“Viviamo in un mondo, oggi, dove manca la bellezza tante volte: tanti problemi, guerre, conflitti, odio, violenza”. Sono le parole pronunciate a braccio da Papa Leone XIV, ieri sera, nel cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, al termine del concerto sinfonico offerto in suo onore dalla diocesi suburbicaria di Albano. “La serata è nata dal convergere di aiuti e desideri”, racconta al Sir mons. Vincenzo Viva, vescovo di Albano: un dono di musica per dire grazie al Pontefice che, nel primo anno di pontificato, ha ritrovato in questo territorio il luogo del suo riposo. “La musica, l’arte, la bellezza – ha aggiunto il Papa – sono veramente uno strumento che ci aiuta a guardare verso Dio”.
(Foto Vatican Media/SIR)
Il dono della diocesi alla presenza del Papa
Il programma si è aperto con “La Polacca” di Niccolò Paganini, dal Concerto per violino e orchestra n. 3, affidata all’archetto di Marco Rogliano. A seguire, la pianista Rossana Tomassi Golkar ha eseguito, su un pianoforte Bechstein della collezione Fabbrini, “Norma, una immensa storia d’amore”, la riscrittura del capolavoro di Vincenzo Bellini firmata per lei dal premio Oscar Luis Bacalov, accompagnata dall’orchestra I Musici di Parma – 55 elementi diretti da Pier Carlo Orizio – e da un impianto visivo che ha scandito i momenti del dramma. Alla serata hanno concorso i benefattori e le aziende del territorio, con il contributo della Banca di credito cooperativo dei Castelli romani e del Tuscolo. “Durante questo primo anno, intenso, ha trovato settimanalmente riposo in questo territorio – osserva mons. Viva – e la gente qui è molto onorata di questa presenza”. Un gesto affidato alla musica sinfonica cara al Pontefice, per esprimergli “la gratitudine, l’affetto, la comunione da parte della nostra diocesi e del territorio”. Nel saluto, Leone XIV ha richiamato il viaggio apostolico compiuto in Spagna poco più di un mese fa, il cui motto era “Alzad la mirada”: “Alziamo gli occhi, lo sguardo, verso il Cielo”. E ha aggiunto che “l’uomo e la donna, quando vogliamo, tutti insieme, possiamo donare la bellezza, che dal cuore ci aiuta a elevarci verso Dio”.
La “Norma”, parabola di guerra e perdono
La scelta del titolo non è casuale. “Norma è una donna ferita dalla guerra, che vive le sue contraddizioni”, spiega il vescovo. “Dalla rabbia, dalla disperazione, dal rancore arriva alla redenzione, a una forma di perdono: trasforma la rivale Adalgisa in una sorella e fa dono di se stessa per rompere la spirale dell’odio”. Una donna che, come tante madri segnate dai conflitti, sceglie di spezzare la catena della vendetta, in un cammino che culmina nel dono di sé, con cui l’odio si rovescia in amore. La riscrittura firmata da Bacalov, privata delle voci, affida al solo pianoforte di Rossana Tomassi Golkar e a un impianto visivo, che ne scandisce i passaggi, il dramma di Bellini. Una scelta che il presule legge in controluce rispetto al presente, nel segno indicato dal Papa a braccio al termine dell’esecuzione: “Il mondo è attraversato da tante lacerazioni, le notizie sono sempre brutte – riflette mons. Viva -. La musica, in un contesto come quello delle Ville pontificie, della natura e del riposo estivo, è un modo di guardare al di là di ciò che è brutto, senza dimenticare il presente”. Non un’evasione, dunque, ma uno sguardo capace di riconoscere il bene, e di custodirlo, anche dentro le ferite del tempo.
(Foto Vatican Media/SIR)
Un anno di presenza tra i Castelli
In un anno la presenza del Papa ai Castelli è diventata un appuntamento quasi fisso. “Ogni settimana, il martedì sera, quando esce, l’incontro con i giornalisti è ormai una consuetudine – racconta il vescovo – e non mancano gruppi di fedeli e di pellegrini che arrivano da altre parti e hanno modo di incontrarlo, di avvicinarlo”. Non sono mancate le visite alle realtà del territorio, dalla stazione dei carabinieri alla scuola pontificia, dalle comunità religiose alle case di cura. Le Ville pontificie – 55 ettari di zona extraterritoriale, dieci in più del Vaticano, con boschi, natura e animali – custodiscono il Borgo Laudato Si’, divenuto luogo di formazione all’ecologia integrale dell’omonima enciclica di Papa Francesco. Proprio qui, lo scorso anno, la diocesi di Albano ha dato il via al pranzo con i poveri, un’iniziativa poi fatta propria dal Borgo e affidata ogni anno a una Caritas diversa, quest’anno quella di Roma. “Le Ville pontificie sono diventate familiari – sottolinea mons. Viva -, un luogo accessibile, aperto a scolaresche e gruppi”. E se la musica è stata il linguaggio scelto per dire grazie, la sua eco resta quella richiamata dal vescovo: “La musica, l’arte, la contemplazione della natura ci aiutano a riconoscere la bellezza del creato e la bellezza delle relazioni fraterne tra le persone, della pace”.

