La parola chiave è prudenza. Il governo pone mano alla manovra di bilancio e il titolare dell’economia Giancarlo Giorgetti, illustrando le decisioni del Consiglio dei ministri che ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), sottolinea che la situazione ha richiesto un approccio “attimino più prudente” di quanto anticipato sui giornali. Del resto il quadro è in continuo movimento e richiede un monitoraggio costante, il fatidico spread rispetto ai titoli di Stato tedeschi ha ripreso a salire nonostante le difficoltà politiche della Germania e l’inflazione è su livelli record. Fattori che richiedono un sovrappiù di attenzione per un Paese ad alto debito come il nostro (la stima per il 2026 è 138,1%). La prudenza, anche politica per i distinguo che ci sono nella maggioranza, emerge con chiarezza dalle decisioni dell’esecutivo sulla Nec, la clausola europea di salvaguardia nazionale che consente maggiore flessibilità nel campo della difesa e dell’energia. Nel 2027 l’importo richiesto sarà pari allo 0,3% del Pil per l’energia e altrettanto per la difesa, analogamente nel 2028. Nel biennio si tratterà di circa 29 miliardi, quasi 7 miliardi in meno di quelli annunciati un mese fa in Parlamento dallo stesso Giorgetti. E la riduzione riguarda il comparto della difesa.
Comunque per l’anno in corso il Dpfp stima un aumento del Prodotto interno lordo fino all’1% mentre il rapporto deficit/Pil si colloca al 2,9%.
Quindi sotto la soglia del 3%, il che potrebbe consentire in extremis l’uscita dell’Italia dalla procedura per deficit eccessivo. In termini programmatici, quindi in prospettiva, i numeri della nota di Palazzo Chigi calcolano un rapporto deficit/Pil del 3,4% per il 2027; 3,2% per il 2028 e 2,3% nel 2029. Il tasso di crescita del Pil si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029. Il debito pubblico viene stimato al 138,5% nel 2027, poi scende al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Il Consiglio dei ministri ha anche varato la relazione al Parlamento con la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia e il relativo scostamento di bilancio, che va approvato a maggioranza assoluta. Le Camere dovrebbero votare su Dpfp e scostamento il prossimo 13 ottobre. A metà mese il Documento programmatico di bilancio dovrà poi essere inviato a Bruxelles e il 20 il disegno di legge di bilancio e i testi collegati saranno presentati in Parlamento.

