloroso per tutta la diocesi, stiamo sentendo l’affetto di tutta la Chiesa, di tantissima gente – racconta il vescovo -. La cosa impressionante è l’affetto e la partecipazione della gente, anche di sconosciuti che chiamano, che scrivono. Siamo andati a prendere la salma e lungo la strada ci siamo fermati alla Nomè, una parrocchia dove ha lavorato per circa due anni subito dopo l’ordinazione. E anche lì gente si è riunita, piangeva, pregava e cantava. Tutto questo affetto, questa preghiera la portiamo perché la sua morte possa essere un dono per la pace in tutta la regione”.
The post Sacerdote ucciso in Centrafrica. Mons. Gazzera: “La morte di padre Crepin possa essere un dono per la pace in tutta la regione” first appeared on AgenSIR.
