In sala dal 15 ottobre “Carlo Acutis. Il giovane santo”. Antonia Salzano: “Carlo è una buona notizia”

Scritto il 29/09/2026
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Dopo il sorprendente successo su Canale 5 del film tv “Il mio nome è Carlo” di Giacomo Campiotti, che lo scorso 27 settembre ha conquistato oltre 4 milioni di spettatori e il 29,6% di share, arriva nei cinema dal 15 ottobre il documentario “Carlo Acutis. Il giovane santo” diretto da Luca Salmaso. Realizzato con il favore della famiglia da Officina della Comunicazione, Our Films e Nexo Digital, il documentario è stato presentato in anteprima alla Filmoteca Vaticana, alla presenza di mons. Dario Edoardo Viganò, che già nel 2016 aveva proposto Carlo Acutis come patrono di Internet. Oltre alle sale italiane e alle scuole, è prevista una significativa distribuzione estera: dalla Francia, in 200 cinema dal 4 novembre, al resto d’Europa, fino alle Americhe, all’Australia e alla Corea del Sud nel febbraio 2027.

(Foto SIR)

L’incontro con Antonia Salzano, la mamma di Carlo
“Il cinema è un grosso aiuto nel diffondere valori e buone notizie. Davanti a tante tragedie da cui siamo assaliti, Carlo è una buona notizia. Ci dimostra che è possibile la santità anche oggi, nonostante le non poche difficoltà e i pericoli diffusi”. Così Antonia Salzano, la mamma di Carlo, raggiunta in occasione della prima del film in Vaticano. “Questi due progetti sono nell’ottica del cammino di evangelizzazione che Gesù attraverso Carlo sta facendo. Bisogna avere più fiducia nella Chiesa e coltivare una vita di preghiera: se non abbiamo Internet ci sentiamo spesso disperati, ma se non abbiamo la preghiera non possiamo connetterci con il Cielo. Si può condurre una vita ordinaria, con gli amici, lo sport e la scuola, ma è fondamentale anche la dimensione interiore. Perché senza di essa non possiamo essere luce per gli altri”.
Sui due film, Salzano racconta: “Per il film tv di Mediaset ci siamo impegnati nel tutelare la veridicità, aiutando il regista a entrare nella vita di Carlo. Nel documentario ci sono le persone che hanno vissuto Carlo. Una grazia. Un’opportunità che ci permette di coglierlo attraverso i loro occhi, le loro parole, arrivando a uno sguardo ancora più profondo su di lui e sulla sua spiritualità, una spiritualità possibile per tutti. Carlo ha avuto una vita ordinaria, ma ha aperto le sue porte a Cristo ed è diventata straordinaria”.
Riguardo ai giovani e al rapporto con la tecnologia, Antonia Salzano è stata chiara: “Carlo forse oggi spegnerebbe i social e farebbe cose più utili. Ai suoi tempi, con Internet, esisteva già Messenger. Lui però spegneva tutto: aveva capito che sono mezzi, non il fine. Strumenti che Dio ci ha dato, ma che non devono diventare tiranni, IA compresa, per la quale servono regole chiare”.

Sguardo arioso e profondo sul santo della porta accanto
Scritto da Elisabetta Sola e Nicola Salvi, il documentario si muove tra l’ordinario e lo straordinario, proprio come la vita del giovane santo. Il film parte dal momento della canonizzazione, il 7 settembre 2025, presieduta da Papa Leone XIV, per riavvolgere il nastro dei ricordi sugli anni di vita, intrecciandoli con l’eredità spirituale di Carlo Acutis oggi.
Punto di forza sono le testimonianze, che si alternano alla voce narrante, quella di Carlo: a fornirne un vivido ritratto sono i volti e le parole di chi lo ha conosciuto, lo ha accompagnato nella crescita ed è stato toccato dal suo carisma. Anzitutto i genitori, cui si aggiungono la nonna materna Luana Pennino, il domestico Rajesh Mohur, la maestra delle elementari Elisa Tattanelli e il parroco, mons. Gianfranco Poma. E ancora le parole cariche di tenerezza degli amici d’infanzia Mattia e Jacopo Pastorelli, increduli che il loro amico Carlo sia un santo. Nel racconto c’è anche la testimonianza della studentessa costaricana Valeria Vargas Valverde, protagonista del miracolo di guarigione legato alla canonizzazione.
Sguardi e parole densi di emozione, puntellati da sorrisi, dalla gioia di aver compiuto un tratto di strada insieme al ragazzo santo, che andava veloce, sorprendentemente veloce: “Carlo era un bambino che correva avanti il tempo. Anticipatario in tutto, anche nella fede”, ripete spesso la mamma Antonia.
Un documentario biografico-agiografico, ma non convenzionale. L’ossatura del racconto la fanno i ricordi, insieme ai materiali privati, foto e video, messi a disposizione dalla famiglia perché emergesse non un’immagine da “santino” patinato e distante, ma quella di un ragazzo normalissimo, come tanti, che però ha avuto una vita singolare, acceso da una fede luminosa e gioiosa. Contagiosa. I primi destinatari del film sono infatti i giovani, in Italia e all’estero: Carlo viene proposto come uno di loro, che può essere d’esempio per ciascuno. Un film lineare e arioso, profondo e pregevole, mosso dal desiderio di restituire un ritratto autentico di un giovane santo della porta accanto. Raccomandabile, realistico-poetico, per dibattiti.

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