Concludo con questo numero di “Nuova Scintilla” un lungo cammino, durato circa 45 anni, dal 10 gennaio del 1982 quando firmai per la prima volta il giornale, anche se in realtà già da 4-5 anni ne curavo la redazione e la stampa su mandato dell’allora direttore mons. Agostino Bonivento, al quale poi sono succeduto, dopo che egli venne nominato dalla Conferenza episcopale italiana assistente centrale della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana), pur non avendone io la brillantezza di penna e il piglio spiccatamente giornalistico. Un lungo cammino, compiuto insieme ai collaboratori più stretti e a quelli numerosi sparsi nel territorio diocesano, misurabile quantitativamente anche nelle innumerevoli pagine pubblicate e – per dare un numero – nei circa 2.200 editoriali stesi, pressoché immancabilmente, in questi decenni spaziando nei vari ambiti della vita diocesana, nazionale e internazionale. A proposito di pagine, val la pena ricordare che il giornale, partito nel 1945 con un solo foglio (letteralmente due pagine o facciate), negli anni successivi e fino ai primi anni ’80 constava di 8 pagine per poi passare a 12, 16, 20 (e talora 24), offrendo più ampio spazio alla vita ecclesiale e civica, a cultura, politica, spettacoli, sport, in modo da inserirsi a pieno titolo e, per quanto possibile, a 360 gradi nella vita della comunità e del territorio. Giunto dunque al termine di questo itinerario, comprensibilmente non semplice e non privo di asperità, è doveroso da parte mia ringraziare prima di tutto i vescovi-editori che, pur con diversificati atteggiamenti, mi hanno confermato la fiducia in questi anni: sono ben cinque, da Sennen Corrà ad Alfredo Magarotto, Angelo Daniel, Adriano Tessarollo, Giampaolo Dianin; ed ora ho avuto l’onore di introdurre anche l’accoglienza del sesto, Michele Di Tolve, per quanto ormai lasci il timone del giornale a chi mi succede, la nostra valida giornalista collaboratrice dr.ssa Viviana Terzulli, che porterà avanti l’opera al servizio della diocesi.
Un grazie particolare a lei che mi permette di potermi dedicare all’altro incarico che mi è stato affidato già due anni fa, non meno affascinante sul piano culturale oltre che ecclesiale, appunto l’ufficio diocesano dei beni culturali. E grazie, ovviamente, a tutti gli altri collaboratori: ai dipendenti dell’editrice, giornalisti, grafici ed amministratori, con i quali abbiamo lavorato fianco a fianco (anche se per qualche anno, spesso, in smart working) con grande affiatamento e stima reciproca; ai tanti collaboratori che hanno prestato la loro opera in maniera disinteressata, sapendo di servire, con disponibilità e dedizione, una causa importante per il bene della comunità ecclesiale e civile del nostro vasto territorio. Grazie anche ai tanti sponsor che hanno generosamente sostenuto il nostro settimanale e che mi auguro possano farlo ancora a lungo; grazie agli economi che hanno guidato l’aspetto finanziario dell’editrice. Un pensiero anche a coloro che ci hanno lasciato anzitempo e ora possono leggere queste pagine dal cielo… Senza tutti costoro, ovviamente, non mi sarebbe stato possibile portare avanti quest’opera.
Doveroso anche il grazie alla Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC), che ha sostenuto in più fasi il nostro periodico, e all’agenzia SIR (Servizio Informazione Religiosa), dalla quale abbiamo sempre ricevuto e pubblicato servizi di alto livello aiutando noi e i lettori ad aprire lo sguardo ben al di là dei nostri confini contenutistici e territoriali. La linea del nostro settimanale, infatti, ha sempre contemplato anche uno sguardo più ampio dell’ambiente circoscritto in cui ci è dato di operare e al tempo stesso ha cercato di essere radicata nella vita delle comunità alle quali il giornale si rivolge, fedele al classico slogan dei settimanali della FISC: “giornali della Chiesa e giornali della gente”. Una linea di cordiale accoglienza verso tutti, proponendo certamente nostre idee, ma senza preclusione verso altre, sia all’interno che all’esterno della comunità ecclesiale che dev’essere in dialogo con la società e con il mondo. Posso dirmi umilmente orgoglioso (scusate l’ossimoro!) di aver portato avanti il “nostro” settimanale diocesano, nonostante qualche vento contrario, anche da parte di alcuni tra coloro che, però, alla fine, nella recente consultazione, hanno convenuto e concordato sull’importanza di questo strumento da continuare a far vivere, pur ovviamente sempre da migliorare.
Orgoglioso anche perché il settimanale è sano economicamente, grazie certamente ai contributi dell’8xmille, ma anche ai contributi del Dipartimento per l’editoria che abbiamo potuto ottenere fin dagli inizi della nuova legge, con un’oculata organizzazione e gestione del personale secondo le norme previste; oltre che, come accennato, grazie agli sponsor spesso da me direttamente contattati. Mi permetto di ricordare, infine, che il nostro settimanale è stato anche tra i primi in Italia a sbarcare nel web, prima con il sito e poi con l’edizione digitale, curati da tempo dal nostro webmaster Valerio Salvagno, ma ben presto anche nei social media (in Twitter-X dal febbraio 2011, con oltre 106.000 post, e dai mesi subito successivi in Facebook, dove totalizziamo un consistente numero di followers e milioni di visualizzazioni mensili), strumenti particolarmente importanti ed efficaci oggi nel rapporto con la gente, quotidianamente seguiti da me personalmente con non poco dispendio di tempo e di energie ed ora affidati all’altro nostro giornalista Ismaele Salvagno. Chiudo il cammino nella domenica in cui celebriamo la 100ª giornata missionaria: la “missione”, che – dopo il tema della “fraternità” proposto in quest’anno pastorale, appena aperto – sarà il tema dell’anno successivo, si svolge, in loco e nel mondo, in modo peculiare anche attraverso i media. Auguro di cuore al settimanale e alla diocesi di continuare in questo compito sempre più e meglio, mentre affido alla nuova direttrice questo giornale – che è stato l’impegno prevalente e permanente del mio ministero fino ad ora, nell’evolversi e accavallarsi degli altri – perché esso possa crescere e far crescere la nostra comunità ecclesiale e civile.
The post Congedo first appeared on AgenSIR.
