Colombia, dopo il terremoto la corsa agli aiuti. Zamudio (Caritas colombiana): “Servono acqua, cibo e alloggi per gli sfollati”

Scritto il 12/08/2026
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Cibo e beni di prima necessità. Alloggio temporaneo, acqua potabile, strutture igienico sanitarie e sostegno psicosociale. Sono queste, ad oggi, le principali necessità di cui ha bisogno la popolazione nel dipartimento del Chocò in Colombia, colpita il 10 agosto dal devastante terremoto di magnitudo 7,4. La Caritas Colombiana si è già mobilitata: sta distribuendo acqua, alimenti e beni di prima necessità e predisponendo alloggi temporanei presso seminari e case di comunità. Il bilancio provvisorio conta al momento oltre 220 i morti, i feriti sono più di 900 mentre i dispersi, secondo le ultime stime, si aggirano intorno ai 4000. I soccorritori stanno ancora cercando persone sotto le macerie.  Molti sono senza acqua e corrente elettrica e due dei quattro aeroporti delle città colpite hanno subito danni.  “Undici delle 78 diocesi colombiane hanno segnalato danni alle strutture ecclesiali”, racconta al Sir Liliana Zamudio, vicedirettrice della Pastorale Sociale – Caritas Colombiana. “Nella diocesi di Palmira una struttura di accoglienza per anziani ha subito danni – riferisce da Bogotà -. A Pereira è crollato anche il Banco Alimentare. E tanti sono i danni e le conseguenze per la popolazione civile, sia nelle zone rurali sia in quelle urbane”.

Non è la prima volta che la Caritas della Colombia si trova ad affrontare una emergenza di questo tipo, essendo un territorio molto soggetto a terremoti: in passato è accaduto nella zona dell’Eje Cafetero, dove ci sono le famose coltivazioni di caffè in altura, e a Popayán. Oggi è prevista una riunione con i rappresentanti di tutte le 78 diocesi colombiane per organizzare la raccolta fondi.

Ieri Papa Leone XIV ha inviato un telegramma firmato dal Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin a monsignor Francisco Javier Munera Correa, arcivescovo di Cartagena e presidente della Conferenza episcopale colombiana, dicendosi “profondamente addolorato per il tragico terremoto che ha colpito duramente diverse zone della Colombia, causando morti e numerosi feriti, nonche’ gravi danni materiali, anche a molte chiese” e pregando per i defunti e “per la pronta guarigione di coloro che sono stati colpiti da questa tragedia”.

Priorità: accoglienza degli sfollati, acqua e alimenti. “Stiamo lavorando prima di tutto sull’accoglienza – dice Zamudio -. Molte persone sono rimaste senza casa dopo il crollo delle loro abitazioni. Stiamo predisponendo rifugi temporanei e organizzando gli interventi di soccorso e la distribuzione dei beni di prima necessità, come acqua e alimenti. Alcuni pacchi di aiuti sono già stati distribuiti rapidamente a Medellìn e a Manizales, più vicino all’epicentro nella diocesi di Quibdò, e da Bogotá stanno partendo altri aiuti”.

Danni alla cattedrale di Manizales in Colombia – (foto: missionari Consolata)

Molti danni alle strutture. In questa fase è prevista la valutazione della situazione ma è difficile dire se questo sisma abbia causato più distruzione rispetto al passato. “Per alcuni aspetti è molto simile a quello che è successo con il terremoto dell’Eje Cafetero, ma non siamo ancora in grado di quantificare con precisione i danni – osserva -. Per quanto riguarda i danni materiali, però, da quello che abbiamo visto e da ciò che ci è stato riferito, sembrano essere maggiori. Credo invece che il numero delle vittime sia inferiore. Le conseguenze materiali sono comunque molto gravi e molte persone sono rimaste senza nulla, soprattutto per quanto riguarda le abitazioni”.

Danneggiati ospedali, università, strutture comunitarie. L’altro aspetto particolare è che

“sono state danneggiate anche infrastrutture comunitarie, come ospedali, il Banco Alimentare e l’università”,

sottolinea Zamudio. “Ci sono edifici che, a causa delle crepe e dei danni riportati, dovranno essere demoliti perché rappresentano un pericolo. Ci sono inoltre problemi con l’approvvigionamento idrico e con l’elettricità. Molte persone sono rimaste senz’acqua e senza corrente elettrica”.

L’appello alla rete Caritas. Alla rete internazionale delle Caritas chiederanno sostegno inizialmente “per l’approvvigionamento alimentare.

Dobbiamo garantire cibo alle persone che hanno perso la casa e fornire un alloggio temporaneo e i beni di prima necessità. C’è poi bisogno di un sostegno psicosociale,

perché la popolazione è rimasta profondamente colpita da quanto è accaduto. Sono necessari anche interventi per l’acqua e i servizi igienico-sanitari: l’accesso all’acqua e alle strutture igienico-sanitarie è una delle principali emergenze in questo momento”. Intanto il governo della Colombia ha annunciato di aver ricevuto proposte di aiuti economici da diversi Paesi e organismi multilaterali pari a 1,3 miliardi di dollari.

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