La cura della persona come strumento concreto di dignità e reinclusione sociale. Da qualche mese a Milano questo principio è diventato realtà, grazie a un progetto che ha saputo trasformare un bisogno semplice e quotidiano in un’occasione di riscatto, restituendo bellezza, ascolto e solidarietà a molte persone in difficoltà. Nella Casa dell’accoglienza “Enzo Jannacci” – la più grande struttura pubblica d’Europa che ospita attualmente oltre 560 persone senza dimora tra adulti soli, famiglie e minori non accompagnati – ha, infatti, aperto il primo salone sociale in Italia chiamato Beauty for a better Life.
Porte aperte, compagnia, cura. Non si tratta di un semplice parrucchiere: Beauty for a better Life è anche uno spazio accogliente e, soprattutto, umano, dove chi vive una condizione di fragilità può ricevere gratuitamente tagli, acconciature e prodotti essenziali per l’igiene e la cura personale, ma anche tempo, ascolto e compagnia. Un ambiente in cui potersi fermare senza fretta, raccontarsi, sentirsi accolti senza giudizio e ritrovare, anche solo per un’ora, una sensazione di normalità. Il progetto nasce dalla collaborazione tra L’Oréal Italia, Fondation L’Oréal e la Casa dell’accoglienza Enzo Jannacci del Comune di Milano, co-gestita da una rete di associazioni che comprende, tra le altre, Medihospes e Fondazione Progetto Arca. L’obiettivo del salone è chiaro: raggiungere mille beneficiari nel corso di un anno, offrendo non solo un servizio pratico e professionale, ma anche un momento di ascolto, attenzione e riconoscimento personale, capace di incidere positivamente sull’autostima e sulla percezione che le persone hanno di sé.
(Foto Scarp de’ tenis)
Non un semplice taglio di capelli. Così, per gli operatori, ogni taglio non è più soltanto un gesto estetico, ma un vero e proprio pezzo di storia umana. “Vivere nella bellezza è uno stimolo a credere che sia davvero possibile avere una nuova prospettiva di vita”, ha riferito a Scarp de’ tenis uno degli operatori che fanno parte di Beauty for a better Life, sottolineando come questo luogo possa creare un momento di socializzazione, cura autentica e recupero della dignità personale. Un elemento distintivo dell’iniziativa è la presenza di figure professionali formate appositamente per lavorare nel primo salone sociale in Italia: si tratta di socio-parrucchieri e socio-estetisti capaci di unire competenze tecniche di alto livello alla sensibilità necessaria per comprendere, accogliere e accompagnare persone vulnerabili, rispettandone i tempi, le fragilità e i vissuti spesso complessi. Sentirsi curati, guardarsi allo specchio e riconoscersi in un’immagine dignitosa può, infatti, rappresentare il primo passo per ricostruire fiducia in se stessi e nel rapporto con gli altri.
Luogo dedicato alla speranza. Anche Pasquale Montagna, responsabile area Nord Italia di Medihospes, ha posto l’accento sull’importanza dell’iniziativa: “È un luogo dedicato non solo alla bellezza e alla cura, ma anche alla rinascita e alla speranza, dove le persone possono riconquistare fiducia, autonomia e dignità attraverso la cura di sé e l’acquisizione di nuove competenze”, elementi fondamentali per ripensare il proprio futuro e aprirsi a percorsi di autonomia individuale.
Restituire autonomia e dignità. Il salone sociale di Casa Jannacci si inserisce così in un sistema più ampio di servizi e progetti che mirano a restituire autonomia e dignità alle persone senza dimora. E in un momento storico in cui le fragilità sociali sono sempre più evidenti, la povertà è in aumento e, con essa, la marginalizzazione e l’esclusione sociale, l’esperienza di Beauty for a better Life dimostra come anche la bellezza possa diventare un atto di cura, capace di andare oltre l’estetica per trasformarsi in uno strumento di rinascita personale. E se questo è possibile, è proprio perché oggi esiste un luogo nuovo in città, uno spazio dove potersi guardare allo specchio e, finalmente, riconoscersi.
*Scarp de’ tenis
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