Striscia di Gaza: Romanelli (parroco), “Grazie Papa Leone! Qui si continua a morire. Servono aiuti, manca l’acqua”

Scritto il 27/05/2026
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“Siamo sempre molto riconoscenti e commossi per le parole di Papa Leone XIV, grati per la sua continua vicinanza. L’aiuto umanitario alla popolazione della Striscia di Gaza deve essere consistente nella quantità e costante così da dare risposta ai forti bisogni dei gazawi. Ancora non si vedono in tutta la Striscia di Gaza dei segnali chiari che dicano che la guerra finirà”. Così padre Gabriel Romanelli, parroco della parrocchia latina della Sacra Famiglia, l’unica cattolica della Striscia di Gaza, commenta al Sir le parole di Papa Leone XIV rilasciate ai media ieri sera prima di fare rientro in Vaticano da Castel Gandolfo. Parlando a braccio il Pontefice ha detto: “Il popolo di Gaza non riceve ancora aiuti umanitari, questo sta provocando proteste, difficoltà e anche l’azione di quelli che hanno partecipato alla Flotilla. Rinnovo l’appello a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza che soffre tanto”.

(Foto ANSA/SIR)

Circa 900 morti. “Nonostante il cessate il fuoco – aggiunge il parroco, missionario dell’Istituto del Verbo Incarnato – a Gaza si continua a morire. Secondo le ultime notizie che abbiamo letto qui a Gaza, i morti, dall’entrata in vigore della tregua (10 ottobre 2025, ndr.) sarebbero circa 900. Non ci sono più bombardamenti a tappeto, però, per esempio, ieri si sono udite bombe in centro città dove moltissimi gazawi si erano recati per trovare un po’ di cibo. Oggi, infatti, i musulmani festeggiano l’Eid al‑Adha, la Festa del Sacrificio, una delle due principali festività dell’Islam, insieme all’Eid al‑Fitr). Nei mercatini si trovano diverse cose ma i prezzi sono altissimi e molti non possono permettersi di fare acquisti perché non c’è denaro”. Difficile da reperire è anche l’acqua, sia per gli usi domestici che alimentari, da bere. “L’acqua – ribadisce padre Romanelli – è cosa rara, assurdamente rara quando noi sappiamo che senza acqua l’essere umano non può vivere. C’è bisogno di acqua per gli usi comuni e da bere”. Al collasso anche il sistema sanitario in tutta la Striscia, “mancano le medicine, anche quelle generiche, per curare le persone malate” ricorda il parroco.  Con l’avvicinarsi dell’estate e del caldo, poi, le condizioni della popolazione sono destinate a peggiorare. “La maggior parte delle persone vive in tenda e il caldo si fa già sentire. Sarà la terza estate vissuta nelle tende”. Padre Romanelli riprende l’appello del Papa di ieri che chiedeva ‘a tutte le autorità ad assistere e accompagnare, aiutare il popolo di Gaza’: “Credo sia urgente far arrivare legname, materiale elettrico e da costruzione per permettere alle famiglie di poter almeno riparare le proprie abitazioni o quel che ne resta, fosse anche un rudere”.

Parrocchia latina Gaza (Foto Latin Parish Gaza)

Parrocchia in campo. “Da parte nostra, come parrocchia continuiamo ad aiutare e a fare del bene a tutti per quanto possibile. Abbiamo ripreso la scuola al mattino, l’oratorio nel pomeriggio e, quando le condizioni lo permettono, visitiamo le famiglie. Continuiamo a pregare ‘per’ e ‘con’ il Papa per la pace nel mondo e tra Palestina e Israele. Preghiamo per tutte le persone che si impegnano per ottenere la pace. Qui a Gaza – conclude padre Romanelli – ci sono 2,3 milioni di persone che hanno bisogno veramente di tutto anche delle cose più elementari. Hanno diritto di vivere da esseri umani con dignità”.

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