Oratori in estate. Don Guidi (Fom): “Luogo educativo che gode di alta stima sociale”

Scritto il 01/07/2026
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Un migliaio di oratori aperti fra giugno e luglio per offrire accoglienza, gioco, escursioni, momenti educativi, spiritualità a 250mila ragazzi. 42mila gli animatori adolescenti, 3mila giovani educatori. Ma anche 25mila volontari adulti e circa mille figure educative tra sacerdoti, consacrate ed educatori professionali. Sono i numeri degli oratori estivi della diocesi di Milano. Numeri impressionanti, che però non dicono tutto. Chi sono i ragazzi che frequentano gli oratori estivi ambrosiani? Ne parliamo con don Stefano Guidi (nella foto), direttore della Fom, Fondazione degli oratori milanesi.

(Foto chiesadimilano.it)

Don Guidi, ci parli dei ragazzi che animano e colorano le strutture oratoriane della diocesi?
Anzitutto direi che l’oratorio estivo è una proposta rivolta a tutti i ragazzi dai 6 ai 19 anni e quindi una fetta di popolazione giovanile molto ampia. Ed è una partecipazione molto interessante, molto particolare, perché di fatto l’oratorio prevede che ragazzi di età diverse stiano insieme aiutandosi gli uni gli altri nel gioco, nei momenti condivisi, nei momenti di riflessione, in un rapporto per cui il più grande aiuta il più piccolo. Chi sono i ragazzi che frequentano l’oratorio estivo? Sono ragazzi normali, che durante l’anno vanno a scuola, fanno sport, provengono da famiglie “normali” in cui magari entrambi i genitori lavorano. Ci sono ragazzi che vivono anche situazioni familiari di fragilità, di separazione e di ricongiungimenti… A volte loro stessi presentano situazioni di fatica che ad esempio in ambito scolastico vengono certificate e che si cerca di accompagnare con l’aiuto di professionisti e di specialisti. Si tratta di ragazzi che, oltre all’oratorio, frequentano tutti gli altri ambienti sociali assieme ai loro coetanei: ma poi matura una scelta, più o meno consapevole, che vede la proposta dell’oratorio come una proposta cristiana, una proposta educativa connotata religiosamente. Questo è un elemento riconosciuto, apprezzato, che in qualche modo determina la reputazione sociale e la stima, la fiducia nei confronti dell’oratorio da parte delle famiglie e delle istituzioni.

Quale la presenza di ragazzi di origine straniera? Quale quella di bambini e adolescenti di altre fedi religiose?
L’oratorio per sua natura evita di incasellare i ragazzi, gli adolescenti, i giovani dentro alcune categorie che vengono abitualmente utilizzate per leggere e interpretare la nostra società. Sicuramente i ragazzi e gli adolescenti di origine straniera ci sono, ma non li “contiamo”. Lo stesso discorso vale per ragazzi adolescenti di altre fedi religiose. Ormai è un dato di fatto, la società italiana è una società plurale, eterogenea, con sfumature variabili a seconda dei contesti urbani, regionali, geografici. Di fatto i nostri ragazzi, i nostri adolescenti stanno crescendo in una società che è caratterizzata dalla pluralità culturale, etnica e religiosa. Per noi sono semplicemente i nostri ragazzi, cui dedicarci con gioia e attenzioni educative.

(Foto ITL/Mariga)

Quali storie si portano dietro i partecipanti alla proposta estiva degli oratori della diocesi milanese? Cosa cercano in oratorio?
Questa è una bellissima domanda, anche perché da qualche anno registriamo una situazione di ritorno e di partecipazione molto significativa verso la proposta dell’oratorio estivo, soprattutto da parte degli adolescenti. È un dato costante che caratterizza questa stagione post covid ed è una situazione per cui gli oratori, soprattutto quelli delle grandi città e delle parrocchie più popolose della diocesi, si stanno confrontando e provando a rispondere con iniziative adeguate alle età. Ora la domanda è appropriata: cosa cercano in oratorio? Cosa trovano in oratorio tutti questi adolescenti? Che cosa li spinge verso l’oratorio? Io credo che in oratorio un adolescente oggi trovi essenzialmente la possibilità di una relazione. Sembra qualcosa di banale e di scontato, ma tanti segnali ci portano a dire che sempre più ci confrontiamo con una generazione di adolescenti che si sente sola, che percepisce, avverte di non avere sempre intorno a sé la possibilità di dialogare con degli adulti disponibili e “significativi”, capaci di sostenere un dialogo. L’oratorio offre invece uno spazio di socialità aperto, non giudicante e nello stesso tempo, penso proprio all’oratorio estivo, un’occasione di responsabilità agli stessi adolescenti: un’esperienza accessibile, praticabile, comprensibile. Mi riferisco al servizio come animatori, che consiste ad esempio nel far giocare i bambini: può sembrare qualcosa di poco significativo e invece, grazie a questa esperienza, nella sua semplicità, tanti adolescenti scoprono di essere capaci e responsabili, e di essere apprezzati, visti come persone positive, che portano gioia ai più piccoli. Adolescenti protagonisti.

L’oratorio estivo si può ancora considerare un aiuto alle famiglie? Dal punto di vista della cura dei ragazzi, così pure sotto il profilo relazionale ed educativo?
Direi assolutamente sì: l’oratorio gode – come dicevo prima – di un’altissima reputazione sociale, mi permetto di dire soprattutto oggi, più che in passato. Perché innanzitutto è utile: l’oratorio estivo va incontro al problema dell’accudimento dei propri figli minorenni nel momento in cui la scuola termina e c’è ancora bisogno di qualcuno che provveda a loro mentre i genitori lavorano. L’oratorio compie egregiamente questo compito. L’apprezzamento per l’utilità è un punto di partenza che dischiude una relazione, spalanca un percorso di stretta collaborazione con le famiglie per un’efficace dimensione educativa. Aggiungo che non è sufficiente approcciarsi all’oratorio da “utenti”, da destinatari di un servizio: viene chiesta alle famiglie una reciprocità, un coinvolgimento che appunto attiva processi realmente educativi.

Infine, una domanda sulla formazione e l’entusiasmo degli educatori e degli animatori. Come sono stati preparati per vivere questa “avventura” estiva?
La loro formazione è essenziale e la Fom la propone da decenni. Si tengono corsi di formazione residenziale per animatori nella casa alpina la Montanina, in provincia di Lecco. Ci sono inoltre corsi direttamente realizzati negli oratori che lo chiedono, grazie a giovani formatori, collaboratori della Fom: ogni anno noi incontriamo in questa modalità almeno 6.000 adolescenti dei nostri oratori. Vengono accompagnati alla responsabilità, ad assumere un servizio molto importante che aiuterà loro stessi nel percorso di crescita umana e cristiana.

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