“La lista degli studenti” ha vinto le elezioni parlamentari anticipate in Serbia ricevendo, secondo i dati provvisori, il 52% dei voti che corrisponderebbero a 139 seggi nel parlamento di Belgrado. “Serbia unita” dell’ex presidente Aleksandar Vucic invece ha avuto il 39% dei consensi ossia 104 seggi. Nessun altro partito è riuscito a superare la soglia dei 3%. Le elezioni si sono svolte con un’affluenza record del 70%, che Belgrado non vedeva dai tempi della ex Jugoslavia: molti elettori hanno aspettato per ore in fila di fronte ai seggi per poter votare. Poco dopo le 21 di ieri, Aleksandar Vucic ha ammesso la sconfitta: “In base ai risultati preliminari è chiaro che noi abbiamo perso le elezioni” e ha aggiunto che gli studenti hanno condotto una campagna elettorale “scorretta e piena di menzogne” mentre non farà nessuno sconto dall’opposizione. A nome degli studenti l’accademico e candidato Radomir Saicic ha detto che “si sente la voce della libertà” mentre “i cittadini hanno dimostrato che nessun ostacolo è maggiore dalla loro propria determinazione”. In serata a Belgrado, in altre città della Serbia e in alcune capitali dei Balcani sono seguiti caroselli d’auto e manifestazioni pacifiche nelle piazze.
Il Paese volta pagina. “È un voto storico, oggi inizia una nuova pagina per la Serbia”. Lo afferma al Sir l’analista del Balcani Nikolay Krastev, inviato a Belgrado della televisione bulgara Btv. “Io non ricordo un’affluenza record di questo genere, pari al 70%. Erano impressionanti le file ai seggi alle quali i serbi pacificamente hanno aspettato, ore ed ore. per votare”, continua. A suo avviso, “dopo lunghi anni l’era e il governo Vucic sono terminati e la gente ha tanta speranza e tanta voglia di cambiamento”. “Non tutto, durante la notte di ieri, era ‘pacifico’ – racconta –. Ad un certo punto in centro a Belgrado, tra la sede della presidenza della Repubblica e la sede del Comune, i governanti hanno mandato massicce forze di polizia; sembrava di essere sull’orlo della guerra civile”. “Poi – spiega Krastev – è stato smantellato e parzialmente bruciato, questa volta da parte degli studenti, il famoso campo Cacilend, sempre nel centro storico, il quartier generale dei sostenitori di Vucic che sfidavano i manifestanti”.
Superare le divisioni. “È stata una notte di grande festa a Belgrado, decine di migliaia per le strade che gridavano ‘vittoria’ e ‘lui è pronto’, alludendo alla fine di Vucic, utilizzando lo stesso grido che si usava 26 anni fa alla caduta di Milosevic”. Secondo Krastev, “la Lista degli studenti avrà la maggioranza assoluta e potrà formare un governo, e per questo le aspettative oggi sono molto grandi”. I promotori della Lista degli studenti hanno ricevuto telefonate di congratulazioni dal premier ungherese Peter Magyar che ha assicurato il supporto del suo Paese; auguri e congratulazioni sono arrivati anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dalla commissaria per l’allargamento Marta Kos. L’analista ricorda però che “rimangono diverse incognite su come governerà la Lista degli studenti”: chi sarà il primo ministro, come lavoreranno per lottare contro la corruzione e per il ripristino dello Stato di diritto ma anche come ristabilire la posizione di Belgrado nella politica estera”. Е conclude: “Adesso di fronte alla Serbia rimane anche il grande compito di superare le divisioni nella società”.
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